Coordinamento Istituzioni Afam non statali

Dal sito dell’Accademia Santa Giulia:

«Lunedì 16 gennaio 2017, presso lo studio del notaio Cavalaglio a Roma si è costituito il “Coordinamento Istituzioni AFAM non statali”; l’associazione nasce con la mission strategica di:
– 
far conoscere l’identità storica complessiva dell’area AFAM,
– far conoscere le Accademie stesse e le Istituzioni Musicali,
– favorire lo sviluppo del sistema AFAM,
– creare un matching tra le istituzioni di riferimento e il nuovo Coordinamento,
– prepararsi ad affrontare le sfide future del mondo globalizzato, dall’internazionalizzazione, all’utilizzo delle nuove tecnologie, alla promozione del Made in Italy, arte, moda e design,
– rafforzare le conoscenze e competenze professionali, attività di ricerca con spinta innovativa in ambito accademico degli studenti per agevolare la loro crescita intellettuale.
Il Coordinamento Istituzioni AFAM non statali assume la valenza di strumento organizzativo di tipo istruttorio e rappresentativo delle esigenze e delle istanze delle realtà che ne fanno parte e che da parecchio tempo si stanno mettendo a fuoco».

Presidente è Alberto Bonisoli, Direttore di NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, di Milano; vicepresidente Michele Lettieri, direttore di IUAD, Accademia della moda di Napoli.

Ricordiamo che al momento le “Istituzioni Afam non statali” sono:

Accademia della Moda di Napoli (IUAD)

Accademia di Costume e Moda di Roma

Accademia Internazionale di Teatro di Roma

Accademia Italiana di Arte, Moda e Design di Firenze/Roma

Fondazione Siena Jazz

Istituto d’Arte Applicata e Design (IAAD) di Torino

Istituto Europeo del Design (IED) di Milano/Roma/Torino/Cagliari

Istituto Pantheon Design & Technology di Roma

Quasar progetto S.R.L. di Roma

Civica Scuola di Musica di Milano

Saint Louis Music Center – College of Music di Roma

Scuola di musica di Fiesole

Istituto Poliarte di Ancona

Istituto Marangoni di Milano

Accademia di Belle Arti “G.B. Tiepolo” di Udine

oltre alle Accademie legalmente riconosciute:

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di BERGAMO “Carrara”

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di BRESCIA “LABA” – libera accademia di belle arti

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di BRESCIA “Santagiulia”

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di COMO “Aldo Galli”

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di CUNEO

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di GENOVA “Accademia Ligustica”

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di MILANO “ACME”

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di MILANO “NABA” – nuova accademia di belle arti

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di NOVARA “ACME”

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di PERUGIA “Pietro Vannucci”

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di RAVENNA

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di ROMA “Rome University of Fine Arts”

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di S.AGATA LI BATTIATI “Abadir” accademia di belle arti e restauro

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di S.MARTINO DELLE SCALE “Abadir”

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di SANREMO “Istituto I. Duncan”

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di SIRACUSA “Rosario Gagliardi”

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di STEFANACONI “Fidia”

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di TRAPANI “Kandinskij”

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di VERONA “Cignaroli”

Accademia di Belle Arti legalmente riconosciuta di VITERBO “Lorenzo da Viterbo”

Dunque ben 35 Istituzioni; oltre 50 se si aggiungessero i 18 ex-pareggiati (che in effetti statali non sono ancora…).

Benevento, direttore confermato

Con 74 voti contro i 16 di Mauro Castaldo e i 15 di Maria Gabriella Della Sala, Giuseppe Ilario è stato rieletto direttore del Conservatorio di Benevento, attualmente nono per numero di iscritti e, a quanto pare, “primo ” per dimensioni della produzione (http://www.ilquaderno.it/conservatori-italiani-benevento-primo-produzione-nono-iscritti-117989.html). Ilario, direttore in carica, è docente di Teoria, ritmica e percezione musicale e è stato più volte Commissario Governativo dal MIUR (nell’a.a. 2003/2004 presso l’Istituto Musicale di Gallarate, nel 2004/005 presso l’Istituto Musicale di Terni, nel 2005/2006 Istituto Musicale di Castelnovo Né Monti).

Qui la segnalazione del «Mattino» e un breve video della proclamazione del risultato tratto da Tvsette Benevento (http://www.tvsette.net/2017/02/24/giuseppe-ilario-riconfermato-alla-direzione-del-conservatorio-musica-nicola-sala-benevento/).

Il sottobosco

Tra i documenti acquisiti dalla settima commissione del Senato nell’ambito dell’esame delle deleghe previste dalla legge 107/2015, quello a firma della neo-eletta direttrice dell’Accademia Nazionale di Danza, Enrica Palmieri, che in premessa scrive:

«L’AND, nel periodo del mio incarico nel CNAM (Consiglio Nazionale dell’Alta Formazione Artistica Coreutica e Musicale presso il MIUR), dal 2007 al 2012, aveva portato in esame una bozza di biennio specialistico ad Indirizzo Pedagogico-Educativo, ma lo stesso Ministero ne bloccò l’esame in attesa di una riforma della didattica. La riforma c’è stata ma il CNAM (organo chiave ed essenziale della 508) è stato rottamato lasciando così ampia libertà all’accreditamento di privati senza una valutazione attenta di un organo tecnico di controllo. E finchè nei privati c’è la Saint Louis siamo tutti contenti (accreditamento infatti deliberato dal CNAM stesso sulla base dell’eccellenza di questa Istituzione) ma il problema si fa sentire con il resto del sottobosco. E del nostro Biennio Pedagogico-Educativo finalizzato all’educazione alla danza nella Scuola Primaria e Secondaria del Primo Ciclo nessuno poi ne ha ricordato o riesumato il testo lasciato agli atti. Nel mio programma elettorale, nel dare ampio spazio alle scuole e alla loro potenzialità dell’offerta formativa, ho citato proprio questo progetto di biennio come possibilità aggiuntiva per sbocchi occupazionali nell’insegnamento rivolto all’infanzia e al Primo ciclo nell’ambito dell’Istruzione Pubblica impegnandomi in prima persona a creare relazioni per la richiesta di una Media coreutica, sull’esempio della Media Musicale, che sia propedeutica ai licei coreutici di recente istituzione. Ecco perchè avrò cura di aggiungere le parola “coreutico” e “danza” lì dove ritengo sia un’assenza che merita una riflessione alla luce delle intenzioni di questo decreto».

