Liceo Coreutico, la variante milanese

Il «Corriere della Sera» ha dato oggi notizia dell’imminente stipula della convenzione tra Accademia della Scala e Convitto Longone per l’istituzione di un Liceo Coreutico “dedicato”. Per derogare dai regolamenti della Legge Gelmini, che prevedono invece la collaborazione con l’Accademia Nazionale di Danza (art. 13 comma 9 del Regolamento recante Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133), serviva un’autorizzazione del Miur che è arrivata in agosto. Nel frattempo a Milano anche il Liceo Classico Statale Tito Livio ha aperto una sezione coreutica, in questo caso però attraverso convenzione con l’Accademia Nazionale di Danza.

Qui l’articolo dal sito corriere.it.

Privatisti

Con nota del 5 dicembre il Miur ha stabilito che gli studenti privatisti che alla data di entrata in vigore dei nuovi ordinamenti didattici avevano già sostenuto almeno un esame dell’ordinamento previgente, possano concludere il loro percorso di studi a parità di condizione con gli studenti “interni” del vecchio ordinamento.

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Rapporto Censis 2016: l’Alta Formazione Artistica e Musicale

Questa la sintesi del Rapporto Censis 2016, presentato il 2 dicembre presso la sede del Cnel, viale David Lubin, 2 Roma, nella parte che riguarda Accademie, Conservatori e Isia.

Modalità di reclutamento «obsolete e non meritocratiche» e richiesta di reclutare finalmente «docenti di prestigio» tra le osservazioni che hanno riscosso i maggiori consensi tra i direttori interpellati.

L’attrattività dell’Alta formazione artistica e musicale, nonostante l’attesa della riforma.

 Successo per l’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam): considerando sia i corsi pre-accademici, sia i corsi di livello terziario, si è passati dai 54.984 iscritti del 1999-2000 agli 87.003 del 2015-2016 (+58,2%). Un incremento conseguente all’attivazione dei corsi accademici riformati: tra il 2008-2009 e il 2015-2016 gli iscritti a corsi di livello terziario sono passati da 48.281 a 63.054 (+56,5%).

Un’attrattività esercitata anche in ambito internazionale, grazie alla tradizione e al prestigio delle discipline artistiche in Italia. Per la sola fascia accademica, gli stranieri iscritti sono 10.710 nell’a.a. 2015-2016, con un incremento del 10,7% sull’anno precedente e un peso sul totale degli iscritti del 17% (il corrispondente indicatore per il sistema universitario nell’insieme è pari al 4,3% nel 2014-2015).

Le strutture più frequentate sono le Accademie di belle arti statali e non, con il 22,3% di stranieri iscritti ai corsi di I e II livello, pari al 70,3% degli stranieri che scelgono l’Italia per conseguire un titolo terziario in campo artistico-musicale. Secondo i dati del 2014-2015, gran parte del successo estero dell’offerta Afam dipende dal consistente flusso in ingresso di cinesi (circa il 52% del totale).

Secondo i direttori Afam interpellati dal Censis, le principali criticità riguardano la mancata emanazione dei decreti attuativi della legge 508/99 (per l’84,5%), l’insufficienza dei fondi disponibili (59,2%) e le modalità di reclutamento obsolete e non meritocratiche (53,5%). Va garantita la possibilità di reclutare docenti di prestigio (per il 70,7%), rafforzato il collegamento con il mondo del lavoro (68,3%), migliorati i servizi di accoglienza e diritto allo studio (63,4%). Per i direttori delle Accademie di belle arti è urgente avviare i dottorati di ricerca, completando l’offerta formativa e sviluppando le attività di ricerca (68,8%). Il 56,3% di loro vedrebbe con favore lo sviluppo di un’offerta di corsi a pagamento per gli stranieri interessati.

Peggio una botte vuota o una moglie astemia?

Il recente accordo quadro per il rinnovo del contratto degli statali, siglato il 30 novembre u.s., quello degli 85 euro medi mensili, potrebbe essere ora messo in crisi dall’attuale situazione politica.

Secondo quanto riferisce il quotidiano «Repubblica», che si occupa delle leggi che oggi rischierebbero di saltare, infatti «il testo unico sul pubblico impiego non è stato ancora scritto. Sulla carta c’è tempo fino a febbraio per l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri, ma questo traguardo sembra ormai una “mission impossible”. Il provvedimento, lo ricordiamo, punta a eliminare i due pilastri dei dipendenti statali, ossia posto fisso e scatti di anzianità. E, soprattutto, contiene tutta la parte normativa che consente materialmente il rinnovo del contratto degli statali, secondo l’accordo-quadro firmato dai sindacati il 30 novembre».

