Operazione buon senso. La petizione docenti 128 ABA

Su change.org si può ancora firmare la petizione dei docenti 128 ABA, che ha finora raccolto oltre 2160 firme:

Con la presente richiedo urgentemente al MIUR la stabilizzazione, senza ulteriori passaggi concorsuali, dei Professori delle Accademie di Belle Arti e dei Conservatori inseriti nella Graduatoria Nazionale Legge 128/13, istituita tramite selezione per titoli ed in vigore dall’ottobre del 2014.

Si ricorda che la Graduatoria Nazionale Legge 128/13 ha selezionato Professori, in servizio già da anni, i quali dovevano aver precedentemente superato almeno un altro concorso nazionale per titoli artistici, professionali e culturali presso le varie Istituzioni AFAM.

E’  pertanto scandaloso, incomprensibile ed in contrasto con il dettato costituzionale e con la normativa vigente che chi abbia superato più di un concorso selettivo nazionale per la stessa disciplina non sia stabilizzato nel ruolo già ricoperto da almeno 5 anni con continuità nelle Accademie di Belle Arti e nei Conservatori italiani.

Scuola (Afam?), ora spunta l’aptocrazia

Dopo aver contribuito alla raccolta di oltre 2.000.000 di firme per l’abrogazione dei contestati commi della Legge 107/2015 a proposito della chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi, alcuni sindacati ci ripensano. I referendum erano stati promossi dal Comitato Referendario Scuola Pubblica con l’appoggio di Flc-Cgil, Cobas, Gilda, Unicobas, Sgb e Cub, studenti (Uds, Link) e associazioni (Lip scuola, Retescuole), tra gli altri.

Il sito del comitato promotore www.referendumscuola.org spiega così il secondo quesito:

se vince il SI il dirigente scolastico non potrà più, a sua discrezione, scegliere e confermare o mandar via dopo tre anni i docenti. L’assegnazione dei docenti alle scuole avverrà con criteri oggettivi e senza il ricatto della scadenza, eliminando il rischio di gestione clientelare (in Italia…..poi) delle assegnazioni, e di limitazione della libertà d’insegnamento: il preside non potrà condizionare l’autonomia professionale dei docenti.

Ora però in data 6 luglio un accordo Miur-sindacati (CGIL, CISL, UIL e SNALS) sembra segnare una improvvisa giravolta sindacale. Quella cosa orrenda contro cui erano state raccolte tutte quelle firme sarà risolta così (fonte: comunicato stampa sindacale congiunto):

  • trasparenza della procedura
  • oggettività dei requisiti considerati funzionali all’attuazione dell’offerta formativa
  • garanzia di requisiti definiti su una tabella titoli individuata a livello nazionale senza alcuna discrezionalità della procedura.

In sostanza, spiega Corrado Zunino su «la Repubblica», «l’insegnante di Lettere e Storia primo nelle graduatorie d’istituto nella sua classe di concorso non andrà più all’Ufficio scolastico regionale dove sceglierà la scuola libera che più gli aggrada. No, dal 18 luglio – e i sindacati, tra cento contorsioni, alla fine hanno detto “sì” – sarà la scuola, ogni singola scuola, a scegliere il prof, il maestro. Come? Chiederà, ispirandosi al proprio progetto formativo, che il docente risponda a quattro criteri – quattro – sui venti-trenta che il ministero definirà nei prossimi giorni.
Per esemplificare. Dal prossimo 18 luglio – questa nuova operazione dovrà farsi tra il 18 luglio e il 15 settembre 2016 – il dirigente di un istituto scolastico del centro di Roma potrà decidere che alla sua scuola serve un insegnante con alte certificazioni in inglese, che abbia esperienze di Clil (lezioni solo in lingua), preparazione informatica e almeno cinque anni trascorsi con ragazzi disagiati. Chi avrà queste quattro caratteristiche, sarà assunto. Se nessuno le possiederà tutte e quattro, si assumerà chi ne potrà vantare almeno tre. Se ci saranno due docenti con quattro caratteristiche entrerà, a questo punto sì, quello con maggiore punteggio».

Attendiamo dunque che il Miur definisca quei venti criteri  che renderanno la scelta da parte delle scuole “oggettiva” e inappellabile. Ci chiediamo che chances possa avere un pur preparatissimo professore di latino che non abbia tradotto lo Pseudo-Galeno latino, non abbia esperienze in Clil (lezioni solo in latino), non abbia tenuto conferenze il giovedì su De reditu suo e non abbia mai portato i ragazzi in gita a Leptis Magna.  Del resto, a quanto riportato da diversi organi di stampa, dal Miur si dice: «Non recluteremo sempre l’insegnante migliore per ogni istituto, ma sicuramente quello più adatto». Meglio somaro che in-adatto, dunque.

