Enzo Fiano presidente del Conservatorio di Como

Il nuovo presidente del Conservatorio Verdi di Como è Enzo Fiano, maturità classica, laurea in Lettere Antiche Università Ebraica di Gerusalemme, studi musicali, vanta collaborazioni con Enti e Aziende si segnalano Università di Gerusalemme, Mondadori Editore, Electa Editrice, Silvana Editoriale, Dirigente Casa Ricordi, consulente Warner Bros., Carisch, Emi, SCF, Musicom, Gruppo Monzino, Itsright.

Qui la notizia pubblicata sul giornale online QuiComo

Un nuovo Istituto di Alta Formazione Musicale a Bracciano

Dal 1° gennaio prenderanno il via i corsi dell’Accademia «Bruno Panunzi» a Bracciano.

Il direttore artistico spiega che «l’offerta formativa  prevede per ogni disciplina l’istituzione di corsi propedeutici, corsi di base e pre-accademici (volti alla preparazione per l’ingresso al triennio universitario) e di trienni accademici paritetici ai Conservatori e alle Accademie per quanto concerne i piani di studio. I trienni, attualmente, sono in attesa del riconoscimento da parte del MIUR che permetterà all’”Accademia B. Panunzi” di rilasciare lauree legalmente riconosciute. Il corpo docenti è stato selezionato in base alla chiara fama degli artisti. Questo darà la possibilità agli allievi di apprendere le competenze direttamente da docenti molto noti a livello nazionale ed internazionale. Siamo fermamente convinti che l’alta formazione artistica debba essere rappresentata dall’eccellenza. Sarà garantita la possibilità di accedere all’Accademia a chiunque abbia la voglia di frequentare un corso di musica, di teatro, di pittura, di fashion design, di fumetto o di fotografia, attraverso la frequenza dei corsi liberi e personalizzati».

Qui alcune notizie sull’Accademia.

Le Priorità Politiche 2017: manca qualcosa?

È stato recentemente pubblicato l’Atto di Indirizzo del Ministro Giannini contenente le Priorità Politiche per il 2017. Le Priorità passano da 20 a 9,  anche compare almeno una volta il termine stakeholders, ma scompare d’incanto qualsiasi riferimento esplicito all’Afam, che nell’Atto d’Indirizzo 2016 occupava la Priorità Politica 19 (Capitale Umano Afam).

Segno che il problema è considerato risolto o che la Priorità si è mutata in Secondarietà?

Renato Meucci nuovo presidente della Conferenza dei direttori

E’ Renato Meucci, direttore del Conservatorio G. Cantelli di Novara, il nuovo Presidente della Conferenza Nazionale dei Direttori dei Conservatori. Eletto ieri pomeriggio con 42 voti, sarà affiancato da un nuovo Consiglio direttivo composto da Stefano Guidi (Livorno), Angelo Licalsi (Caltanissetta), Elisabetta Porrà (Cagliari), Gianpaolo Schiavo (Bari), Paolo Zampini (Firenze), Marco Zuccarini (Torino).

http://www.amadeusonline.net/news/2016/renato-meucci-eletto-presidente

Almanacco del giorno dopo: la Carta di Udine, 23-24 ottobre 2015

Un anno fa, il 23 e 24 ottobre 2015, si teneva a Udine la due giorni di lavori Più valore al capitale umano (senza alcun riferimento, evidentemente, al film di Virzì di due anni prima), organizzata dal Partito Democratico, in collaborazione con il PD del Friuli Venezia Giulia e del Gruppo della Camera dei Deputati, sui temi dell’Università e della ricerca, dell’Istruzione Tecnica Superiore e dell’Alta Formazione Artistica e Musicale.

Questa la sintesi del tavolo di lavoro sull’Afam: crediamo che a distanza di un anno possiate trovarne utile la lettura anche alla luce della recente metamorfosi del DDL 322 in discussione in Senato e della apparizione delle ormai celebri slides sul reclutamento.

 