Dunque il rinnovo effettivo del contratto degli statali, se con una mano porterebbe (avrebbe portato) gli 85 euro medi mensili, con l’altra toglierebbe (avrebbe tolto) una volta per tutte quegli scatti di anzianità a lungo congelati. Oltre al vituperato “posto fisso”.

Creatività e musica: un convegno a Trento

Il Dipartimento di sociologia e ricerca sociale e il Conservatorio di musica “F.A. Bonporti”, in collaborazione con il Laboratorio di filologia musicale del Dipartimento di lettere e filosofia, organizzano due giornate di studio dedicate alla nozione di creatività nella produzione culturale, con particolare riguardo alle professioni musicali.

La prima giornata si svolgerà martedì 13 dicembre presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale (http://www.sociologia.unitn.it/) e sarà dedicata alla presentazione di alcune prospettive interdisciplinari allo studio della creatività secondo le scienze sociali e umane.

La seconda giornata dal titolo “L’insegnamento della Composizione nei conservatori italiani fra modelli e sperimentazioni” si svolgerà presso l’Aula Magna del Conservatorio “F.A. Bonporti” (http://www.conservatorio.trento.it/) mercoledì 14 dicembre e intenderà riflettere sui metodi, le esperienze, i modelli, le sperimentazioni, le pratiche e i problemi che caratterizzano oggi l’insegnamento della creatività musicale.

Gli appuntamenti prevedono l’intervento di ricercatori, docenti universitari italiani e stranieri; docenti di Composizione (e non solo) provenienti dai maggiori conservatori del nord, centro e sud d’Italia, e una tavola rotonda conclusiva.

Quattro i campi di discussione intorno ai quali si svolgeranno i lavori: tradizioni e/o sperimentazioni, generalisti e/o specialisti, esperienze sul campo, transizione istruzione-lavoro.

Questo il programma dei lavori:

Martedì 13 dicembre 2016 Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale via Verdi 26, Trento
Aula 15, II piano

10.00 – 10.30

Apertura dei lavori

10.30 – 11.00 ANTOINE HENNION
(Centre de Sociologie de l’innovation, Mines ParisTech) The Work to Be Made. A Pragmatist Approach to Creation

11.00 – 11.30 Coffee Break

11.30 – 12.00 ALESSANDRO DURANTI
(Professor of Anthropology, University of California Los Angeles) La creatività e le sue condizioni: il Jazz insegna

12.00 – 12.30 STEFANO VELOTTI
(Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Roma “La Sapienza”) Filosofia della composizione. A partire da E.A. Poe

12.30 – 14.30 Pausa pranzo

14.30 – 17.30 Presentazione dei risultati della ricerca Le professioni della creatività musicale

14.30 CHIARA BASSETTI | UNIVERSITÀ DI TRENTO 15.00 SARA ZANATTA | UNIVERSITÀ DI TRENTO

Coffee Break
16.00 MARCO RUSSO | UNIVERSITÀ DI TRENTO

16.30 FABIO CIFARIELLO CIARDI | CONSERVATORIO DI TRENTO

Conclusioni

17.00 GIOLO FELE | UNIVERSITÀ DI TRENTO

Martedì 13 dicembre 2016 Conservatorio “F.A. Bonporti” via S. Giovanni Bosco 4, Trento Aula Magna, ore 21.00

Spettacolo musicale

Nel Flauto magico (altre rifrazioni)

Un itinerario creativo nella musica e nello spazio dell’opera mozartiana a cura delle classi di Composizione del Conservatorio
“Lucio Campiani” di Mantova

Ideazione e Coordinamento | Federico Jormen Ferrari, Annamaria Giacomelli, Paolo Perezzani, Gabrio Taglietti

Musiche | Igor Bianchini, Riccardo Caleffi, Alessandro Fava, Roberto Martinelli, Wofgang Amadeus Mozart, Li Yixuan

Costumi | Annamaria Giacomelli,
Edi Scaglioni con la classe 3B TS dell’ISBOMA di Mantova

Interpreti | Federico J. Ferrari, Lorenzo Biancoli, Francesca Satta, Giulia Tenca

