Dal Compartone

Ora che siamo finiti tutti nel Compart-One (il primo per numero di occupati) l’Aran pubblica un provvisorio Accertamento della rappresentatività 2016-2018, premettendo che «l’articolo 9 del CCNQ per la definizione dei comparti di contrattazione e delle relative aree dirigenziali sottoscritto il 13 luglio 2016 prevede che, entro trenta giorni dalla firma dello stesso, le Organizzazioni sindacali del Comparto Funzioni Centrali, del Comparto Istruzione e ricerca, dell’Area Funzioni centrali e dell’Area Istruzione e ricerca possono dare vita a nuove aggregazioni associative cui imputare le deleghe delle quali risultino titolari, purché il nuovo soggetto succeda effettivamente nella titolarità delle deleghe che ad esso vengono imputate. Inoltre, l’art. 11 del medesimo contratto consente alle organizzazioni sindacali che si avvalgano della suddetta facoltà di modificare la Confederazione di riferimento. Pertanto, il presente accertamento della rappresentatività relativo al triennio 2016-2018 ha carattere provvisorio per i suddetti comparti ed aree, nonché per l’individuazione delle Confederazioni sindacali rappresentative ai sensi dell’art. 43, comma 4, del d.lgs. n. 165 del 2001. L’accertamento definitivo sarà effettuato a seguito della verifica degli eventuali mutamenti associativi posti in essere dalle OO.SS. che si avvarranno delle citate facoltà di cui agli articoli 9 e 11 del CCNQ  13 luglio 2016».

Ecco dunque i dati provvisori relativi al Compart-One:

Schermata 2016-07-19 alle 12.35.41Schermata 2016-07-19 alle 12.36.08

Schermata 2016-07-19 alle 12.36.29

E qui sotto i dati relativi all’ormai ex Comparto Afam 2013-2015:

Schermata 2016-07-18 alle 20.17.27

 

Attraverso un altro interessante documento Aran pubblicato il 1° luglio u.s. possiamo poi osservare in tema di retribuzioni (dato 2014):

Schermata 2016-07-18 alle 19.40.44

La tabella non tiene conto della distinzione tra docenti di prima e seconda fascia, con quel che ne consegue. Si osservi poi la posizione stipendiale del personale non dirigente (poco più di 2000 occupati) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il quinto dei Quattro Comparti.

 

Borse di studio della Fondazione CRT

Borse di studio fino a 12.000 euro “targate” Fondazione CRT saranno offerte ai migliori musicisti per un anno di formazione in Italia e all’estero, presso istituzioni, accademie o scuole di perfezionamento scelte dai candidati stessi.

È on line sul sito www.fondazionecrt.it il bando “Talenti Musicali” della Fondazione CRT, in partnership con il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, che mette a disposizione due categorie di borse destinate, rispettivamente, a tutti i diplomati (solisti o formazioni cameristiche) negli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale del Piemonte e della Valle d’Aosta e ai diplomati in violino di tutta Italia.

Le candidature sono aperte dal 1 luglio al 23 settembre 2016. Potranno presentare domanda i diplomati con voto non inferiore a 9/10 o 100/110 (in caso di diploma accademico di primo o secondo livello), rientranti nei requisiti di età: 24 anni per tutti i diplomati nei Conservatori del Piemonte e Valle d’Aosta e per i diplomati in violino nei Conservatori italiani, 31 anni per gli aspiranti direttori d’orchestra, di coro, composizione e canto, 26 anni di media per le formazioni cameristiche. Novità di quest’anno è, appunto, l’assegnazione di una borsa di perfezionamento di 12.000 euro aperta ai diplomati violinisti di tutta Italia, con la possibilità di utilizzare un violino di alta liuteria offerto dalla Fondazione “Pro Canale” di Milano per l’intera durata del percorso formativo.

Nuovo Presidente a Parma

Andrea Chiesi, Direttore R&D Portfolio Management di Chiesi Farmaceutici, è stato designato dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, su una terna di nomi proposta dal Consiglio Accademico del Conservatorio di Parma. Il MIUR lo ha individuato, come scritto nel decreto di nomina, tenendo conto dei “requisiti di alta qualificazione professionale, manageriale e dell’esperienza maturata”. Chiesi prende il posto del presidente uscente, prof. avv. Andrea Mora, rimasto in carica per sei anni.