ALTA FORMAZIONE ARTISTICA E MUSICALE: RISPONDIAMO INSIEME ALLA CHIAMATA ALLE ARTI DEL GOVERNO

Coordinatori: Elena Ferrara e Gianna Malisani

Dati

  • Aumento delle immatricolazioni nel sistema AFAM, in controtendenza rispetto al sistema universitario.
  •  Sistemi formativi (danza, musicale e coreutica) che comprendono le fasce preaccademiche (nel caso dei conservatori il 49% degli iscritti appartiene alla fascia terziaria)
  • Forte presenza di studenti stranieri, l’Italia è un punto di riferimento mondiale nell’alta formazione artistica e musicale.
  • Risorse finanziarie diminuite negli ultimi anni e assegnate ogni anno in ritardo, con conseguenze negative sulla gestione delle istituzioni e sulla programmazione degli interventi.
  • Processo di autonomia iniziato nel 2000 e sostanzialmente sospeso a partire dal 2005: mancano ancora molti decreti applicativi, quelli esistenti sono ormai inadeguati; CNAM decaduto e mai più rieletto.
  • Nuova attenzione della politica e del Governo: Documento MIUR “Chiamata alle arti”, questo convegno PD di Udine, ma necessità di procedere concretizzando e avvalendosi delle risorse e competenze più autorevoli per dare un reale impulso all’evoluzione del sistema AFAM.Il sistema dell’Alta formazione artistica, coreutica e musicale è composto da circa cento Istituzioni pubbliche diffuse su tutto il territorio nazionale:

Vi sono

20 Accademie di Belle Arti statali, 54 Conservatori di Musica (con 4 sedi distaccate), 4 Isia, 1 Accademia nazionale d’arte drammatica, 1 Accademia nazionale di danza, 20 Istituti Superiori di Studi Musicali “ex pareggiati”

inoltre:

23 Accademie legalmente riconosciute, di cui 5 storiche.
10 Istituzioni non statali autorizzate a rilasciare titoli di alta formazione solamente per specifici corsi accreditati (ex art. 11 D.P.R. 212/2005).

Complessivamente le istituzioni AFAM contavano nell’anno 2013-2014 oltre 85 mila studenti iscritti, tra cui una quota di quasi 9 mila studenti stranieri, pari a oltre il 10%. I docenti con contratto a tempo indeterminato o determinato inserito negli organici sono circa 8 mila, mentre quelli con contratti di collaborazione sono poco meno di 4 mila. Nelle istituzioni AFAM lavorano poco meno di 2.500 non docenti (dati riferiti all’anno accademico 2013/2014 cfr. il documento Chiamata alle arti).

Il sistema istituzionale

La formazione terziaria nelle arti, nella musica e nelle arti performative è da considerare strategica, non solo da un punto di vista meramente culturale, che pure è fondamentale, ma anche perché consente di valorizzare enormi potenzialità espressive e di stimolare lo sviluppo economico ed occupazionale, dell’industria culturale e creativa e, più in generale, di tutta la filiera produttiva del “bello”.

La qualificazione del capitale umano [ancora: non nel senso di Virzì] ha effetti concreti sulla crescita culturale, economica e sociale del Paese.

Il settore è per sua natura multidisciplinare. E’ un suo punto di forza che va difeso e potenziato. Ogni schema rigidamente disciplinare finisce col deprimere l’innovazione e la creatività. Anche l’espressione artistica contemporanea è divenuta sempre più multidisciplinare e multimediale.

Il sistema AFAM ha due riferimenti ministeriali fondamentali: MIUR e MIBACT. La programmazione strategica deve fondarsi su una vera roadmap integrata e condivisa tra i due ministeri, sull’esempio delle migliori pratiche europee, ma senza dimenticare il ruolo tutto particolare e ampiamente riconosciuto che l’Italia gioca nel contesto internazionale dei beni artistici e culturali. All’altro capo occorre considerare che il sistema ha e deve mantenere un forte riferimento territoriale perché innerva e stimola la formazione culturale, non solo dei suoi studenti, ma di tutti i cittadini, nel rapporto con l’arte.

La “terza missione” delle istituzioni AFAM è altrettanto, o forse più cruciale, di quella delle università.

Le istituzioni AFAM fanno parte a tutti gli effetti del sistema nazionale integrato e plurale dell’alta formazione terziaria, al pari delle università. Hanno le medesime prerogative di autonomia, come previsto dalla Costituzione e come stabilito dalla legge n. 508/1999. Devono poter esercitare i medesimi livelli di responsabilità e devono essere sottoposte ad uno stringente sistema di valutazione dei risultati.

Il sistema AFAM presenta una maggiore varietà di tipologie istituzionali e una maggiore presenza di istituzioni private accreditate rispetto al sistema universitario. Questa presenza è anche in espansione per la crescente domanda di formazione artistica e musicale e per la diversificazione delle figure professionali collegate, alle quali il sistema pubblico non riesce a rispondere con la necessaria prontezza e flessibilità, soprattutto a causa della mancanza di una vera autonomia.

Obiettivo: uscire dal guado dell’autonomia insabbiata

E’ assolutamente urgente riprendere e completare il percorso dell’autonomia delle istituzioni AFAM, mantenendosi nel solco della legge 508/1999 per ciò che è ancora oggi valido e modificandola nei non pochi punti in cui non è più adatta alle esigenze attuali, come è normale dopo 16 anni dalla sua emanazione e viste anche le profonde modifiche intervenute nel frattempo nel mondo della formazione e della ricerca, come nella stessa società.