Chissà che questa soluzione, che vorrebbe individuare ancora una volta un “algoritmo di oggettività arbitraria” non riguardi presto, come molti auspicano, anche l’Afam, che il 13 luglio entrerà ufficialmente nel nuovo compartone con la sottoscrizione definitiva da parte dei sindacati del relativo CCNQ.

Conversioni

Sul sito afam.miur.it sono a disposizione alcune delle delibere dei singoli Conservatori riguardo alle modifiche di organico per il prossimo a.a. 2016/2017  a seguito della nota Miur del 20.06.2016 prot. n. 8127: dunque conversioni, indisponibilità, in-attivazioni. Si tratta di dati davvero assai incompleti, anche se il termine per la comunicazione di tali delibere al Miur e per la loro pubblicazione sul sito sarebbe  domani 8 luglio.

Da un primo esame dei pochi dati a disposizione sembra confermarsi la tendenza di questi ultimi anni, che vede un rapido aumento  delle discipline della musica elettronica , del jazz e della musica antica a danno degli strumenti d’orchestra e del pianoforte.

Queste le cattedre convertite:

Teoria, ritmica e percezione musicale 3, Pianoforte 6, Pratica e lettura pianistica 1, Violino 3, Clarinetto 2, Flauto 2, Contrabbasso 2, Lettura della partitura 1, Musicologia sistematica 1, Storia della musica 1, Storia della musica per didattica 1, Composizione 1

E queste le nuove cattedre (comprese quelle che verranno aperte in caso di eventuale trasferimento):

Pianoforte Jazz 1, Composizione musicale elettroacustica 1, Composizione per musica applicata alle immagini 1, Elettroacustica 2, Informatica musicale 2, Canto 2, Canto jazz 3, Composizione jazz 1, Batteria e percussioni jazz 3, Musica da Camera 2, Violino barocco 1, Oboe barocco e classico 1, Flauto dolce 1, Violoncello barocco 1, Teoria, ritmica e percezione musicale 1, Lettura della partitura 2, Elementi di composizione per didattica della musica 1, Tecniche di improvvisazione 1, Musicologia sistematica 1

Particolare il caso del Conservatorio di Bolzano, che in virtù dell’art.1, comma 6 del D.Legisl. 245/2006 «Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol in materia di accademia di belle arti, istituti superiori per le industrie artistiche, conservatori di musica e istituti musicali pareggiati in provincia di Bolzano» [Al fine di garantire lo svolgimento delle attività formative e l’indirizzo internazionale dell’offerta didattica e della produzione artistica le istituzioni di cui al comma 1 possono conferire contratti a tempo determinato a docenti e ricercatori che rivestono presso università o istituzioni di alta cultura in campo artistico e musicale straniere qualifiche analoghe a quelle considerate dall’ordinamento nazionale. La facoltà di nomina di cui al presente comma e’ esercitabile nella misura massima del trenta per cento (22 cattedre) della dotazione organica del corpo docenti (76 cattedre)] rende indisponibili a trasferimento, tra le altre, le cattedre di violino, violoncello, corno e pianoforte «considerato l’interesse del Conservatorio ad internazionalizzare l’offerta formativa».

Precariato e Corte Costituzionale: il video

In attesa della sentenza, è da oggi disponibile il video dell’udienza della Corte Costituzionale del 17 maggio scorso sul tema della reiterazione dei contratti a tempo determinato nella scuola:

Istruzione pubblica – Copertura delle cattedre e dei posti di insegnamento, che risultano effettivamente vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre, mediante il conferimento di supplenze annuali, in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale docente di ruolo – Conseguente successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato per il perseguimento, da parte dell’Amministrazione datore di lavoro, di uno scopo (il contenimento della spesa pubblica) non riconducibile ad una “finalità di politica sociale di uno Stato membro”, secondo l’accezione desumibile dalla giurisprudenza della Corte di giustizia;

Conseguente successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato, svincolata dall’indicazione di ragioni obiettive e/o dalla predeterminazione di una durata massima o di un numero certo di rinnovi, in contrasto con la clausola 5, punto 1), dell’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, alla quale ha dato attuazione la direttiva 1999/70/CE del 28 giugno 1999.

 

Un nuovo arrivo in Commissione

Una sostituzione tra i componenti della Commissione VII del Senato (Commissione Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): il sen. Sandro Bondi è stato sostituito dal sen. Lucio Barani, presidente del gruppo Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (ALA).