Ingresso gratuito fino all’esaurimento dei posti disponibili. Per prenotazioni: ufficio.comunicazioni@conservatorio.tn.it

Mercoledì 14 dicembre 2016 Conservatorio “F.A. Bonporti” via S. Giovanni Bosco 4, Trento Aula Magna

L’insegnamento della Composizione nei conservatori italiani fra modelli e sperimentazioni

9.30 – 10.00

Saluti istituzionali

SIMONETTA BUNGARO
Direttrice del Conservatorio di Musica “F.A. Bonporti” di Trento e Riva del Garda

SARA FERRARI
Assessora all’Università e ricerca, Politiche giovanili, Pari opportunità, Cooperazione allo sviluppo della Provincia Autonoma di Trento

10.00 – 12.30

La didattica della creatività: l’esperienza del “Bonporti” di Trento

10.00 LARA CORBACCHINI | Conservatorio di Trento

Creatività. Una buona abitudine

10.20 COSIMO COLAZZO | Conservatorio di Trento

Esperienze: come vivere dinamicamente il modello

10.40 Confronti I
DANIELE CARNEVALI | Conservatorio di Trento LORENZO DONATI | Conservatorio di Trento

intervistati da
MARCO RUSSO | Università di Trento PIERVITO MALUSÀ | Conservatorio di Trento

11.20 – 11.40 Coffee Break

11.40 Confronti II
MAURO GRAZIANI | Conservatorio di Trento ROBERT BONISOLO | Conservatorio di Trento

intervistati da
FEDERICA FORTUNATO | Conservatorio di Trento GIOLO FELE | Università di Trento

12.30 – 14.00 Pausa pranzo

Mercoledì 14 dicembre 2016 Conservatorio “F.A. Bonporti” via S. Giovanni Bosco 4, Trento Aula Magna

14.00 – 18.30

La didattica della creatività e l’insegnamento della Composizione

14.00 ALESSANDRO SOLBIATI | Conservatorio di Milano

Radici profonde e sguardo al futuro
Discussant ANTONIO GIACOMETTI | ISSM di Modena e Carpi

14.45 ENRICO RENNA | Conservatorio di Napoli

Ipotesi didattiche tra modelli e innovazione Discussant MARCO UVIETTA | Università di Trento

15.30 – 16.00

Coffee Break

16.00 FRANCESCO TELLI | Conservatorio di Roma

Il percorso formativo nonostante una riforma incompleta Discussant PAOLO PEREZZANI | Conservatorio di Mantova

16.45 GIULIO CASTAGNOLI | Conservatorio di Torino

Sentieri per far legna. Tradizioni e creatività Discussant PAOLO FURLANI | Conservatorio di Firenze

17.30 – 18.30
Tavola Rotonda
Formare i professionisti della creatività musicale: possibilità o utopia?

ANTONIO GIACOMETTI | ISSM di Modena e Carpi (moderatore) FABIO CIFARIELLO CIARDI | Conservatorio di Trento COSIMO COLAZZO | Conservatorio di Trento
PAOLO FURLANI | Conservatorio di Firenze
PAOLO PEREZZANI | Conservatorio di Mantova
MARCO UVIETTA | Università di Trento

Qui la locandina

Tanto per sapere

 Nella seduta del 6 dicembre u.s. la VII Commissione del Senato ha affrontato l’esame dei documenti di bilancio per le parti di competenza della Commissione stessa, e ha predisposto i rapporti da inviare in tutta fretta alla Commissione Bilancio.
La sen. Blundo (M 5 stelle) ha ritenuto insufficienti le misure per quanto riguarda l’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), tanto più che non sono stanziate le previste risorse per la statizzazione degli ex istituti musicali pareggiati. Ha poi lamentato che la voluta fretta di concludere in giornata l’esame del provvedimento ha reso impossibile un intervento per salvaguardare quantomeno i precari del settore.
La se. Ferrara (PD) ha posto  l’accento sulle ulteriori misure di carattere “minore”, come il contributo per l’acquisto di strumenti musicali, le quali mettono in condizione gli studenti di incrementare l’interesse verso i settori culturali. Si è dichiarata tuttavia insoddisfatta per il percorso inerente l’AFAM, auspicando che si giunga comunque ad una positiva soluzione relativamente al riordino e alla statizzazione degli ex istituti musicali pareggiati.
Si è poi passati all’illustrazione degli ordini del giorno (vedi sotto).

