Arrivi e partenze: un nuovo direttore a Castelfranco, e presto anche a Vicenza

Stefano Canazza sarà il nuovo direttore del Conservatorio di musica «Agostino Steffani» di Castelfranco Veneto.
Già vicedirettore di Paolo Troncon, direttore uscente, presidente della Conferenza Nazionale dei Direttori di Conservatorio e ora candidato alla direzione del Conservatorio di Vicenza (il primo turno delle elezioni si terrà 20 e 21 giugno), Canazza  è titolare della Cattedra di Elementi di Composizione presso il Conservatorio Statale di Musica «A.Steffani» di Castelfranco Veneto (Treviso) dove dal 1° novembre 2011 ha assunto anche l’incarico di Vicedirettore.

Qui l’articolo di «Treviso today».

 

Sintesi del Convegno “La scuola media a indirizzo musicale nella filiera della formazione musicale”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una sintesi del Convegno svoltosi presso il Conservatorio Canepa di Sassari:

LA SCUOLA MEDIA A INDIRIZZO MUSICALE (SMIM) NELLA FILIERA DELLA FORMAZIONE MUSICALE

Convegno di studi. Sassari 13 maggio 2016. Sala “Pietro Sassu” del Conservatorio di Musica “Luigi Canepa”. Sassari

Quale futuro si prospetta per il sistema della formazione musicale nel nostro Paese, alla luce dell’attuale quadro normativo e, in particolare, delle possibilità offerte dalla Legge 107 del 2015? Quale sarà il ruolo delle scuole medie a indirizzo musicale nella “filiera formativa” del settore musicale a cui la Legge citata fa riferimento? Come armonizzare i percorsi di tale filiera? Sono questi gli interrogativi che il Conservatorio di musica “L. Canepa” di Sassari ha posto sul tavolo della discussione di un Convegno di studi, svoltosi lo scorso venerdì 13 maggio nella Sala Sassu della stessa Istituzione.

I lavori del Convegno hanno anzitutto delineato in breve l’attuale stato dell’arte della filiera formativo-musicale, considerandone i diversi segmenti – scuola media a indirizzo musicale, liceo musicale, sistema dell’alta formazione musicale – in relazione al sistema scolastico nazionale e agli avvicendamenti normativi che sono intercorsi dal 1999 a oggi. Avvicendamenti normativi che hanno riguardato la riforma del primo ciclo dell’istruzione (Indicazioni Nazionali del 2007 e 2012), il riordino dei Licei (DPR 89 del 2010), la Legge 107/2015, appunto, sulla cosiddetta “Buona scuola” e l’ancora pressoché inattuata riforma dell’alta formazione artistica e musicale (L. 508/99).

Alla luce di tale quadro normativo e della situazione in cui le SMIM operano nel territorio nazionale – caratterizzata da un’estrema difformità di approcci organizzativi e didattici nelle varie realtà locali – il Convegno ha quindi focalizzato l’attenzione sul problema dell’armonizzazione degli obiettivi formativi delle scuole medie a indirizzo musicale con quelli del segmento intermedio dell’istruzione musicale, rappresentato dai corsi di formazione preaccademica dei conservatori e dai licei musicali. Ampio spazio è stato quindi dedicato alla presentazione dei lavori di una Commissione paritetica di docenti delle SMIM e del Conservatorio, costituitasi – su iniziativa dello stesso Conservatorio “L. Canepa” – per elaborare una proposta di raccordo curricolare tra i due rispettivi percorsi formativi. L’elaborazione di tale proposta ha tenuto in conto la necessità di conciliare l’obiettivo di una formazione educativo-musicale “generalista” – precipuo della scuola secondaria di primo grado – con quello orientato a una formazione musicale professionalizzante, da riservare a quegli studenti che manifestano motivazione e attitudine alla prosecuzione degli studi in ambito accademico.

L’intervento conclusivo del Convegno è stato affidato alla senatrice Elena Ferrara, che ha tirato le somme della discussione evidenziando soprattutto le prospettive aperte dalla Legge 107/2015 in merito alla possibilità di potenziare il ruolo della musica nel sistema scolastico italiano, nonché di armonizzare i vari percorsi della filiera formativo-musicale, dalla scuola primaria – passando per secondaria di primo grado e liceo musicale – sino all’alta formazione.

Stefano Melis

 

Mobilità(zione) a Taranto

Mentre al Governo l’iter per la statizzazione degli Istituti Superiori Musicali procede, seppure a rilento, la Provincia di Taranto, ente che a tutt’oggi ha competenze in merito all’Istituto Paisiello, non ha ancora adempiuto all’impegno sottoscritto con Miur e Regione Puglia (1 milione di euro) per gestire la fase transitoria in attesa della statizzazione. A 50 dipendenti dell’Istituto Musicale sono pertanto giunte le comunicazioni per la mobilità. Qui l’articolo del «Quotidiano di Puglia».

Si tratta di una vicenda che si trascina da molti mesi: nello scorso mese di settembre la Provincia aveva già revocato una procedura di mobilità avviata in precedenza.