Qui l’articolo della «Gazzetta di Parma»

La Buona Scuola è una scuola buona

In attesa della pubblicazione integrale della sentenza, la Corte Costituzionale ha emesso ieri un comunicato stampa in cui pur stabilendo «l’illegittimità costituzionale della normativa che disciplina le supplenze del personale docente e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (art. 4, commi 1 e 11 della legge 3 maggio 1999, n. 124) nella parte in cui autorizza, in violazione della normativa comunitaria, il rinnovo potenzialmente illimitato di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti», riconosce però  che per il personale docente «la normativa sulla “buona scuola” prevede la misura riparatoria del piano straordinario di assunzioni, mentre per quanto riguarda il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario prevede, in mancanza di analoga procedura di assunzione, il risarcimento del danno».

Lena Gissi, della  Cisl Scuola dichiara che «se il piano straordinario di assunzioni della legge 107 viene definito ‘misura riparatoria’, bisogna dire chiaro e forte che quella presunta ‘riparazione’ non ha minimamente prodotto alcun effetto per le decine di migliaia di precari ignorati dal piano, docenti che da anni continuano a coprire con contratti a tempo determinato posti indispensabili per il normale funzionamento della scuola e per i quali proprio la norma della 107 sul divieto di reiterazione dei contratti incombe invece come una vera e propria spada di Damocle».

La FLC-CGIL, in un comunicato di Domenico Pantaleo, esprime soddisfazione per il fatto che «la denuncia della FLC CGIL sulla illegittimità della reiterazione dei contratti a tempo determinato di tutto il personale scolastico, dopo la pronuncia favorevole della Corte di Giustizia, abbia trovato accoglimento anche dinanzi alla Corte Costituzionale». Osserva però: «Rispetto agli effetti di tale pronuncia la Corte Costituzionale ritiene che una prima risposta per riparare a queste illegittimità sarebbe stata data dal varo del piano straordinario di immissioni in ruolo previsto dalla legge 107/2015. Dal comunicato della Consulta non si evince però quale potrà essere la sorte di quella parte del personale docente che, non rientrando nel piano straordinario di immissioni in ruolo e pertanto non avendo accesso alla stabilizzazione, resta in attesa di avere tutela, in base ai principi ed alle regole sanciti dalla Corte Europea nella sentenza Mascolo».

Qui alcuni articoli dal manifesto, dal Corriere della Sera e dal Fatto Quotidiano.

4+1=4

Con l’intesa siglata oggi presso l’ARAN viene confermata definitivamente e senza la firma di CGU-CISAL, come da pre-accordo del 5 aprile scorso,  la riduzione dei Comparti di Contrattazione da 11 a 4 e l’assorbimento dell’Afam nel compartone Istruzione e Ricerca, il tutto in ossequio alla c.d. Legge Brunetta. Questi dunque i nuovi comparti:

Funzioni centrali (circa 247.000 occupati),

Funzioni locali (457.000),

Istruzione e ricerca (1.111.000, che comprendono gli attuali comparti Scuola, Accademie e Conservatori, personale non-docente delle Università, Enti pubblici di ricerca, Enti di cui all’art. 70 del d.lgs. n. 165/2001),

Sanità (531.000).

Più uno, però, che con poco oltre i 2000 dipendenti rimarrà a sé stante: la Presidenza del Consiglio dei Ministri (circa i privilegi contrattuali di quel comparto si ricorda l’articolo di Sergio Rizzo Eldorado Palazzo Chigi: i dipendenti sono il doppio di quelli di Downing Street sul «Corriere della Sera» del 19.05.2011, o quello più recente di Gian Antonio Stella sullo stesso quotidiano).

Qui il testo del CCNQ.

 

Almanacco del giorno dopo: 13 luglio 2015

 

Festeggiamo domani il primo anno di Legge 107.

Festeggiamo domani anche un anno da quando un comportamento omissivo del Governo e del Ministro dell’Istruzione (non avere provveduto a scrivere le nuove regole per la ricostituzione del CNAM) è diventato improvvisamente (e apparentemente), in virtù di un commino di quella legge, del tutto legittimo. Dopo la nomina della Commissione Ministeriale nell’ottobre 2015 siamo tutti ormai assuefatti all’idea che si faccia proprio così: che un corpo rimanga senza-organi non per ossequio a un sistema filosofico (modello francese?) ma per mera amputazione, e che al più quegli organi siano sostituiti da organetti, ben accordati alla necessità del manovratore di non essere disturbato.