Lo stesso vale per i due decreti applicativi della legge 508, i DPR 132/2003 (organizzazione) e 212/2005 (didattica). Devono anch’essi essere modificati, integrati e adeguati alle mutate condizioni, tenendo conto dell’esperienza fatta nell’ultimo decennio e delle difficoltà incontrate ma anche tenendo presente le profonde modificazioni della normativa universitaria introdotte dalla Legge n. 240/2010 (“Legge Gelmini”).

E’ dunque maturo il tempo di un intervento legislativo organico sul sistema AFAM, che allinei più che possibile le istituzioni AFAM e quelle universitarie, pur mantenendo le rispettive peculiarità di modelli didattici, di ricerca e organizzativi. A questo intervento seguirà una nuova stagione di stesura di statuti di piena autonomia come occasione per una crescita della consapevolezza complessiva del sistema.

Proposte

MIUR-MIBACT. Lanciare un programma congiunto tra i due ministeri (tenendo conto in particolare della neocostituita Direzione Generale Educazione e Ricerca del MIBACT e dei suoi compiti) che funga da supporto integrato al coordinamento e allo sviluppo delle istituzioni AFAM e al loro rapporto con tutte le istituzioni dei beni artistici e culturali e con il settore delle “imprese culturali e creative”.

 

  • Autonomia organizzativa. L’articolazione interna delle istituzioni AFAM deve essere stabilita dalle medesime istituzioni in sede di statuto. Come nelle università in cui sono state eliminate le facoltà, occorre semplificare le strutture organizzative interne. Inoltre va introdotta una vera figura dirigenziale amministrativa con incarico a tempo determinato affidato dal consiglio di amministrazione.
  • Gestione autonoma del personale. Liberare le istituzioni AFAM dal sistema nazionale di gestione del personale docente e tecnico-amministrativo di ruolo (graduatorie e quant’altro) passando ad un sistema simile, per livello di autonomia locale e presenza di controlli nazionali ex post, a quello in vigore nelle università. Mettere a budget includendo l’intero finanziamento statale alle istituzioni statali AFAM, comprendendovi anche gli stipendi del personale.
  • Reclutamento docenti. Imitare anche nel reclutamento dei docenti la normativa universitaria: scelte affidate a commissioni locali su platee di candidati in possesso di un’abilitazione nazionale. Semplificare l’attribuzione degli incarichi di docenza a tempo determinato. Introdurre i contratti (a tempo determinato ma rinnovabili) per docenti di chiara fama.
  • Valutazione. Fermo restando che la valutazione è un necessario complemento dell’autonomia e della responsabilità e che va preservato il ruolo dell’Agenzia Nazionale di Valutazione (ANVUR) anche nei confronti del sistema AFAM, occorre rafforzare la presenza istituzionale di esperti di questo sistema in seno all’ANVUR, anche tenendo conto delle esperienze europee che hanno già coinvolto Accademie e Conservatori.
  • CNAM. Riattivare il Consiglio Nazionale dell’Alta Formazione Artistica e Musicale, organo di rappresentanza democratica nazionale estremamente importante per il sistema AFAM, anche mantenendo la composizione attualmente vigente per legge, con pari dignità rispetto all’organo corrispondente (CUN) del sistema universitario. E’ comunque necessario mantenere uno stretto collegamento con il CUN e ipotizzare soluzioni nel merito.
  • Istituti musicali pareggiati. Statizzare gli istituti musicali pareggiati e, contemporaneamente, razionalizzare l’intera rete delle istituzioni di alta formazione musicale sul territorio fondendole o confederandole su base regionale o interregionale.Problemi da approfondire
  • Dualità tra Accademie e Conservatori. Pur confermando l’unitarietà fondamentale del sistema AFAM sia dal punto di vista interdisciplinare che dal punto di vista della produzione creativa, sarebbe opportuno separare le sorti e le soluzioni normative tra le istituzioni di alta formazione artistica e le istituzioni di alta formazione musicale in funzione delle loro tipicità?
  • Politecnici delle Arti. Fermo restando che la fusione o federazione di istituzioni dello stesso tipo può essere regolata da norma apposita (come per le università), l’istituzione di speciali “Politecnici delle Arti” (comprendenti istituzioni di diversa tipologia) prevista dalla legge n. 508 è ancora un’opzione auspicabile o credibile? Dev’essere incentivata o deve rimanere tra le possibili scelte autonome delle istituzioni coinvolte?
  • Ruolo delle Regioni. Ci dev’essere un ruolo delle Regioni o di sistemi macroregionali nel sistema AFAM (a parte la gestione del diritto allo studio)? In funzione anche della terza missione, quale sarà l’impatto sull’AFAM, se ce n’è uno, della riforma costituzionale attualmente in discussione in Parlamento? Più in generale, quali sono i rapporti delle istituzioni AFAM con il loro territorio avendo consapevolezza dell’importanza sapendo quale sarebbe il contributo alla qualità sociale di questo comparto attraverso lo sviluppo della “terza missione”?
  • Accreditamento. Anche in considerazione del modello universitario come si può migliorare il sistema di accreditamento delle istituzioni statali e di quelle private,?
  • Governance monocratica o duale? In una autonomia più matura, è opportuno valutare un nuovo modello di governance che superi l’attuale dualità tra presidente e direttore,?
  • Contratto docenti. Mantenere la contrattualizzazione del personale docente AFAM o passare ad un sistema di stato giuridico e stipendiale definito per legge? Come gestire l’eventuale transitorio?