Seguono poi alcune proposte di correzione allo Schema di decreto 382.

La rottamazione del CNAM cui si fa riferimento nel documento citato, oggi da più parti lamentata, fino a ieri da più parti vista come uno “snellimento” di fastidiose e scivolose procedure democratiche, ha reso inevitabilmente, nonostante la presenza della Commissione-che-nelle-more… più pesanti e decisivi i pareri dell’ANVUR [che riguardano esclusivamente la sussistenza di adeguate risorse finanziarie, strutturali (edilizie, strumentali e organizzative) e di personale].

Ma quali sono le linee guida che l’Agenzia valutocratica si è data? Quali i requisiti minimi per le istituzioni che chiedono nuove autorizzazioni?

Qui il documento ANVUR sui requisiti minimi.

Settore Musicale

Pur considerando la complessità di individuare, per il settore musicale, regole generali per definire specifiche esigenze – a causa del numero dei corsi di diploma accademico di primo livello, della diversità delle loro tipologie, della diversità degli strumenti e dei generi, del gran numero di Settori artistico-disciplinari, delle diverse tipologie di erogazione delle lezioni – è possibile stabilire alcuni requisiti minimi preliminari alla valutazione dell’adeguatezza delle risorse strutturali (edilizie e strumentali), che dovrà tenere conto delle specificità succitate.

Aule didattiche e altri spazi, con le seguenti caratteristiche e dotazioni:

per le dimensioni dell’aula e per la necessaria attrezzatura di cui deve essere dotata, è necessario far riferimento allo strumento musicale studiato; le aule devono avere dimensioni adeguate a contenere gli studenti e gli strumenti musicali previsti, nonché devono consentire un’acustica idonea e ottimale per lo svolgimento delle lezioni e per lo studio individuale. Numero di persone per tipologia di lezione: 1-3 persone (per lezioni individuali o gruppo), 4-10 persone (per lezioni di gruppo o collettive), 11-20 persone (piccoli ensemble, collettive), 20+ persone (grandi ensemble, collettive);

spazio tipo “auditorium”;

numero di aule adeguato per lo svolgimento dei corsi e per lo studio pratico e teorico-individuale degli studenti in istituto;

spazio per la pratica e l’allestimento scenico, nel caso della presenza di corsi di Canto lirico;

tutti gli ambienti devono presentare una congrua acustica relativa allo studio musicale per il quale vengono utilizzati.

 Attrezzatura (strumenti musicali), con le seguenti caratteristiche:

per gli strumenti non portabili, è necessaria la presenza stabile nelle aule di strumenti musicali di qualità e non desueti per le lezioni (accordati con frequenza tale da assicurarne costantemente l’efficienza);

oltre alla presenza di pianoforti da studio (verticali e a coda) adeguati e di qualità, per i corsi in cui il pianoforte costituisce lo strumento principale è necessario il possesso da parte dell’Istituzione di pianoforti a coda, adeguati al livello degli obiettivi disciplinari dei corsi; 

attrezzature (leggii musicali, sedie, ecc.) sufficiente per svolgere lezioni di musica e esercitazioni musicali di grandi ensemble;

adeguata dotazione strumentale per il servizio di comodato d’uso per gli studenti;

hardware e software necessario per lo svolgimento delle lezioni;

adeguata manutenzione in esercizio della tecnologia di supporto alla didattica, e un suo adeguato rinnovamento/aggiornamento

Infrastrutture per la ricerca/internazionalizzazione, con le seguenti caratteristiche:

biblioteca interna o un servizio di pari utilità e fruibilità, con un bibliotecario o facente funzioni di certificata competenza, e dotazione adeguata di tutte le

infrastrutture necessarie alle attività di ricerca poste in essere;

spazi e servizi per facilitare l’internazionalizzazione (p.e. l’accesso di studenti dall’estero).

Organizzazione

Nella nota MIUR n. 8093 del 20/06/2016 si sottolinea che l’ANVUR deve verificare che l’organizzazione dell’istituto sia coerente con i principi organizzativi delle Istituzioni AFAM, ai sensi del D.P.R. n. 132/2003.
Nell’art. 4 di tale Decreto vengono indicati quali organi statutari necessari:

il Presidente;

il Direttore;

il Consiglio di Amministrazione;

il Consiglio Accademico;

il Collegio dei revisori;

il Nucleo di valutazione;

il Collegio dei Professori;

la Consulta degli studenti.

Si raccomanda di uniformarsi al disposto del DPR 28/02/03, n. 132 in ordine alla corretta procedura di costituzione degli organi statutari cui l’Istituzione è chiamata a conformarsi.
Si precisa che in caso di richiesta di autorizzazione relativa a una nuova sede decentrata (cfr. par. 1.2.), non dovranno essere costituiti organi statutari per tale sede, ma si farà riferimento agli organi statutari della sede centrale.

Nel caso in cui l’organigramma dell’Istituzione non appaia coerente con quanto previsto dall’art. 4 del DPR 28/02/03, n. 132, l’ANVUR porrà come condizione per il parere positivo all’istanza presentata l’adeguamento a quanto richiesto e ne verificherà l’attuazione nell’ambito delle procedure di valutazione periodica al termine del primo anno di attività, ai sensi dalla nota MIUR n. 8093 del 20/06/2016.

Docenza

In rapporto alle attività formative, il numero di docenti per ciascun corso di diploma accademico di cui si chiede l’autorizzazione deve essere almeno pari al numero dei settori artistico-disciplinari afferenti alle tipologia delle attività di base e caratterizzanti previste dall’ordinamento didattico.

In rapporto al numero di studenti iscrivibili, la docenza da impegnare nei corsi deve essere adeguatamente rapportata a tale numero, definito anche in relazione alle esigenze delle attività didattiche e agli spazi a disposizione dell’Istituzione. A tal proposito il DPR 212/2005, art. 7 comma 9, sottolinea che “il numero massimo degli studenti ammessi ai corsi è programmato dalla singola istituzione in relazione al rapporto tra studenti e docenti, nonché alla dotazione di strutture ed infrastrutture adeguate alle specifiche attività formative, nel rispetto dei requisiti definiti in sede di programmazione e valutazione del sistema”.

Per quanto riguarda la presenza di un nucleo di docenti che in modo continuativo abbia collaborato con l’Istituzione nell’ultimo triennio, per ciascun corso si richiede la presenza negli organici dell’Istituzione di un numero di docenti in possesso di un contratto di incarico di almeno tre annualità, tale da assicurare la copertura disciplinare di almeno il 40% dei crediti degli insegnamenti di base e caratterizzanti previste dall’ordinamento didattico del corso.

Per il settore Musicale può essere considerato come riferimento per definire la numerosità massima degli studenti i scrivibili a ciascun insegnamento, l’art. 15 del Regio Decreto 11 dicembre 1930, n. 1945: “il numero massimo degli allievi per ciascuna scuola è di dieci; per il corso di solfeggio e per i corsi complementari a lezione collettiva è di trenta; per i corsi complementari a lezione individuale è di venti”. Per il settore Arte Drammatica prima dell’inizio di ogni anno accademico il Consiglio di Amministrazione delibera il numero massimo di studenti per la composizione delle classi e l’eventuale sdoppiamento delle classi stesse. E’ ammissibile lo sdoppiamento anche solo di singole discipline impartite nella medesima classe.

Requisiti qualitativi e livello di qualificazione della docenza

La valutazione della qualificazione della docenza si basa su specifici parametri di valutazione del profilo artistico, professionale e culturale dei docenti, di seguito dettagliati, tenendo conto delle specificità di ciascun settore AFAM.

Valutazione del CV del docente

Ai fini di una positiva valutazione del CV del docente, redatto esclusivamente nel formato ANVUR, si ritiene indispensabile accertare i seguenti tre requisiti, procedendo in questo ordine:

Requisito 1: il possesso di un adeguato profilo artistico/scientifico-professionale e di ricerca (definito nel par. 2.3.2.1.);

Requisito 2: la pertinenza del profilo artistico/scientifico-professionale e di ricerca all’insegnamento indicato;

Requisito 3: il possesso di un adeguato profilo culturale (definito nel par. 2.3.2.2.) oppure di una pregressa attività di insegnamento almeno biennale in corsi di formazione superiore, nel gruppo disciplinare pertinente all’insegnamento indicato, con eventuali specifiche indicazioni per settore, di seguito definite (definito nel par. 2.3.2.2.).

In assenza del possesso del Requisito 3, ai fini di una positiva valutazione del CV del docente sarà necessario un motivato parere da parte degli Esperti dell’ANVUR per il settore AFAM, basato sull’elevata qualità del profilo di cui al Requisito 1. In questo caso la positiva valutazione del CV non concorrerà comunque al raggiungimento del limite dei CFA (80%) previsto per l’adeguatezza complessiva della docenza (come di seguito definito).

Valutazione sulla qualificazione complessiva della docenza

L’ANVUR esprimerà una valutazione positiva sull’adeguatezza complessiva della docenza se i docenti in possesso dei Requisiti 1, 2 e 3 sopraelencati, assicurano la copertura disciplinare di almeno l’80% dei CFA del corso di diploma accademico.

Profilo artistico/scientifico-professionale e di ricerca

Per quanto riguarda il profilo artistico/scientifico-professionale e di ricerca del docente (Requisiti 1 e 2), rientrano in questo ambito e sono oggetto di valutazione:

– l’attività professionale documentata, con particolare riferimento a quella inerente alla materia di insegnamento;

– le pubblicazioni edite (cartacee e multimediali), con particolare riferimento a quelle inerenti alla materia di insegnamento.

Settore Musicale

Partecipazioni ad eventi musicali pubblici coerenti con il profilo artistico-musicale della specifica docenza (concerti, performance, spettacoli, ecc.) organizzati da enti di rilevanza nazionale e/o internazionale; esecuzioni di proprie composizioni in manifestazioni di rilevanza nazionale e/o internazionale. Ai fini della valutazione si considera per ogni evento: il ruolo svolto, la pregnanza degli eventi (per luogo di esecuzione e per l’ente organizzatore), il numero complessivo di eventi denunciati (max 20);

Produzione di ricerca correlata all’attività artistico-musicale del docente, coerente con la materia insegnata (pubblicazioni cartacee, audio, audio-visive, opere multimediali, ecc.). I “prodotti” della ricerca devono avere standard di riconoscibilità artistico/scientifica almeno nazionale (max 10). Ai fini della valutazione si considera: il ruolo svolto, l’importanza dell’editore, il numero di prodotti.

Nel CV possono essere presenti titoli valutabili concernenti:

attività relativa ai precedenti casi, ma non coerenti con la disciplina insegnata. Ai fini della valutazione si considera: l’affinità con la disciplina insegnata, il ruolo svolto, la pregnanza degli eventi (per luogo di esecuzione e per l’ente organizzatore), il numero complessivo di titolo indicati (max 10);

altro tipo di attività artistico-musicale. Ai fini della valutazione si considera la pregnanza e la relazione con la materia insegnata.

Si precisa che potranno essere valutate esclusivamente le partecipazioni di cui venga fornita una completa descrizione verificabile da parte dell’ANVUR o dalle Istituzioni di competenza/riferimento:

per concerti, performance, spettacoli: a) ruolo svolto, b) tipologia di composizione eseguita, c) tipologia di gruppo (solista, orchestra/ensemble), d) luogo, e) data, f) ente organizzatore, ecc.;

per composizioni proprie: a) organico, b) editore, c) date e luoghi di esecuzioni, e) eventuali committenti, ecc.;

per produzioni di ricerca: a) tipologia di attività; b) ruolo svolto; c) eventuale prodotto ed editore, ecc.

Per i docenti di strumento o di discipline caratterizzanti (strumento principale, musica di insieme, pianoforte complementare, ecc…), il Requisito 3 è assolto con il possesso di un diploma di Conservatorio del vecchio ordinamento, oppure di un diploma accademico di II livello, conseguito in istituti statali o riconosciuti dallo Stato, italiani o esteri (nel seguito, diploma accademico di Conservatorio), afferenti all’insegnamento indicato.