Inammissibili emendamenti

Nella seduta odierna dell’Assemblea della Camera dei Deputati, dedicata all’esame  del disegno di legge, già approvato dal Senato, di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42 recante disposizioni urgenti in materia di funzionalità del sistema scolastico e della ricerca (C. 3822), la Presidenza ha ritenuto inammissibili tre emendamenti che riguardavano aspetti diversi dell’Alta Formazione Musicale: precariato, seconda fascia, contributo per gli ex-Istituti Pareggiati,  e finanziamento alla sede di Ceglie Messapica del Conservatorio di Lecce.

Giancarlo Giordano, Carlo Galli, Pannarale 2-bis.01:

(Esaurimento graduatorie personale docente AFAM e progressione di carriera del personale docente di seconda fascia).

1. Il comma 2 dell’articolo 19 del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito con modificazioni nella legge 8 novembre 2013, n. 128, è così sostituito: Il personale docente che non sia già titolare di contratto a tempo indeterminato nelle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, che abbia superato un concorso selettivo ai fini dell’inclusione nelle graduatorie di istituto e abbia maturato almeno tre anni accademici di insegnamento presso le suddette istituzioni alla data di entrata in vigore del presente decreto è inserito in apposite graduatorie nazionali utili per l’attribuzione degli incarichi di insegnamento a tempo indeterminato e determinato in subordine alle graduatorie di cui al comma 1 del presente articolo, nei limiti dei posti vacanti disponibili. L’inserimento è disposto con modalità definite con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università della ricerca.

2. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca al fine di consentire il passaggio alla prima fascia, mediante concorso riservato per titoli, dei docenti delle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica con contratto a tempo indeterminato nella seconda fascia, con almeno 8 anni di servizio di ruolo nella medesima disciplina, riserva annualmente una quota dei posti di insegnamento vacanti e disponibili non superiore al 50 per cento per le Accademie di belle arti e al 20 per cento per i Conservatori di musica e per le Accademie nazionali di arte drammatica e di danza. Le restanti quote si intendono assegnate alle assunzioni a tempo indeterminato del personale incluso nelle graduatorie nazionali vigenti.

3. La quota dei posti vacanti e disponibili delle Accademie di belle arti di cui al comma 2 si intende riferita esclusivamente alle cattedre di prima fascia relative agli insegnamenti articolati in due fasce. Per le altre istituzioni la quota si intende riferita alle cattedre degli insegnamenti del corrispondente settore disciplinare.

4. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, si definiscono le modalità di svolgimento delle procedure di cui al comma 2. Tali modalità non possono dare luogo a soppressioni di cattedre uniche.

 5. I posti resisi vacanti a seguito delle progressioni di carriera di cui al comma 2 nelle Accademie di belle arti sono contestualmente messi a disposizione per gli incarichi di insegnamento a tempo determinato e indeterminato del personale docente avente titolo incluso nelle graduato- rie nazionali della seconda fascia e, in subordine, del personale docente incluso nelle graduatorie nazionali delle corrispondenti discipline della prima fascia che ne facciano richiesta.

 

Giancarlo Giordano, Carlo Galli, Pannarale, Duranti 02.02

(Contributo per gli istituti musicali pareggiati).

1. All’articolo 1, comma 170 della legge 23 dicembre 2014, n. 140, le parole: « Nel- l’anno 2015 », sono sostituite dalle seguenti: « In ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017 ». Conseguentemente all’articolo 19, commi 4 e 5-bis, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, le parole:« per l’anno finanziario 2014 » sono sostituite dalle seguenti: « per gli anni 2014, 2015, 2016 e 2017 ».

2. All’onere derivante dal presente articolo, pari a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per le esigenze indifferibili di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190.

 

Ciracì 2-sexies.05

(Conservatorio di musica di Lecce – sezione staccata di Ceglie Messapica).

1. Al fine di consentire l’attuazione di quanto previsto dall’articolo 1 quinquies, comma 1, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, la spesa prevista dal comma 2 [si trattava di 141.000 euro annui a decorrere dal 2005] è incrementata di 330.000 euro annui a decorrere dall’anno 2016. Al relativo onere si provvede me- diante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2016-2018, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente « Fondo Speciale » dello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’anno 2016, allo scopo utilizzando parzialmente l’accantonamento relativo al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

2. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

 

Rimane da votare pertanto (parere contrario della relatrice e del Governo) solamente la seguente proposta emendativa consistente in un articolo aggiuntivo:

 

Giancarlo Giordano, Carlo Galli, Pannarale 2-ter.01

Status giuridico dei ricercatori e tecnologi degli enti pubblici di ricerca e del personale docente delle istituzioni dell’Alta formazione musicale, artistica e coreutica.

1. A decorrere dall’anno 2017, il rapporto di lavoro e le carriere dei ricercatori e tecnologi degli enti pubblici di ricerca è regolato sotto il profilo giuridico in analogia con i criteri del sistema pubblicistico universitario. Conseguentemente viene soppresso, per i soli ricercatori e tecnologi degli enti pubblici di ricerca, il relativo comparto di contrattazione di cui all’articolo del Decreto del Presidente del consiglio dei ministri 30 dicembre 1993, n. 593, e relative applicazioni.