Il sottosegretario Angela D’ONGHIA, quanto all’ordine del giorno G/2611/ sez I/9/7 ha espresso la necessità di riformularlo espungendo il secondo impegno al Governo, in quanto senza i contratti atipici si metterebbero in crisi gli Istituti superiori di studi musicali e le Accademie.

Ha dichiarato poi di accogliere l’ordine del giorno G/2611/ sez I/10/7.

Circa l’ordine del giorno G/2611/ sez I/11/7 ha suggerito di eliminare la terza premessa, di sopprimere, nell’impegno al Governo, le parole da “universitario” a “inquadramenti economici”, e di inserire le parole “con l’attuale inquadramento economico”.

Il senatore BOCCHINO (Misto-SI-SEL) ha fatto presente che il secondo impegno al Governo contenuto nell’ordine del giorno G/2611/ sez I/9/7 ha la finalità di individuare le forme contrattuali più garantiste nei confronti di lavoratori atipici. Ha recepito comunque l’indicazione del rappresentante del Governo e riformulato il predetto ordine del giorno in un testo 2, pubblicato in allegato.

Il sottosegretario Angela D’ONGHIA ha accolto l’ordine del giorno G/2611/ sez I/9/7 (testo 2).

Il senatore BOCCHINO (Misto-SI-SEL) ha fatto notare in merito all’ordine del giorno G/2611/ sez I/11/7 che l’analogia cui si accenna per il comparto AFAM riguarda il regime pubblicistico universitario. Ha riformulato comunque l’ordine del giorno in un testo 2, pubblicato in allegato.

Il sottosegretario Angela D’ONGHIA ha accolto l’ordine del giorno G/2611/ sez I/11/7 (testo 2).

Questi gli ordini del giorno sull’Afam presentati dalla VII commissione prima della decisione di porre la questione di fiducia sull’approvazione della Legge di Bilancio senza emendamenti, sub-emendamenti e articoli aggiuntivi con votazione oggi pomeriggio.

Ordini del giorno di Commissione relativi al DDL n. 2611

G/2611-sezI/9/7

PETRAGLIABOCCHINODE PETRISBAROZZINOCERVELLINIDE CRISTOFARO

La Commissione,

in sede di esame del disegno di legge A.S. 2611 recante «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019»,

premesso che,

attualmente una percentuale vicina al 50 per cento del personale docente delle Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) è precaria;

questi docenti ricoprono posti liberi e vacanti da non meno di un triennio e, comunque, il loro numero non è sufficiente a ricoprire tutte le disponibilità che si sono create e che si creeranno nei prossimi anni a seguito dei pensionamenti;

i docenti precari dell’AFAM sono stati, nella quasi totalità, selezionati nel corso dell’ultimo decennio grazie a continui concorsi per titoli artistici, culturali e professionali e svolgono da anni attività di docenza, ricerca e coordinamento didattico che per qualità e quantità non sono dissimili da quelle svolte dai loro colleghi assunti a tempo indeterminato;

inoltre non è ancora stato esaurito il processo di stabilizzazione ex decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97 e che dovrebbe coinvolgere un numero assai limitato, di docenti (ad esempio non più di 30 di pertinenza delle Accademie di belle arti) e nel contempo non si è ancora giunti alla trasformazione della graduatoria nazionale exlegge 128 del 2013 (di cui al decreto ministeriale 526 del 2014) in graduatoria nazionale ad esaurimento – si tratta dell’unica graduatoria nazionale scaturita da procedure concorsuali – che sarebbe utile per l’attribuzione di incarichi di insegnamento a tempo indeterminato e a tempo determinato,

impegna il Governo:

ad aprire in tempi brevissimi e comunque prima dell’avvio del processo di riordino del comparto dell’Alta formazione artistica e musicale, un tavolo di confronto tra il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, i lavoratori e le organizzazioni sindacali che metta fine alla situazione di incertezza che coinvolge i docenti, gli studenti e l’intero comparto al fine di chiudere definitivamente questa lunga stagione di precariato e garantire gli organici minimi per il funzionamento della didattica degli istituti AFAM, e le cattedre libere e vacanti vengano utilizzate per la stabilizzazione del personale precario del comparto, rientrante nei parametri previsti dalla sentenza della corte di giustizia europea del 26 novembre 2014;

a non utilizzare contratti atipici nei singoli Istituti superiori di studi musicali (ISSM), nelle Accademie di belle arti e nelle istituzioni AFAM.

 

G/2611-sezI/10/7

ELENA FERRARAMARTINIPUGLISIMARCUCCIIDEMDI GIORGITOCCIZAVOLIFASIOLO

La Commissione,

in sede di esame del disegno di legge A.S. 2611 recante «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019»,

premesso che:

sono attualmente all’esame della Commissione i disegni di legge e il testo unificato del Relatore in materia di statizzazione degli Istituti musicali pareggiati e delle Accademie legalmente riconosciute di Bergamo, Genova, Perugia, Ravenna e Verona, nonché di istituzione di Politecnici delle arti nell’ambito del riordino della normativa in materia di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM);

si tratta di una questione annosa che, a tutt’oggi, è senza soluzione;

il lavoro svolto in questi mesi dalla Commissione si pone l’importante e ambizioso obiettivo di dare finalmente una risposta adeguata al mondo dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica che rappresenta un settore fondamentale e nevralgico ai fini della identità del nostro Paese;

l’ultimo tentativo di intervento strutturale del settore risale al 1999, anno in cui fu adottata la legge n. 508 di riforma del settore rimasta in gran parte inattuata, senza che gli obiettivi ivi previsti siano stati pienamente raggiunti;

sono trascorsi 16 anni e ancora non sono stati emanati gran parte dei regolamenti necessari a dare attuazione alla riforma;

premesso inoltre che:

il disegno di legge vuole dare una risposta ai moltissimi docenti che fino a oggi hanno lavorato nel settore AFAM come precari: supplenze saltuarie, punteggi, graduatorie hanno dato luogo a mortificanti attese che durano da anni;

per tutte le Istituzioni AFAM è stato molto difficile lavorare in questi condizioni, con pochissime risorse in attesa che, ogni anno, le leggi di stabilità che si sono susseguite prevedessero un’autorizzazione di spesa che desse loro quanto necessario per «sopravvivere»;

il disegno di legge all’esame della Commissione prevede lo stanziamento di 39 milioni di euro per realizzare in modo compiuto la statizzazione degli Istituti musicali pareggiati e delle Accademie legalmente riconosciute di Bergamo, Genova, Perugia, Ravenna e Verona, nonché l’istituzione di Politecnici delle arti;

si tratta di un disegno di legge articolato che tiene conto delle numerose istanze dei molti soggetti auditi e che, se portato a termine, consentirebbe di riordinare il settore in modo profondo, innovativo e strutturale;

impegna il Governo:

a garantire la realizzazione, e lo stanziamento a tal fine necessario, del riordino della normativa in materia di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) anche in modo da tutelare e valorizzare l’importante ruolo del personale docente e non docente del settore.

 

G/2611-sezI/11/7

BOCCHINOCAMPANELLAPETRAGLIA

La Commissione,

in sede di esame del disegno di legge A.S.2611 recante «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019»,

premesso che:

il rapporto di lavoro e le carriere del personale docente delle istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) è regolato sotto il profilo giuridico dal comparto di contrattazione di cui all’articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, e relative applicazioni;

la legge suddetta prevede l’armonizzazione dell’università e deIl’AFAM, armonizzazione solo normativamente prevista ma rimasta, ad oggi, totalmente inattuata;

da anni assistiamo ad una ingiusta ed ingiustificata sperequazione economica tra le retribuzioni dei docenti universitari e quelle dei docenti delle accademie e dei conservatori, appartenenti al comparto AFAM, parallelo a quello universitario;

impegna il Governo:

entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge nell’ambito della riorganizzazione dei profili accademici e preaccademici della docenza AFAM, a regolare il rapporto di lavoro e le carriere del personale docente delle istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica, sotto il profilo giuridico, in analogia ai criteri del sistema pubblicistico universitario sopprimendo contestualmente il relativo comparto di contrattazione e stabilendo, altresì, le modalità di attuazione degli inquadramenti economici.