Il possesso di un diploma accademico di Conservatorio afferente, non strettamente specifico per la disciplina di insegnamento (p.e. per le discipline jazz o pop), deve essere compensato da un curricolo di alto profilo artistico specifico nella disciplina di insegnamento.
Per i docenti di materie di carattere musicologico/scientifico, linguistico (Storia della musica, Paleografia musicale, Informatica musicale, Conoscenza della lingua straniera, ecc…) è richiesta almeno una laurea specialistica o magistrale universitaria (o di vecchio ordinamento), afferente alla materia di insegnamento. Per alcune discipline è indispensabile il possesso di una specifica una laurea specialistica o magistrale universitaria (o di vecchio ordinamento), come indicato nella tabelle che segue.

Insegnamento

Titolo di studio

Organizzazione, diritto e legislazione dello spettacolo musicale
COCM/01

Tecniche della comunicazione

COCM/02

Laurea di vecchio ordinamento in:

  •   Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo
  •   Economia
  •   Giurisprudenza

    Con esami specifici attinenti all’insegnamento, o curricolo professionale nella disciplina.

    oppure Laurea di nuovo ordinamento di II livello in:

  •   Scienze dello spettacolo e della produzione multimediale (LM-65 o 76/S)
  •   Scienze dell’economia (LM-56 o 64/S)
  •   Scienze economico-aziendali (LM-77 o 84/S)
  •   Giurisprudenza (LMG/01 o 22/S)

    Con esami specifici attinenti all’insegnamento, o curricolo professionale nella disciplina.

Area delle discipline musicologiche:
Bibliografia e biblioteconomia musicale – CODM/01 Etnomusicologia – CODM/02 Musicologia sistematica – CODM/03

Storia della musica – CODM/04 Storia della musica elettroacustica – CODM/05 Storia del jazz, delle musiche improvvisate e audiotattili – CODM/06

Poesia per musica e drammaturgia musicale – CODM/07

Laurea di vecchio ordinamento in:
 Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo (orientamento

Musica)
 Musicologia

oppure Laurea di nuovo ordinamento di II livello in:

  •   Musicologia e beni culturali (LM-45)
  •   Musicologia e beni musicali (51/S)

Pedagogia musicale

CODD/04

Laurea di vecchio ordinamento in:  Pedagogia
 Scienze dell’educazione

Con esami specifici attinenti all’insegnamento, o curricolo professionale nella disciplina.

oppure Laurea di nuovo ordinamento di II livello in:
 Scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua (LM-57

o 65/S)

Con esami specifici attinenti all’insegnamento, o curricolo professionale nella disciplina.

24

Insegnamento

Titolo di studio

Informatica musicale

COME/05

Laurea di vecchio ordinamento in:  Informatica
 Scienze dell’informazione

Con esami specifici attinenti all’insegnamento, o curricolo professionale nella disciplina.

oppure Laurea di nuovo ordinamento di II livello in:  Informatica (LM-18 o 23/S)

Con esami specifici attinenti all’insegnamento, o curricolo professionale nella disciplina.

Lingua e letteratura italiana

CODL/01

Laurea di vecchio ordinamento in:

  •   Filosofia
  •   Lettere
  •   Lingua e cultura italiana
  •   Materie Letterarie
  •   Storia

    oppure Laurea di nuovo ordinamento di II livello in:

  •   Filologia, letterature e storia dell’antichità (LM-15)
  •   Filologia e letterature dell’antichità (15/S)
  •   Filologia moderna (LM-14 o 16/S)
  •   Lingua e cultura italiana (40/S)
  •   Scienze storiche (LM-84)
  •   Storia antica (93/S)
  •   Storia contemporanea (94/S)
  •   Storia medievale (97/S)
  •   Storia moderna (98/S)
  •   Scienze filosofiche (LM-78)
  •   Filosofia e storia della scienza (17/S)
  •   Filosofia teoretica, morale, politica ed estetica (18/S)
  •   Storia della filosofia (96/S)

Lingua straniera comunitaria

CODL/02

Laurea di vecchio ordinamento in:  Lingue

oppure Laurea di nuovo ordinamento di II livello in:

  •   Lingue e letterature moderne europee e americane (LM-37)
  •   Lingue e letterature moderne euroamericane (42/S)

 

Risposta immediata

Sono state presentate ieri alla Camera due interrogazioni a risposta immediata, cui ha risposto la Ministra Valeria Fedeli.  Riportiamo qui sotto il relativo resoconto:

(Iniziative volte a incrementare le risorse destinate alle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, evitando disparità di trattamento rispetto agli istituti universitari statali – n. 3-02804)

RAFFAELLO VIGNALI. Grazie, Presidente. Signora Ministro, come lei ben sa, nella legge di bilancio si è stabilito di aumentare la no-tax area degli studenti universitari e degli AFAM, cioè conservatori e accademie. Negli articoli successivi si parla, comunque, di un fondo che dovrebbe sostenere il sistema universitario rispetto a questa maggiore entrata. Mentre il fondo, però – l’FFO – è stato aumentato di 55 milioni per quest’anno e di 105 per il prossimo, quello degli AFAM non ha subito la stessa sorte. Evidentemente, nel mondo degli AFAM c’è una forte preoccupazione anche perché, come sa, gli AFAM non beneficiano di contributi come il sistema universitario: di fatto si reggono sulle tasse che pagano gli studenti. Quindi, volevamo capire come si intende procedere per evitare una disparità di tratta- mento che sarebbe giustificata a fronte degli stessi obblighi.

VALERIA FEDELI, Ministra dell’Istruzione dell’università e della ricerca. Grazie, signora Presidente. Grazie, onorevole Vignali, la ringrazio per aver focalizzato l’attenzione su una tematica a me molto cara, quale è quella del diritto allo studio universitario. In proposito, ritengo opportuno rappresentare preliminarmente alcune delle più recenti misure che abbiamo adottato. Intanto, c’è l’istituzione di una «no tax area » per gli studenti con ISEE fino a 13 mila euro iscritti al primo anno accademico e la previsione di agevolazioni per i fuori corso meritevoli appartenenti a nuclei con ISEE fino a 30 mila euro; vi è anche l’incremento di 50 milioni di euro, a decorrere dal 2017, del finanziamento del Fondo integrativo statale per la concessione delle borse di studio; poi, il finanziamento di almeno 400 borse di studio nazionali all’anno per il merito e per la mobilità universitaria, ciascuna da 15 mila euro, bandite dalla Fondazione « Articolo 34 »; poi anche lo stanziamento di 5 milioni, a decorre dal 2017, per l’orientamento degli studenti. Questo è prova concreta dell’impegno del Governo su un tema così cruciale per le nostre studentesse e i nostri studenti. Venendo ora alla questione oggetto del quesito, mi corre l’obbligo di specificare, soprattutto in via preliminare, che l’incremento del Fondo di finanziamento ordinario dell’università – l’FFO –, disposto con la legge di stabilità per l’anno 2017, non può essere destinato, come da lei auspicato, anche alle istituzioni AFAM, atteso che la destinazione di tale Fondo è stabilita per legge (articolo 5 della legge 537/93).

Fatta tale fondamentale ed imprescindibile premessa, mi preme mettere in evidenza che quest’anno, cioè per il 2017, il Fondo ordinario attribuito alle istituzioni AFAM, con un ammontare pari a 13.779 milioni, registra un incremento di oltre il 10 per cento rispetto all’anno scorso. Proprio attraverso il decreto mi- nisteriale che fissa i criteri di riparto del Fondo ordinario per le istituzioni AFAM per l’anno 2017, stiamo valutando di aumentare significativamente il peso percentuale del parametro legato al numero di studenti esonerati dal pagamento delle tasse di iscrizione. Una diversa ponderazione dei criteri, al fine di valorizzare quello connesso agli esoneri della contribuzione studentesca andrebbe nella direzione di sostenere quelle istituzioni che potrebbero subire la maggior flessione finanziarie riconducibile a tale fenomeno. Segnalo, inoltre, che, allo scopo di far fronte prioritariamente alla possibile contrazione delle entrate da contribuzione studentesca, il Ministero sta anche lavorando per individuare, nell’ambito delle risorse non vincolate del Fondo per le istituzioni AFAM, pari a 12.339 milioni di euro, la migliore combinazione possibile tra la quota da destinare all’ordinario funzionamento e la quota destinata al sostegno della produzione artistica, di ricerca e le manifestazioni ed iniziative di particolare interesse a carattere nazionale ed internazionale. Assicuro in ogni caso sin da ora l’impegno mio e del Ministero per individuare le soluzioni, anche normative, che rendano possibile quanto prima un incremento dello stanziamento complessivo del Fondo da ripartire tra le istituzioni AFAM.

RAFFAELLO VIGNALI. Grazie, Presidente. Grazie, signora Ministro, sono molto parzialmente soddisfatto, lo dico subito, per queste ragioni. Primo: la legge che istituisce l’FFO è del 1993, quella che rende i conservatori università è del 1999. Non possiamo continuare a considerare, quando ci fa comodo, i conservatori non università e, quando ci fa comodo, università. Arriviamo ad una definizione, però che sia una: cioè, non possiamo continuare ad andare avanti in modi alterni. Questa è la prima osservazione che vorrei fare. La seconda è la seguente. Francamente, che si usi questo criterio di riparto, addirittura, togliendo risorse alla produzione, mi sembra veramente una cosa assurda: mi sembra il gioco delle tre carte, che non è accettabile, perché è come dire: guarda, le risorse sono sempre quelle che ti davo, però te le giro in un altro modo e te le tolgo da altre cose che sono altrettanto utili ed importanti. D’accordo, invece – tutto il nostro sostegno –, se si vuole incrementare questo Fondo: se il Governo sta lavorando ad una manovra correttiva o qualcosa del genere, io credo che questa debba essere l’occasione. Però, francamente, dire che facciamo dei criteri a partire dagli stessi fondi mi sembra una cosa veramente che non ha molto senso: non credo che verrebbe accolta con favore dal mondo degli AFAM e io credo anche con qualche ragione. Io credo che bisogna anche iniziare ad essere coerenti sulle questioni: la legge dell’FFO è del 1993, se arrivano altri soggetti che sono università, io dico trattiamoli complessivamente come trattiamo un’università che ha gli stessi numeri – Bologna –, ma da tutti i punti di vista; e allora, forse, iniziamo ad avere un’equità delle cose. Non sto dicendo che dobbiamo togliere risorse all’università, però, un po’ più di equità su queste cose credo sarebbe giusta per un settore che, per noi, è un fiore all’occhiello a livello internazionale.

 

 

(Chiarimenti in relazione alle risorse necessarie per la ridefinizione della pianta organica della sezione staccata del conservatorio di musica Tito Schipa di Lecce, con sede a Ceglie Messapica – n. 3-02805)

NICOLA CIRACÌ. Signor Ministro, nel 2005, tramite il decreto-legge n. 7, modificato dalla legge di conversione 31 marzo 2005, n. 43, è avvenuta la statizzazione e l’accorpamento dell’Istituto musicale parificato gestito dal comune di Ceglie Messapica al conservatorio statale di musica «Schipa» di Lecce, in qualità di sezione staccata, assumendo l’ordinamento previsto per i conservatori musicali e il relativo funzionamento in forme e modi prescritti per le predette istituzioni. Quindi, diventa università anche la sede di Ceglie Messapica.

È stata stipulata successivamente una convenzione, nel 2006, in cui il MIUR e il suddetto comune hanno stabilito le modalità e i termini dell’accorpamento. Vi è stata un’inerzia da parte del MIUR – che dura dodici anni praticamente –, nella quale la statizzazione non è mai stata completata: un pezzo di questa statizzazione tuttora rimane sulle spalle del bilancio comunale, malgrado il MEF abbia chiarito con una nota, in maniera più che chiara, che le spettanze toccano completamente al MIUR.