2. Ai sensi dell’articolo 2 comma 4 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, nonché dell’articolo 21 del CCNL AFAM 2002-2005 e dell’articolo 12 del CCNL AFAM 2006-2009, l’attività di ricerca connessa alla funzione docente delle istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica verrà favorita e semplificata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da adottarsi entro e non oltre il 31 luglio 2016, anche in riferimento all’inquadramento nel sistema pubblicistico del personale docente di dette istituzioni. Conseguentemente, viene soppresso il relativo comparto di contrattazione di cui all’articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, e relative applicazioni. Con regolamento da adottare entro e non oltre il 31 dicembre 2016, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera b), della legge 23 agosto 1988 n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e Ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, sono stabilite le modalità di attuazione degli inquadramenti economici anche in riferimento al Decreto del Presidente della Repubblica 15 dicembre 2011, n. 232.

3. Dal presente articolo non derivano nuovi o maggiori oneri per lo finanza pubblica, avvalendosi della riduzione delle proiezioni dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini dei bilanci triennali, nell’ambito del programma «Fondi di riserva e speciali» della missione         «Fondi da ripartire» dello stato di previsione.

Qui il resoconto della seduta.

 

Faraone a Pescara: musica e made in Italy

Il sottosegretario Davide Faraone nella sua recente visita al Conservatorio di Pescara ha parlato di una delega sulla Legge 107, la delega sul made in Italy, «di cui si parla poco perché fa poca polemica, che è quella su cui noi concentreremo più risorse perché ci serve potenziare tutti i settori per cui nel mondo ci riconoscono come punto di riferimento: la cultura, l’arte, la musica, la moda, la cucina»

Giochi di parole: regime pubblicistico vs. status universitario

In Commissione Cultura del Senato si sta esaminando il DDL 2299 (Conversione in legge del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, recante disposizioni urgenti in materia di funzionalità del sistema scolastico e della ricerca). Abbiamo dato conto dell’Ordine del Giorno G/2299/8/7 proposto dai senatori Conte e Ferrara, in cui accanto alla richiesta di differenziare le figure di docenza impegnate in corsi di base (preaccademici) rispetto all’alta formazione si parlava di «allineare gradualmente le carriere e i salari a quelli dei docenti universitari, assimilandone lo stato giuridico».

Nella seduta del 4 maggio la sottosegretaria D’Onghia ha espresso parere favorevole all’ODG «purchè venga riformulato il secondo impegno al Governo citando esclusivamente il passaggio al regime di diritto pubblico».

Ed ecco quindi l’ODG riformulato e approvato dalla sottosegretaria:

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 2299, recante «Conversione in legge del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, recante disposizioni urgenti in materia di funzionalità del sistema scolastico e della ricerca»,

visti i contenuti della legge n. 508 del 1999 in merito al reclutamento del personale;

in considerazione del fatto che a distanza di 17 anni non sono stati adottati i provvedimenti attuativi previsti dalla suddetta legge;

avendo riscontrato la volontà di procedere ad un riordino di questo importante settore della formazione terziaria;

impegna il Governo:

a procedere alle fasi attuative previste della legge in premessa anche in relazione alla tipologia di reclutamento;
al passaggio al regime di diritto pubblico;
a valutare la possibilità di differenziare le figure di docenza impegnate in corsi di base (preaccademici) rispetto all’alta formazione nei settori musicale e coreutico.

 

Le deleghe della Buona Scuola per riorganizzare l’Afam

Nel corso della manifestazione GID@AND 2016, organizzata presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma in occasione della giornata internazionale della danza, il sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dorina Bianchi (AP), ha dichiarato che «il governo punta al rilancio del settore con la riforma del comparto Afam e con una legge ad hoc per riorganizzare i contributi per gli spettacoli dal vivo». Ha poi aggiunto che «con una delle deleghe della legge sulla buona scuola riorganizzeremo il comparto Afam. È un’opportunità straordinaria per mettere il settore a passo coi tempi».

Afam, “riordino” e “riassetto” hanno i loro costi: il parere della VII Commissione.

Lo scorso 20 aprile la VII Commissione del Senato ha espresso il suo parere, favorevole con osservazioni, sul Documento di Economia e Finanza 2016. Su sollecitazione del sen.Martini, che ha ricordato come «per il comparto dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) si sia avviato un percorso volto a sbloccare l’iter dei disegni di legge nn. 322 e abbinati, collegando il tema della statizzazione degli ex istituti musicali pareggiati al riassetto del sistema», la Commissione ha inserito nel suo parere la seguente osservazione:

Considerato l’importante lavoro istruttorio relativo al disegno di legge n. 322 e connessi (statizzazione ex istituti musicali pareggiati) svolto dalla 7a Commissione, si sollecita un idoneo stanziamento volto a dare attuazione alla legge n. 508 del 1999 e al conseguente riordino dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM).