Altre due interrogazioni sull’Afam

Senato 4/05673 del 19.04.2016 di Pamela Orrù (Partito Democratico) e altri 14 in cui «si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere per portare a compimento l’iter di statizzazione degli istituti musicali ex pareggiati».

Camera 5/08610 del 09.05.2016 di Mauro Pili (Gruppo Misto), in cui invece si chiedono la stabilizzazione dei docenti precari e «iniziative per salvaguardare l’autonomia di Accademie e Conservatori di musica prevedendo un’articolazione territoriale condivisa con le regioni, e in particolar modo per garantire quelle autorevoli realtà che operano in regioni insulari e che hanno specialità statutarie costituzionalmente riconosciute».

 

Il 20 maggio sciopero FLC-CGIL e UIL-RUA

Lo sciopero, che riguarderà nella stessa giornata anche il personale della scuola, è stato indetto anche in vista del futuro rinnovo contrattuale del Compartone. Si legge nel comunicato delle due OO.SS.:

«L’AFAM, mortificata da una riforma che dopo 17 anni ancora non vede il traguardo, rivendica l’allineamento al sistema universitario: messa ad ordinamento dei bienni; acquisizione di autonomia e di un nuovo modello di governance; strutturazione e attivazione dei dottorati di ricerca in ambito artistico-musicale; assetto della docenza; stabilizzazione dei precari; emanazione dei regolamenti per il reclutamento, lo sviluppo e la programmazione del sistema artistico, musicale coreutico; statizzazione degli ex istituti musicali pareggiati».

Qui il comunicato completo.

Le risposte dei Presidenti degli ISSM ex-pareggiati

Lo scorso 4 maggio il Coordinamento dei Presidenti degli ISSM ex-pareggiati è stato ascoltato presso l’Ufficio di Presidenza della Commissione Cultura del Senato nell’ambito della discussione sul Ddl 322.

Questi i punti principali delle posizioni lì espresse:

  1. piena parità tra i Conservatori esistenti e gli Isituti ex-pareggiati, una volta statizzati;
  2. no allo scorporo totale della fascia pre-accademica;
  3. no allo scorporo tra Trienni e Bienni;
  4. dottorati assegnati a un numero ristretto di Conservatori;
  5. autonomia gestionale sul modello di quella attualmente in vigore negli ISSM non statali;
  6. abilitazione artistica nazionale e successiva chiamata  da parte degli Istituti;
  7. elenco di criteri  per la valutazione delle scelte organizzative di tutti gli Istituti non statali e statali da ricomprendere nel processo di riorganizzazione;

Che il modello francese non piaccia poi tanto?

Potete leggere qui il testo integrale del documento.

 

Convegno “La scuola media a indirizzo musicale nella filiera della formazione musicale”

Il 13 maggio si terrà presso il Conservatorio Luigi Canepa di Sassari un convegno dedicato alla scuola media a indirizzo musicale (SMIM) nella filiera della formazione musicale. Si parlerà inoltre della legge 508 e della formazione preaccademica nei Conservatori.  Interverranno Antonino Ligios, Greca Piras, Ciro Fiorentino, Stefano Melis, Gian Nicola Spanu, Davide Soddu, Franca Floris e inoltre la senatrice Elena Ferrara, membro della settima commissione (istruzione pubblica e beni musicali).
Qui di seguito la locandina

La venticinquesima, ora. Sulla 128.

Il 4 maggio il deputato Nicola Ciracì (FI-Pdl) ha presentato l’interrogazione 4/13072 ,sul tema della questione del personale inserito nella graduatoria 128/2013, con la quale domanda al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca «se non intenda assumere adeguate iniziative urgenti al fine di porre finalmente rimedio a questa situazione, così da tutelare il personale iscritto nelle graduatorie nazionali ex lege n. 128 del 2013 di cui al decreto ministeriale n. 526 del 30 giugno 2014, e considerare tali docenti utili sia per incarichi a tempo determinato che indeterminato, con l’obiettivo di stilare un adeguato piano, con relative modalità e una tempistica certa, per l’assorbimento di dette graduatorie».

Si tratta della venticinquesima interrogazione parlamentare che abbia come tema l’Afam. Da ottobre, da quando cioè abbiamo cominciato a contarle.

I Presidenti in testa

Il Sottosegretario Angela D’Onghia, in risposta all’interrogazione 3-02648 del sen. Franco Conte (AP), oltre a soffermarsi sulla necessità di differenziare la formazione pre-accademica da quella accademica (qui il nostro ultimo articolo), interviene sul problema dell’autonomia e della governance dei Conservatori.

In particolare “rileva una serie di problematiche, a partire dalla diarchia fra presidenti e direttori” e per questo reputa opportuno “che il presidente degli istituti sia eletto dal corpo accademico con un mandato quinquennale e abbia la rappresentanza legale dell’ente, il compito di presiedere il consiglio di amministrazione e poteri disciplinari nei confronti del personale”.

Parole chiare che confermano quanto già detto dallo stesso Ministro sui nuovi poteri che saranno attribuiti al presidente: un presidente eletto! Ma eletto come? Come avviene oggi per il Direttore?