Fin qui parrebbe che la Commissione Ministeriale si sia occupata essenzialmente di smaltire le centinaia di richieste di modifica o nuova attivazione dei corsi triennali, e va bene. Ma in realtà il Ministro nei suoi interventi allude di continuo a una “commissione di esperti Afam”  – si tratta della stessa Commissione Ministeriale? Chissà… – che la supporterebbe anche e soprattutto a proposito di temi ben più spinosi. Non da ultimo quello del reclutamento, che, come sappiamo (parola di Ministro!), verrà definito e risolto nei prossimi 19 giorni. Ricordiamo tutti come nel 2008 il Cnam espresse un parere assai negativo sullo Schema di regolamento recante le procedure, i tempi e le modalità per la programmazione, il riequilibrio e lo sviluppo del sistema dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, nonché per il reclutamento del personale docente e del personale amministrativo e tecnico dell’allora Ministro Mussi, chiedendone sostanzialmente il ritiro.

Ora, questo nuovo Regolamento da chi sarà esaminato e valutato? Dalla Commissione che ha contribuito a scriverlo?

 

Entro gennaio le deleghe

Il sottosegretario Faraone, nel presentare il resoconto sulle prove Invalsi, ha confermato che entro il mese di gennaio il governo metterà in atto le deleghe previste dalla Legge 107 (che del resto la stessa Legge 107 prevedeva venissero attuate entro 18 mesi).

Anzitutto si tratta di redigere un nuovo testo unico, che riunisca le disposizioni del D.L.vo 297/94 e di altri fonti normative in materia d’istruzione; si devono organizzare le leggi in materia d’istruzione per materie omogenee, sulla base del contenuto precettivo di ciascuna di esse; si deve integrare e modificare il dettato normativo per adeguarlo al quadro giuridico nazionale e dell’UE (una delega pressoché in bianco) e renderlo logico, coerente e sistematico; si devono infine indicare esplicitamente le leggi abrogate.

Un aspetto questo che potrebbe avere qualche piccola ricaduta anche sull’Afam, poiché in quel Testo Unico permangono articoli o brandelli di articoli (come il 248 a proposito degli ex-accompagnatori al pianoforte) la cui vigenza è rivendicata da alcuni e da altri  contestata anche alla luce della successiva Legge 508 e delle successive tornate contrattuali dell’ormai ex Comparto Afam.

Tra le deleghe che potrebbero riguardare sia pure in modo indiretto anche l’Afam  (soprattutto alla luce delle ventilate ipotesi di “riassetto del sistema” e del tema della formazione pre-accademica), deleghe cui il Ministro Giannini ha fatto più volte cenno in maniera non molto chiara nei suoi recenti interventi in Senato a proposito di Afam, ricordiamo (art.1, comma 181, punto g):

PROMOZIONE E DIFFUSIONE DELLA CULTURA UMANISTICA, VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO E DELLA PRODUZIONE CULTURALE, MUSICALE, TEATRALE, COREUTICA E CINEMATOGRAFICA E SOSTEGNO ALLA CREATIVITA’ CONNESSA ALLA SFERA ESTETICA

La delega, ai fini di cui sopra, prevede di: potenziare la formazione nel settore delle arti nel curricolo delle scuole di ogni ordine e grado, compresa la prima infanzia, nonche’ realizzare un sistema formativo della professionalita’degli educatori e dei docenti in possesso di specifiche abilitazioni e di specifiche competenze artistico-musicali e didattico-metodologiche; potenziare l’offerta formativa extrascolastica negli ambiti artistico, musicale, coreutico e teatrale anche in funzione dell’educazione permanente; potenziare e riequilibrare la presenza di scuole secondarie di I grado ad indirizzo musicale, aggiornare l’offerta formativa anche ad altri settori artistici nella scuola secondaria di I grado e avviare poli, nel primo ciclo di istruzione, a orientamento artistico e performativo; rafforzare la presenza delle arti nel secondo ciclo di istruzione; potenziare i licei musicali, coreutici e artistici promuovendo progettualita’ e scambi con gli altri Paesi europei; armonizzare i percorsi formativi di tutta la filiera del settore artistico-musicale, con particolare attenzione al percorso pre-accademico dei giovani talenti musicali, anche ai fini dell’accesso all’alta formazione artistica, musicale e coreutica e all’universita’; incentivare le sinergie tra i linguaggi artistici e le nuove tecnologie valorizzando le esperienze di ricerca e innovazione; supportare scambi e collaborazioni artistico-musicali tra le diverse istituzioni formative sia italiane che straniere, finalizzati anche alla valorizzazione di giovani talenti; promuovere l’unitarietà degli obiettivi nell’attivita’ dei soggetti preposti alla promozione della cultura italiana all’estero.