Non voglio dilungarmi, perché questa è una battaglia di burocrazia che, ormai, ha rasentato il ridicolo, se non il penoso, addirittura. Perché il problema qual è? Che adesso i docenti cambiano ogni anno, con una mortificazione della continuità didattica che gli studenti dovrebbero avere; quest’anno siamo arrivati al punto che i docenti hanno dei contratti Cococo che mortificano i docenti stessi. Chi viene fortemente penalizzato sono gli studenti. Facciamo una richiesta di rideterminazione della pianta organica: Ceglie ha un solo impiegato amministrativo, quindi si contravviene anche alle regole sul lavoro e sulla sicurezza del lavoro. A questo punto, vor-rei finalmente una risposta: dopo un decennio abbondante, penso che ci spetti.

VALERIA FEDELI, Ministra dell’Istruzione dell’università e della ricerca. Grazie, onorevole Ciracì, come da lei ricordato, in attuazione del decreto-legge n. 7 del 2005, il MIUR e il comune di Ceglie Messapica, nel 2006, hanno sottoscritto apposita convenzione secondo cui il personale in servizio presso l’Istituto musicale pareggiato, gestito dallo stesso comune, è inquadrato nei ruoli del conservatorio « Tito Schipa » di Lecce. Questo, però, solo a seguito dell’incremento della corrispondente dotazione organica di posti da rideterminare, previa approvazione del MIUR, di concerto con il MEF e con il Ministro della funzione pubblica. La convenzione precisa, infatti, che, fino all’effettivo inquadramento, il personale in servizio presso l’Istituto musicale pareggiato resta a carico del comune di Ceglie Messapica. Come rappresentato dal MEF con la nota da lei citata, non è stato possibile sino ad ora dare attuazione alla predetta convenzione, in quanto gli importi originariamente previsti non erano sufficienti agli obiettivi di rideterminazione della pianta organica e trasferimento del personale. Lo stesso MEF, infatti, scriveva che l’autorizzazione di spesa prevista dall’articolo 1-quinquies del decreto legge n. 7 del 2005 è risultata insufficiente ai fini della rideterminazione, con decreto interministeriale, della complessiva dotazione organica del conservatorio di Lecce comprensivo della sezione di Ceglie, pur proposta dal Ministero dell’Istruzione dell’università e della ricerca. Ora, la legge di bilancio del 2017 ha incrementato, a decorrere da quest’anno, la quota di stanziamento del capitolo relativo al funzionamento delle istituzioni AFAM, destinata alla sezione staccata di Ceglie Messapica, cui è quindi destinato un importo pari a euro 330.000. Questo per- metterà di contribuire da quest’anno, in modo significativo, al pagamento degli stipendi del personale dell’ex istituto pareggiato ancora dipendente dal comune di Ceglie Messapica, e soprattutto permetterà al MIUR di proporre nuovamente al Ministro dell’Economia e delle finanze e al Ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazione, ai fini dell’adozione, il decreto di modifica della dotazione organica del conservatorio di Lecce, procedendo conseguentemente alle necessarie variazioni di bilancio delle risorse dell’attuale capitolo relativo al funzionamento delle istituzioni AFAM statali e a quello relativo agli stipendi del personale di ruolo di tali istituzioni, dando così attuazione all’adeguamento della dotazione organica.

NICOLA CIRACÌ. Ministro, ho fatto i calcoli: lei è l’ottavo Ministro che fa questa promessa. Vorrei, dopo sette Ministri che non l’hanno mai mantenuto, tornare in Aula successivamente e dire che l’ottavo Ministro ha mantenuto l’impegno. Per il momento, grazie per le delucidazioni.

Quel mezzo minuto sull’Afam

Nel corso della replica alle Commissioni riunite di Camera e Senato, la ministra Fedeli ha dedicato una trentina di secondi anche all’Afam, rivendicando la centralità del settore e ribadendo l’impegno del Governo a intervenire, consolidare e aggiornare l’autonomia del sistema Afam agendo su reclutamento, governance, e distribuzione  territoriale dell’offerta formativa con processi di statizzazione graduale ma certa già nel 2017.

Replica

Il prossimo martedì 21 febbraio si terrà a Commissioni riunite la replica del Ministro Fedeli alle osservazioni originate dall’esposizione delle sue linee programmatiche.

 

Almanacco del giorno prima: le proteste – proposte di un anno fa

 

Un anno fa la Giornata di Protesta e di Proposta, con iniziative e attività musicali in ogni istituto su tutto il territorio nazionale, proclamata dalle Conferenze dei Direttori, dei Presidenti e dei Presidenti delle Consulte degli Studenti dei Conservatori. Una giornata che da subito ci parve  presa molto sul serio dalle realtà più piccole, assai meno da alcuni Conservatori più grandi: ricordiamo la sovversiva masterclass di liuto di un importante Conservatorio del nord.

Alla proclamazione della Giornata di Protesta e Proposta seguì un’ulteriore mozione dell’ 11 marzo, in cui si ribadiva la «mobilitazione – peraltro mai sopita – di tutti gli istituti italiani finché non saranno emanati i decreti sul reclutamento e sulla messa a ordinamento dei piani di studio di biennio, oltreché adeguatamente chiarite le posizioni ministeriali riguardo all’annosa questione degli istituti non statali».

Nel frattempo?

Un DDL in Commissione al Senato (322), che ambirebbe a statizzare gli Istituti ex-pareggiati e a risolvere il problema del precariato e che in cambio offrirebbe un “riassetto” del sistema attraverso la creazione di Politecnici su base regionale;

una delega (382) che si occuperebbe di riorganizzare la “filiera” musicale attraverso otto decreti ministeriali che dovrebbero occuparsi della creazione di nuovi corsi propedeutici al triennio e dell’abolizione degli attuali corsi pre-accademici;

un avvicendamento alla guida della Conferenza dei Direttori;

nessuna notizia sul Decreto sul Reclutamento, che il nuovo Ministro Fedeli ha recentemente dichiarato essere sul solito “tavolo del MEF”;

l’annuncio da parte di Marco Mancini di una bozza di decreto per la messa in ordinamento dei bienni e il conseguente avvio della Ricerca nelle Istituzioni;

l’eventualità di un meccanismo di statizzazione “graduale e progressivo” conseguente alle risorse disponibili annualmente, con una  statizzazione invece già possibile per le Accademie “storiche”, dato che  i fondi sono già stanziati.

Catania: la statizzazione e l’impegno del sindaco

«L’Istituto musicale Bellini avrà nuove risorse economiche dallo Stato e presto diventerà Conservatorio». Così il sindaco di Catania Enzo Bianco, secondo Sicilia Journal, nei giorni scorsi dopo la riunione al Miur. Bianco, anche nella sua veste di Presidente dell’Assemblea Nazionale dell’Anci, accompagnato dal sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha infatti incontrato a Roma il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.

Questo il comunicato odierno della FLC CGIL:

La FLC CGIL, la UIL RUA AFAM, l’UNAMS e la RSU, prendendo atto della notizia diffusa a mezzo stampa riguardante l’incontro del Sindaco di Catania Enzo Bianco con il Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli per la statizzazione dell’Istituto Musicale Vincenzo Bellini, esprimono il loro apprezzamento per l’impegno profuso dal Sindaco e sottolineano che la statizzazione del Bellini di Catania è un atto doveroso da parte del Governo nazionale, in quanto si tratta del nono [?] sui 74 Conservatori italiani per dimensioni (700 studenti, dei quali 500 iscritti ai corsi di livello accademico), ed è un Conservatorio di musica che serve un territorio vastissimo di oltre 2.000.000 di abitanti (la Sicilia sud-orientale), caso unico in Europa di istituzione di queste dimensioni non ancora finanziata integralmente dallo Stato di appartenenza.

Auspicando che la suddetta statizzazione possa davvero avere luogo entro la presente legislatura e sin dal prossimo anno accademico, le scriventi organizzazioni sindacali invitano il CDA dell’Istituto ed il Consorzio che lo finanzia a creare con urgenza le migliori condizioni amministrative in vista dell’auspicata statizzazione, in particolare: l’approvazione entro i termini di un Bilancio di previsione 2017 che consenta all’Istituto di arrivare integro alla statizzazione e senza mutilazioni dell’offerta formativa (e quindi senza ulteriori tagli ai finanziamenti; si sottolinea che negli ultimi due anni i fondi provenienti dal Comune di Catania e dalla Città Metropolitana hanno subito una pesante decurtazione di circa un terzo rispetto alle quote 2014 e che qualsiasi ulteriore taglio metterebbe a repentaglio l’offerta formativa dell’Istituto ed il diritto allo studio di tanti studenti), e la immediata messa in atto delle procedure di stabilizzazione del personale in condizioni di precariato storico, previste dalle vigenti norme valide per le istituzioni AFAM.

Questo invece l’articolo su cataniatoday.it.

322: il Ritorno?

Dopo oltre due mesi di silenzio in cui, complici gli esiti referendari e il recente cambio di governo, la Commissione Cultura del Senato ha sostanzialmente cessato di occuparsi del DDL 322 (statizzazione e riassetto-riordino-riforma-della-riforma), ecco che, sia pur marginalmente, il tema della «piena riforma» dell’Afam fa una nuova apparizione all’interno del dibattito  dell’autorevole organo senatorio.

Pur rimanendo le sorti di quell’atto strettamente connesse con gli sviluppi politici dei prossimi giorni, e soprattutto con la data delle prossime elezioni politiche, la Commissione si è comunque occupata lo scorso 8 febbraio di fornire il suo parere alla XIV Commissione riguardo alle Priorità dell’Unione europea per il 2017 (Programma di lavoro della Commissione europea per il 2017 e Relazione programmatica per il 2017 sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea).

Nella sua relazione il relatore MARTINI (PD) ha  preliminarmente osservato che la 7a Commissione è chiamata a rendere un parere alla 14a Commissione sull’atto in titolo, avente ad oggetto le priorità dell’Unione europea per il 2017. Nel precisare che esso si basa sul Programma di lavoro della Commissione europea per il 2017 (COM(2016) 710) e sulla Relazione programmatica per il 2017 sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea (Doc. LXXXVII-bis, n. 5), si è soffermato sul rapporto tra occupazione, crescita e investimenti per quanto attiene ai profili della formazione […].

Ha dato indi conto di azioni specifiche finalizzate a:

  • innalzare i livelli di istruzione e formazione degli adulti e integrare gli immigrati;
  • rafforzare alternanza scuola-lavoro, tirocinio e didattica interlaboratoriale;
  • progettare nuovi istituti di formazione professionale in stretto raccordo con il mondo del lavoro e le filiere produttive del territorio;
  • sostenere la formazione professionale e terziaria;
  • far confluire nei percorsi di formazione e lavoro i destinatari di provvedimenti penali;
  • potenziare le competenze civiche e sociali, nonchè i servizi telematici offerti alle istituzioni scolastiche.

Con particolare riferimento alla formazione superiore, ha richiamato l’intenzione di favorire il job placement, la mobilità ad ogni livello, che coinvolga studenti ma anche docenti, e la piena riforma del sistema di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). Sul punto ha rammentato che sono all’esame della 7a Commissione i disegni di legge nn. 322 e abbinati per i quali è stato adottato un testo unificato di riordino complessivo del comparto: alcuni aspetti sono peraltro affrontati anche in uno degli schemi di decreto legislativo attuativi della legge n. 107 del 2015 (atto del Governo n. 382). […]

Ha rilevato inoltre che nella Relazione programmatica è menzionato il Programma nazionale della ricerca (PNR) 2015-2020, adottato nel maggio 2016, quale cornice per realizzare tutti gli interventi di ricerca, e ha sottolineato l’esigenza di superare la frammentazione. Nel 2017 saranno peraltro attivati 4 nuovi cluster (tecnologie per il patrimonio culturale; design, creatività e Made in Italy; economia del mare; energia) oltre a quelli già avviati. Ha illustrato altresì:

  • la linea di azione “Social impact finance”, prevista nel PNR, con la quale l’Esecutivo intende promuovere progetti di ricerca sul tema della finanza e dell’impatto sociale;
  • l’azione FARE ricerca in Italia (Framework per l’attrazione e il rafforzamento delle eccellenze per la ricerca), finalizzata ad attrarre in Italia ricercatori di eccellenza;
  • le iniziative volte a promuovere ricerche per soddisfare fabbisogni espressi dalla pubblica amministrazione.
  • Un paragrafo specifico è dedicato alle politiche italiane nel settore aerospaziale, all’interno delle quali il Governo ha definito il Piano strategico Space economy, che individua i settori maggiormente suscettibili di sviluppo nei prodotti e servizi innovativi “abilitati” alle infrastrutture spaziali.

Ha riepilogato successivamente gli impegni del Governo in materia di cultura e turismo, in virtù dei quali sarà dato seguito alle iniziative legislative e non legislative presentate dalla Commissione europea nell’ambito della Strategia per il mercato unico digitale per il biennio 2016-2017. Il Governo intende infatti seguire con particolare attenzione i lavori collegati al pacchetto di proposte presentato dalla Commissione europea relativo al diritto d’autore ed alla sua applicazione nell’ambiente on line e nella dimensione transfrontaliera. Rende poi noto che l’Esecutivo si adopererà affinché il potenziamento delle tecniche e delle procedure per la conservazione dei documenti nati digitali sia inserito tra le finalità prioritarie del Programma quadro di ricerca Horizon 2020 e affinchè si elabori un’area unica di IVA per le industrie culturali e creative e per la compravendita di opere di arte contemporanea. Sarà altresì promosso l’inserimento, nella programmazione europea, di una specifica attenzione al sistema museale europeo e un piano per la mobilità internazionale dei giovani artisti.

Questo il parere successivamente votato e approvato dalla Commissione:

La Commissione, esaminato l’atto in titolo, con particolare riguardo alle misure che impattano nei settori di competenza;

considerate le iniziative legislative e non legislative che la Commissione europea intende elaborare per i giovani, per quanto attiene all’istruzione e alla formazione;

condiviso l’obiettivo della Commissione europea di migliorare la rilevazione dei risultati per i laureati e per i giovani che hanno frequentato corsi di istruzione e formazione professionale;

esaminate le azioni specifiche finalizzate a: innalzare i livelli di istruzione e formazione degli adulti e integrare gli immigrati; rafforzare alternanza scuola-lavoro, tirocinio e didattica interlaboratoriale; progettare nuovi istituti di formazione professionale in stretto raccordo con il mondo del lavoro e le filiere produttive del territorio; sostenere la formazione professionale e terziaria; far confluire nei percorsi di formazione e lavoro i destinatari di provvedimenti penali; potenziare le competenze civiche e sociali, nonchè i servizi telematici offerti alle istituzioni scolastiche;

con particolare riferimento alla formazione superiore, apprezzato il richiamo, contenuto nella Relazione programmatica, alla piena riforma del sistema di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM);

 valutata positivamente la connessione tra migrazione e istruzione, per favorire la quale si può puntare anche al riconoscimento accademico, all’apprendimento della lingua italiana e a metodi flessibili di accesso all’istruzione superiore, come peraltro segnalato dalla 7a Commissione nella risoluzione Doc. XXIV, n. 61;

rilevate inoltre le azioni inerenti la ricerca, basate sul Programma nazionale della ricerca (PNR) 2015-2020, per realizzare le quali occorre superare la frammentazione;

osservati gli impegni del Governo in materia di cultura e turismo relativi tanto alla necessità di dar seguito alle iniziative legislative e non legislative presentate dalla Commissione europea in tali ambiti, quanto agli ulteriori obiettivi rilevanti per l’Italia;

 tenuto conto delle misure in materia di sport, inteso quale “piattaforma per l’inclusione sociale, in particolare attraverso gli sport di base e gli aspetti del volontariato”;

formula, per quanto di competenza, parere favorevole invitando la Commissione di merito a valutare l’opportunità di inserire, nella propria risoluzione, i seguenti impegni al Governo:

1.  in merito al settore dell’AFAM, si ribadisce l’esigenza che il Governo definisca compiutamente l’assetto regolamentare del comparto, onde poter poi procedere concretamente al riordino attraverso i disegni di legge nn. 322 e abbinati per i quali la 7a Commissione ha adottato un testo unificato. Ciò anche al fine di assicurare stabilità all’alta formazione artistica, musicale e coreutica, tanto più che l’Esecutivo mira ad estendere all’AFAM le azioni “Jean Monnet”, facenti parte del programma Erasmus+, per realizzare reti europee nell’ambito dell’arte e della musica;

2. occorre dare priorità in sede europea, anche nell’ambito dei negoziati per l’adozione degli atti dell’Unione che si svolgeranno nel 2017, all’elaborazione di strategie volte all’integrazione e alla valorizzazione dei migranti e dei rifugiati che abbiano esperienza come scienziati e ricercatori, implementando le convenzioni esistenti con i Paesi di provenienza o stipulandone di nuove, come a suo tempo richiesto dalla 7a Commissione nella predetta risoluzione Doc. XXIV, n. 61;

3.  relativamente alla proposta di modifica della direttiva 2010/13 sulla fornitura di servizi di media audiovisivi, (COM(2016) 287), si ribadisce la preoccupazione che la maggiore frequenza nell’interruzione dei film e delle opere cinematografiche per la televisione possa compromettere l’integrità e la continuità delle opere stesse, con particolare riguardo ai titoli di coda; inoltre, data la sostituzione del limite orario con il limite giornaliero in materia di pubblicità, si paventa il rischio di possibili disagi per gli utenti a seguito di una massiccia pubblicità inserita nei programmi delle fasce orarie di punta;

4.  tenuto conto dell’imminente definizione di nuovo piano di lavoro per lo sport applicabile dal 2018, si reputa fondamentale che il Governo sostenga in sede europea gli impegni assunti in 7Commissione in occasione dell’approvazione della risoluzione conclusiva dell’affare assegnato sullo stato di salute dello sport (Doc. XXIV, n. 68).

Questa la comunicazione della Commissione Europea Migliorare e modernizzare l’istruzione (COM(2016) 941, dicembre 2016) che «preannuncia un’agenda, rinnovata ed aggiornata, in tema di istruzione superiore, assieme ad un pacchetto di iniziative specifiche. Queste dovrebbero, tra l’altro, rafforzare i legami tra università, imprese ed altre organizzazioni e migliorare l’interazione tra la ricerca e l’insegnamento».