Il due alle due?

Potrebbe tenersi il prossimo 2 maggio alle ore 14 l’audizione della Ministra Fedeli presso la settima Commissione del Senato attorno alle “prospettive di riforma dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), alla luce dei decreti attuativi della legge n. 107 del 2015 e del loro impatto sui disegni di legge nn. 322 e connessi”.

L’audizione è stata chiesta con una lettera inviata alla Ministra dal presidente Marcucci, così come convenuto in Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi la scorsa settimana.

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=17&id=1011902

Cultura umanistica, precariato, statizzazioni, reclutamento. E tutto il resto

Sono state approvate dal Consiglio dei Ministri nella giornata di ieri 7 aprile otto delle nove deleghe previste dalla Legge 107/2015 (l’ultima, quella riguardante la revisione del Testo Unico della scuola, certo di qualche interesse soprattutto per i docenti di seconda fascia Afam, sarà oggetto, così il Miur, di “disegno di legge delega specifico e successivo”). Ricordiamo che Camera e Senato avevano prodotto due distinti pareri sull’atto del governo (vedi il nostro http://www.docenticonservatorio.org/cultura-umanistica-come-cambia-la-filiera-istruzione-musicale-dopo-commissione-senato/); vi informeremo sul testo definitivo approvato ieri non appena sarà reso pubblico e disponibile.

Qui di seguito il comunicato stampa del Miur:

Promozione e diffusione della Cultura umanistica,
arriva il Piano delle Arti

Musica e danza, teatro e cinema, pittura, scultura, grafica delle arti decorative e design, scrittura creativa entrano a pieno diritto nel Piano dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado. Le studentesse e gli studenti potranno così sviluppare creatività, senso critico, capacità di innovazione attraverso la cultura e la pratica diretta delle arti e la conoscenza diretta e il rilancio del patrimonio storico e artistico del nostro Paese.

Dopo il Piano Nazionale Scuola Digitale, arriva il Piano delle Arti, un programma di interventi con validità triennale che il Miur metterà in campo di concerto con il Mibact (Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo) e che conterrà una serie di misure per agevolare lo sviluppo dei temi della creatività nelle scuole. Il Piano viene finanziato con 2 milioni all’anno a partire dal 2017 e per la prima volta il 5% dei posti di potenziamentodell’offerta formativa sarà dedicato allo sviluppo dei temi della creatività. Ci saranno perciò risorse e personale.

Le scuole dovranno recepire gli indirizzi del Piano nell’ambito della loro offerta formativa e potranno costituirsi in Poli a orientamento artistico-performativo (per il primo ciclo) e in Reti (scuole secondarie di secondo grado) per condividere risorse laboratoriali, spazi espositivi, strumenti professionali, esperienze e progettazioni comuni.

Ogni istituto potrà stabilire se articolare singoli progetti o specifici percorsi curricolari anche in verticale, in alternanza scuola-lavoro o con iniziative extrascolastiche, in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati e con soggetti del terzo settore che operano nel campo artistico e musicale.

Tra le novità del decreto, i percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di I grado (che rappresenteranno la naturale evoluzione delle scuole di I grado ad indirizzo musicale), una più omogenea diffusione dell’insegnamento dello strumento musicale anche attraverso le docenti e i docenti dell’organico dell’autonomia e l’armonizzazione dei percorsi formativi della filiera artistico-musicale. Promosse, inoltre, forme di collaborazione strutturata tra licei artistici, accademie di belle arti, istituti superiori per le industrie artistiche, università, enti locali e tra licei musicali e coreutici e gli istituti superiori di studi musicali e i territori.

Plurale è anche la governance di questo settore: oltre al Miur e al Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) le attività di indirizzo e coordinamento saranno gestite dall’Indire (Istituto nazionale documentazione, innovazione, ricerca educativa), le istituzioni Afam (Alta formazione musicale e coreutica), le Università, gli Its (Istituti tecnici superiori), gli Istituti del Mibact, gli istituti di cultura italiana all’estero, soggetti pubblici e privati.

Il patrimonio culturale e artistico italiano può diventare occasione di crescita per il Paese se le nuove generazioni sapranno coniugare tradizione e innovazione. Per questo motivo l’alternanza Scuola-Lavoro, prevista dalla legge 107/2015, potrà essere svolta presso soggetti pubblici e privati che si occupano della conservazione e produzione artistica.

Qui il video della conferenza stampa della Ministra Fedeli, e di seguito la breve sezione riservata alla delega sulla cultura umanistica:

In precedenza le OO.SS. avevano incontrato la Ministra Fedeli. Secondo quanto riportato da FLC CGIL l’Amministrazione ha convenuto che sul tema dei precari il provvedimento più immediato non può che essere il decreto integrativo del D. Lgs. 165/01 (che applichi cioè i processi di stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione con 36 mesi di servizio, previsti dall’articolo 20, anche ai docenti dell’AFAM). In ogni caso, così la FLC, qualunque sia lo strumento normativo utilizzato, è necessario che la stabilizzazione venga realizzata nel triennio 2018/2020 prima dell’entrata in vigore del regolamento sul reclutamento del personale previsto dalla Legge 508/99.

Riguardo al fantomatico decreto sul reclutamento, secondo quanto riportato dal sito UNAMS il Direttore Generale Livon «ha comunicato che il provvedimento sta andando nella stessa direzione del decreto Madia poiché anch’esso richiama la stabilizzazione del precariato; in pratica si tratta di strumenti giuridici che si muovono “in parallelo”; sul punto, inoltre, non dovrebbero esserci problemi né del MEF, né della Funzione Pubblica. Il confronto più delicato con detti Dicasteri è avvenuto sulle facoltà assunzionali e sulla relativa compatibilità finanziaria ma la Direzione Generale, per superare gli ostacoli di carattere finanziario eventualmente frapposti dal MEF, intende avanzare una proposta simile a quella del modello universitario del “costo equivalente medio” che consentirebbe di avere una certa flessibilità di spesa e potrebbe essere gradita anche al MEF in quanto già positivamente sperimentata nel settore universitario. Il Dott. Livon, infine, ha chiarito che nel regolamento sul reclutamento è stata, in ogni caso, prevista anche la trasformazione della graduatoria della legge 128 in una graduatoria utile per il ruolo».

Riguardo alle statizzazioni, ragione sociale primaria e originaria del DDL 322, il MIUR avrebbe preannunciato che proporrà di inserire risorse e relativi processi non più in quel DDL, ma in un decreto legge sugli enti locali che sarà esaminato a breve dal Consiglio dei Ministri.

Il 322 rimarrebbe, svuotato delle due questioni del precariato e delle statizzazioni, lo strumento principale per affrontare tutte le altre tematiche di carattere generale che riguardano il settore AFAM, e il suo iter riprenderebbe presumibilmente dopo Pasqua.

Statizzazioni, tocca a Perugia

È stato firmato oggi un accordo di programma tra il Miur, direttamente dalla ministra Valeria Fedeli, il presidente della Fondazione dell’Accademia, Mario Rampini, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il presidente della Provincia, Nando Mismetti, e il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, relativamente al processo triennale di statizzazione dell’Accademia di Belle Arti «P.Vannucci» di Perugia. Ricorderete che per le cinque Accademie “storiche”, come annunciato un anno or sono dal Ministro Giannini, e come previsto altresì dallo stanziamento di 4 milioni di euro in Legge di Stabilità, il Governo ha ritenuto di prevedere una corsia preferenziale, che riguarderà le tre Accademie che hanno fatto richiesta di statizzazione: Genova, Verona, e, appunto, Perugia.

«Oggi qui a Perugia inizia un percorso cruciale per il futuro della accademie non statali che definiamo comunemente storiche – ha sottolineato Fedeli -. Dopo un lunghissimo, davvero troppo lungo, e sofferto periodo di gestazione successivo al varo della legge n. 508 del 1999, che sanciva l’autonomia delle istituzioni dell’alta formazione artistica e musicale, oggi finalmente avviamo ufficialmente, la tante volte auspicata procedura di statizzazione del settore. L’accordo di oggi, primo dei tre che mi accingo a firmare anche con Genova e con Verona, è l’ultima tappa di un percorso preparatorio iniziato già con la legge finanziaria per l’anno 2014. Le accademie storiche sono realtà preziose che tutto il mondo ci invidia e costituiscono una delle vetrine più straordinarie della tradizione culturale italiana. Una tradizione che è stata fondata dalle officine dell’artigianato artistico e dalle scuole musicali che dal Rinascimento in poi hanno costellato la mappa dell’Italia. E proprio l’Accademia Vannucci di Perugia, con la sua storia risalente alla prestigiosa ‘Accademia del dissegno’, della fine del ‘500, è un esempio magnifico di una simile tradizione. In tutti i modi, la statizzazione delle Accademie andrà avanti speditamente. O mediante apposito provvedimento legislativo o, eventualmente, mediante quello regolamentare che è già previsto dalla legge 508 del ’99. Personalmente – ha concluso Fedeli – ritengo importante che enti come la Regione, la Provincia, il Comune, non vengano meno all’impegno di sostenere, anche sul piano infrastrutturale, le Accademie. Un segnale molto positivo di quella volontà di cooperazione sinergica in funzione di obiettivi altissimi che qui a Perugia è esemplata magnificamente. Anche per questo sono grata alle autorità che hanno reso possibile l’accordo di oggi».

Qui l’articolo di tuttoggi.info, e qui quello di www.umbriajournal.com, che forniscono tutti i dettagli della vicenda.

Missione Afam

La struttura per missioni e programmi è stata introdotta nella legislazione contabile con la legge n. 196 del 2009 (Legge di contabilità e finanza pubblica) che ha formalizzato il nuovo sistema di classificazione del bilancio dello Stato. Il Servizio del bilancio ha pubblicato nei giorni scorsi un documento intitolato Il bilancio dello Stato 2017-2019. Una analisi delle spese per missioni e programmi, destinato alle esigenze di documentazione interna per l’attività degli organi parlamentari e dei parlamentari.

La missione 23, Istruzione universitaria e formazione post universitaria, si compone di tre diversi programmi: Diritto allo studio nell’istruzione universitariaIstituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, e naturalmente Sistema universitario e formazione post- universitaria.

Questa la loro composizione percentuale oggi e fino al 2019:

 

E questa la composizione di ciascun programma in valori assoluti, in cui si può osservare come quello relativo alle istituzioni Afam sia l’unico a subire un certo ridimensionamento, passando dai 453.110.000 euro del 2016 (5,8% della missione) ai 436.050.000 del 2019 (5,4%):

Il programma Istituzioni scolastiche non statali, all’interno della missione 22 Istruzione scolastica, tanto per fare un raffronto, passa dai 500.820.000 del 2016 ai 525,720.000 euro del 2019.

Fonte: Servizio del bilancio, (2017). Elementi di documentazione, «Il bilancio dello Stato 2017- 2019. Una analisi delle spese per missioni e programmi», ED69, marzo 2017, Senato della Repubblica, XVII legislatura (http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01010186.pdf)