G/2611/SEZIONE I/9/7 testo 2

PETRAGLIABOCCHINODE PETRISBAROZZINOCERVELLINIDE CRISTOFARO

La Commissione,

in sede di esame del disegno di legge A.S. 2611 recante «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019»,

premesso che,

attualmente una percentuale vicina al 50 per cento del personale docente delle Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) è precaria;

questi docenti ricoprono posti liberi e vacanti da non meno di un triennio e, comunque, il loro numero non è sufficiente a ricoprire tutte le disponibilità che si sono create e che si creeranno nei prossimi anni a seguito dei pensionamenti;

i docenti precari dell’AFAM sono stati, nella quasi totalità, selezionati nel corso dell’ultimo decennio grazie a continui concorsi per titoli artistici, culturali e professionali e svolgono da anni attività di docenza, ricerca e coordinamento didattico che per qualità e quantità non sono dissimili da quelle svolte dai loro colleghi assunti a tempo indeterminato;

inoltre non è ancora stato esaurito il processo di stabilizzazione ex decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97 e che dovrebbe coinvolgere un numero assai limitato, di docenti (ad esempio non più di 30 di pertinenza delle Accademie di belle arti) e nel contempo non si è ancora giunti alla trasformazione della graduatoria nazionale exlegge 128 del 2013 (di cui al decreto ministeriale 526 del 2014) in graduatoria nazionale ad esaurimento – si tratta dell’unica graduatoria nazionale scaturita da procedure concorsuali – che sarebbe utile per l’attribuzione di incarichi di insegnamento a tempo indeterminato e a tempo determinato,

impegna il Governo:

ad aprire in tempi brevissimi e comunque prima dell’avvio del processo di riordino del comparto dell’Alta formazione artistica e musicale, un tavolo di confronto tra il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, i lavoratori e le organizzazioni sindacali che metta fine alla situazione di incertezza che coinvolge i docenti, gli studenti e l’intero comparto al fine di chiudere definitivamente questa lunga stagione di precariato e garantire gli organici minimi per il funzionamento della didattica degli istituti AFAM, e le cattedre libere e vacanti vengano utilizzate per la stabilizzazione del personale precario del comparto, rientrante nei parametri previsti dalla sentenza della corte di giustizia europea del 26 novembre 2014.


G/2611-sezI/11/7 testo 2

BOCCHINOCAMPANELLAPETRAGLIA

La Commissione,

in sede di esame del disegno di legge A.S. 2611 recante «Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019»,

premesso che:

il rapporto di lavoro e le carriere del personale docente delle istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) è regolato sotto il profilo giuridico dal comparto di contrattazione di cui all’articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, e relative applicazioni;

la legge suddetta prevede l’armonizzazione dell’università e deIl’AFAM, armonizzazione solo normativamente prevista ma rimasta, ad oggi, totalmente inattuata;

impegna il Governo:

entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, nell’ambito della riorganizzazione dei profili accademici e preaccademici della docenza AFAM, a regolare il rapporto di lavoro e le carriere del personale docente delle istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica, sotto il profilo giuridico, secondo il sistema pubblicistico con l’attuale inquadramento economico.

 

 

Per quanto riguarda invece lo SCHEMA DI RAPPORTO PROPOSTO DALLA RELATRICE SULLO STATO DI PREVISIONE DEL Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca PER L’ANNO FINANZIARIO 2017 E PER IL TRIENNIO 2017-2019, E RELATIVA NOTA DI VARIAZIONI, la Commissione ha inserito le seguenti raccomandazioni:

1.     si prevedano adeguate risorse per la statizzazione degli istituti musicali pareggiati e delle accademie legalmente riconosciute, nonché per l’istituzione di politecnici delle arti procedendo al riordino della normativa dell’AFAM;

2.     si introduca la possibilità di supplenze dopo i trenta giorni di assenza del personale delle segreterie scolastiche delle scuole di ogni ordine e grado e le supplenze brevi del personale ATA e docente delle scuole dell’infanzia;

3.     si preveda il potenziamento del personale docente delle scuole dell’infanzia;

4.     si introducano ulteriori misure di semplificazione per l’università a partire dallo sblocco del turn over e l’eliminazione del Mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA).

 

 

A che punto siamo?

Si è tenuta sabato scorso a Bologna presso l’Opificio Golinelli la Conferenza Nazionale Università, Ricerca, AFAM Più valore al capitale umano promossa dal Partito Democratico. L’iniziativa, che segue a un anno di distanza l’incontro di Udine, ha visto la partecipazione, nella sezione riservata a Conservatori, Accademie e ISIA (Cantiere Afam: a che punto siamo), dei senatori della VII Commissione Elena Ferrara e Claudio Martini, relatore del DDL 322 recante norme per la statizzazione degli ex Istituti Pareggiati (e non solo). Assenti invece alla sessione di lavoro sull’Afam i deputati Filippo Crimì e Maria Coscia, la cui presenza era annunciata dalla locandina dell’evento.