Statizzazioni: prima le Accademie

Il Ministro Giannini ha annunciato nei giorni scorsi che ben prima della conclusione dell’iter del DDL di statizzazione degli Istituti Musicali ex-pareggiati, per cui vanno comunque trovati circa 38 milioni di risorse “fresche”, è già a buon punto il processo di statizzazione di almeno due delle cinque Accademie di Belle Arti “storiche”, quella di Genova e quella di Perugia (le uniche due che ne avrebbero fatto richiesta).

Questo perché il Governo ha ritenuto di seguire nei riguardi delle Accademie non statali una strada diversa rispetto a quella seguita per gli ex-pareggiati : dapprima, recependo un emendamento dei deputati Carocci, Giulietti, Sereni e Ascani, ha inserito in Legge di Stabilità (28.12.2015, n.208) un comma (il 358 dell’art.1) che incrementa di 4 milioni di euro a partire dal 2016 lo stanziamento (prima era 1 milione) a favore delle Accademie non statali, poi il 20 giugno scorso ha firmato un decreto che stabilisce la ripartizione di questi denari: 1.500.000 suddivisi tra le cinque Istituzioni in base a determinati criteri proporzionali, 2.5oo.000 invece vincolati «alla sottoscrizione di appositi accordi di programma con il Ministero e gli enti territoriali interessati finalizzati a individuare, nelle more dell’adozione dei regolamenti ai sensi dell’art. 2, comma 7, lett. d) e g) e comma 8, lett. e) della L. n. 508/1999, un percorso preordinato all’avvio di una graduale statizzazione delle Istituzioni».

Tali accordi saranno vincolati al rispetto di questi principi:

  • a) Assenza di situazioni debitorie o di criticità finanziarie delle Istituzioni proponenti da cui possano derivare  oneri a carico dello Stato ulteriori rispetto a quelli attualmente previsti.
  • b) Durata triennale e comunque condizionata all’approvazione dei citati regolamenti di cui alla L. n. 508/1999, con possibilità del Ministero di prevedere un impegno finanziario costante nel triennio, compatibilmente con le risorse effettivamente disponibili a valere sui relativi esercizi finanziari.
  • c) Impegno da parte delle Istituzioni a presentare una programmazione triennale della loro attività con individuati i costi e le fonti di finanziamento, con aggiornamento annuale di tale programmazione e conseguente monitoraggio dei risultati conseguiti.
  • d) Utilizzo delle risorse assegnate dal Ministero esclusivamente per le spese del personale  assunto secondo le  disposizioni  del contratto collettivo  nazionale  di  lavoro  del  comparto  dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica.
  • e) Impegno degli enti territoriali coinvolti ad assicurare con proprie risorse il funzionamento dell’Istituzione  anche successivamente all’eventuale statizzazione.
  • f) Eventuale coinvolgimento di Accademie e Conservatori statali in processi federativi o di fusione con l’Istituzione.

Il regolamento sul reclutamento sarebbe dovuto uscire entro il 31 luglio. Di che anno?

Parola di Ministro (verba manent): entro il 31 luglio sarà pubblicato il Regolamento sul reclutamento nelle Istituzioni Afam.

 

Come annunciato dal Ministro il 21 giugno nel corso del seguito della sua audizione in Senato, «è pronta una bozza che dobbiamo solo congedare nella scrittura definitiva, ma che è ampiamente condivisa. Vi si prevede un  conferimento di responsabilità e di autonomia programmatica alle diverse sedi. Non ci sarà dunque un’ ASN, o una procedura nazionale che, a detta della Commissione composta da esperti Afam e rappresentanti di vari enti, complicherebbe le cose».

Ricordiamo quanto scritto dal Ministro in risposta al quesito della senatrice Idem:

«Ritengo da sempre che il modello di reclutamento degli ISIA costituisca una interessante best practice per l’AFAM, nonostante alcune questioni rimaste aperte sulla contrattualistica. Di tale modello intendo comunque tener conto nella prevista riforma del reclutamento [ricordiamo che negli ISIA operano 9 docenti di ruolo e 227 a contratto…]»