Riascoltando la registrazione dell’intervento del Ministro su questo tema sembrerebbe non trattarsi di una vera e propria elezione. Non vorremmo che ciò che viene annunciato come un processo elettivo, si limitasse alla semplice proposta di una terna di nomi da presentare al Ministro, così come avviene già oggi.

Queste le parole della Giannini su questo punto: “Una presidenza che possa essere eletta dal corpo accademico con un mandato unico di cinque anni, che sia anche una personalità esterna però sempre selezionata all’interno del sistema, dotata di un’esperienza comprovata e di un profilo professionale, requisiti richiesti per la presentazione al Ministro di una terna da cui poi il Ministro nomina”.

In questo quadro il direttore e il consiglio accademico che fine faranno?

La voce del Ministro al Senato quando interviene sul presidente (Audio – durata 2:00)

Giochi di parole: regime pubblicistico vs. status universitario

In Commissione Cultura del Senato si sta esaminando il DDL 2299 (Conversione in legge del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, recante disposizioni urgenti in materia di funzionalità del sistema scolastico e della ricerca). Abbiamo dato conto dell’Ordine del Giorno G/2299/8/7 proposto dai senatori Conte e Ferrara, in cui accanto alla richiesta di differenziare le figure di docenza impegnate in corsi di base (preaccademici) rispetto all’alta formazione si parlava di «allineare gradualmente le carriere e i salari a quelli dei docenti universitari, assimilandone lo stato giuridico».

Nella seduta del 4 maggio la sottosegretaria D’Onghia ha espresso parere favorevole all’ODG «purchè venga riformulato il secondo impegno al Governo citando esclusivamente il passaggio al regime di diritto pubblico».

Ed ecco quindi l’ODG riformulato e approvato dalla sottosegretaria:

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 2299, recante «Conversione in legge del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, recante disposizioni urgenti in materia di funzionalità del sistema scolastico e della ricerca»,

visti i contenuti della legge n. 508 del 1999 in merito al reclutamento del personale;

in considerazione del fatto che a distanza di 17 anni non sono stati adottati i provvedimenti attuativi previsti dalla suddetta legge;

avendo riscontrato la volontà di procedere ad un riordino di questo importante settore della formazione terziaria;

impegna il Governo:

a procedere alle fasi attuative previste della legge in premessa anche in relazione alla tipologia di reclutamento;
al passaggio al regime di diritto pubblico;
a valutare la possibilità di differenziare le figure di docenza impegnate in corsi di base (preaccademici) rispetto all’alta formazione nei settori musicale e coreutico.

 

Proseguono le audizioni: l’undici maggio la Conferenza dei Direttori

Nell’ambito dell’esame del DDL 322 (Statizzazione degli ex Istituti Pareggiati), proseguono presso l’Ufficio di Presidenza della Commissione Cultura del Senato della Repubblica le audizioni preannunciate  il 5 aprile scorso dal sen. Martini, relatore del medesimo DDL; le audizioni sono rivolte a  «rappresentanti dei conservatori e degli istituti pareggiati, dei sindacati, dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, focalizzando l’attenzione sulle ipotesi di riordino».

Mercoledì 11 sarà la volta dei rappresentanti della Conferenza dei Direttori e dell’A.N.C.I., i cui ultimi pareri inviati alla Commissione relativamente al DDL in oggetto risalgono rispettivamente al 15.10.2014 e al 30.09.2014.

I trienni ai Poli Regionali

Nella giornata del 3 maggio il Sottosegretario Angela D’Onghia ha risposto in Commissione Cultura del Senato all’interrogazione 3-02648 del sen. Franco Conte (AP) a proposito dell’imminente riassetto del sistema Afam.

Il sottosegretario ha dichiarato di giudicare «opportuno differenziare il momento della formazione pre-accademica da quello della formazione accademica vera e propria, prevedendo un sistema integrato che coinvolga le scuole primarie e secondarie, rapportandole al mondo degli Istituti musicali, anche attraverso la delega prevista nella legge n. 107 del 2015.» Quasi le stesse parole pronunciate dal Ministro Giannini lo scorso 30 marzo quando affermava di «prevedere un sistema pre-accademico a rete, e quindi fortemente integrato, tra la primaria, la secondaria e il mondo degli Istituti musicali, li chiamo così per non dargli una definizione anticipata – precisava il Ministro – che si occuperebbero esclusivamente o principalmente» di questo segmento. A quali realtà formative fanno riferimento il Ministro ed il sottosegretario con la definizione Istituti musicali? Forse gli Istituti Superiori di Studi musicali (una volta completato il processo di statizzazione) integrati con un discreto numero di Conservatori medio piccoli, privati dei corsi accademici?

E la formazione superiore? In linea con quanto detto dal Ministro sul modello francese (Conservatoires à rayonnement régional e Conservatoires nationaux supérieurs) anche il Sottosegretario conferma questa impostazione affermando che «ad un livello intermedio potrebbero collocarsi per il primo grado del percorso accademico poli regionali frutto di una omogenea distribuzione dell’offerta formativa triennale». Mentre «la formazione superiore dovrà essere, poi, rappresentata ad un livello territoriale più elevato (i tredici Super-istituti o accademie nazionali?) da corsi di laurea magistrale (bienni) e da dottorati di ricerca in materia artistica e musicale»

Qui il testo integrale del resoconto di seduta.