Di fronte a una platea non molto numerosa il sen. Martini ha fatto il punto sulla situazione del DDL di cui è relatore. Riguardo agli emendamenti recentemente bocciati dalla Commissione Bilancio della Camera (http://www.docenticonservatorio.org/non-ammessi/) ha formulato due ipotesi: o il governo non è ancora in grado di affermare che  i 39 milioni per la statizzazione sono disponibili, oppure preferisce lasciare al Senato il compito di occuparsi della copertura del DDL. Ha quindi informato che dal 6 al 20 dicembre il Senato sarà impegnato a tempo pieno attorno alla Legge di Bilancio, e che quindi i lavori in Commissione sul DDL 322 riprenderanno solo a gennaio e senza ulteriori audizioni, ma, così il senatore, con la possibilità di intervenire sui punti più controversi per “affinare” alcune questioni anche con tavoli informali: soprattutto la governance e l’assetto territoriale (Politecnici), punti che il MEF (in particolare il vice-Ministro Morando) riterrebbe irrinunciabili per accettare gli oneri della statizzazione.

Durante le due settimane che il Senato dedicherà alla Legge di Bilancio si tenterà di introdurre emendamenti relativi esclusivamente al finanziamento del DDL, rimandando a gennaio attraverso il DDL stesso le questioni legate al riordino. L’obiettivo sarebbe di uscire dalla Legge di Bilancio con la copertura finanziaria. Il senatore ha dichiarato di nutrire una certa fiducia sull’approvazione di tali emendamenti, anche perché il relatore al Senato sen. Santini sarebbe informato e disponibile, e ha invitato gli stakeholders a fare sentire la loro voce («bombardare il quartier generale») nelle due settimane prima della sospensione natalizia. Unico timore l’indecifrabile situazione politica che potrebbe seguire il referendum.

Consapevole dei limiti del DDL («Per fare una cosa perfetta bisognerebbe riscrivere la 508»), ma anche della fragilità dell’attuale fase politica, il senatore ha invitato a non considerare il provvedimento come un punto di arrivo, ma piuttosto come un testo migliorabile a partire da gennaio. Rispetto a obiezioni circa l’aggregazione coatta degli Istituti Afam nei nuovi Politecnici senza peraltro la possibilità di coinvolgere Università, il sen. Martini ha ribattuto che un’aggregazione volontaria non darebbe alcun risultato.

La sen. Ferrara ha invece messo l’accento sul tema dell’armonizzazione, tanto della filiera dell’insegnamento musicale, quanto del DDL 322 con altri provvedimenti come il Nuovo Codice per lo Spettacolo dal vivo (Atto Senato n. 2287-BIS, all’esame sempre della VII Commissione), e la delega di cui al comma 181g della Legge 107/2015 («promozione e diffusione della cultura umanistica, valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali, musicali, teatrali, coreutici e cinematografici e sostegno della creatività connessa alla sfera estetica»), ma anche con la recente legge sul cinema che attribuisce al Miur 12 milioni per iniziative nelle scuole.

Molti dei presenti hanno poi posto all’attenzione dei due senatori il tema dell’assenza dell’organo tecnico previsto dalla Legge 508, il Cnam, lamentando l’inadeguatezza della commissione nominata dal Ministro nell’autunno scorso. Tale assenza è oggi ancor più preoccupante in quanto impedisce un vero dibattito nelle sedi appropriate attorno ai temi affrontati nel DDL 322.

Molti hanno segnalato come il termine politecnici parrebbe inappropriato se riferito a semplici accorpamenti tra istituzioni omogenee e hanno posto la questione della duplice accezione di queste aggregazioni come poli con al vertice una istituzione principale o come reti tra istituzioni paritarie. Questi i nodi che il DDL nella sua formulazione attuale non scioglie.

Alcuni tra i presenti hanno inoltre sottolineato la grave situazione del precariato per il quale urge una soluzione adeguata.

Per chi fosse interessato alla sessione principale (quella sull’Università), condividiamo qui il video di Radio Radicale. Si tratta di oltre sette ore e mezza di diretta, divise in due parti.

 

Qui l’intervento conclusivo del Ministro Giannini.