Obiettivo: Autonomia didattica

L’attuale sistema didattico è eccessivamente vincolato da norme nazionali di dettaglio, l’autonomia didattica è imbavagliata. Così è difficile condurre il confronto e la competizione a livello internazionale e con le istituzioni private del medesimo settore. Inoltre la flessibilità e la prontezza di risposta alle esigenze degli studenti diventano assai basse proprio in un campo dove innovazione e creatività intrinseche spingono a modelli formativi e occupazionali rapidamente cangianti.

In un quadro di autonomia deve anche essere risolto il problema degli studenti pre-accademici, cioè iscritti ai conservatori in età pre-universitaria per studiare musica e imparare all’età giusta a suonare uno strumento. Si tratta di una tipica attività di “terza missione” dei conservatori ma che è svolta anche da altre istituzioni sul territorio.

Proposte

  • Liberalizzare denominazioni e contenuti dei corsi di diploma, garantendo il rispetto di poche norme generali di carattere nazionale e introducendo serie procedure di accreditamento. Questo gioverebbe soprattutto per rispondere rapidamente alle esigenze sempre diverse del mondo studentesco e del mercato del lavoro.
  • Corsi di diploma di II livello. Occorre provvedere con estrema urgenza al passaggio dei corsi di diploma di II livello dalla fase sperimentale a quella stabile, anche per permettere l’equipollenza tra il diploma di II livello e la laurea magistrale secondo quanto già stabilito dalla legge ma non attuato. Le tabelle sono sostanzialmente pronte e anche il comitato che sostituisce temporaneamente il CNAM può esaminarle e approvarle in breve tempo.
  • Corsi pre-accademici. Esercitare al più presto la delega data dal Parlamento al Governo (L. 107/2015, art. 1, c. 181, lett. g), n. 5) per provvedere mediante un decreto legislativo ad armonizzare i percorsi formativi di tutta la filiera del settore artistico-musicale, con particolare attenzione al percorso pre- accademico dei giovani talenti musicali, anche ai fini dell’accesso all’alta formazione artistica, musicale e coreutica e all’università, utilizzando per questo obiettivo l’accurata analisi del problema svolta dalla conferenza dei direttori di conservatorio.
  • Esclusività del percorso accademico nei conservatori. Andrebbe eliminata la possibilità della doppia frequenza di corsi universitari e di corsi accademici (1^ e 2^ livello) dei conservatori.Problemi da approfondire
  • Differenziazione docenti. Nell’eventuale prospettiva della modifica del reclutamento, nella gestione del transitorio, in considerazione di percorsi già considerati in ambito universitario, sarebbe opportuno differenziare i docenti in base al livello di diploma al quale insegnano?Obiettivo: RicercaL’attività di ricerca è connaturata alla produzione artistica e coreutico-musicale. Non solo i docenti ma anche gli studenti sono continuamente impegnati in una ricerca personale legata all’espressione della propria creatività sperimentandola entro il complesso quadro della contemporaneità.Proposte
  • Dottorato di ricerca. Occorre completare senza ulteriori indugi il quadro dei titoli e dei corsi delle istituzioni AFAM istituendo e regolamentando il dottorato di ricerca, sulla scorta dei migliori esempi europei, pur di garantire la presenza nell’istituzione della massa critica di competenze e di individualitànecessaria per guidare lo studente al conseguimento del massimo titolo accademico. Il dottorato dovrebbe anche diventare la palestra di formazione dei nuovi docenti AFAM.
  • Finanziamenti di ricerca. Le istituzioni AFAM devono poter partecipare a bandi competitivi per l’assegnazione di finanziamenti pubblici di ricerca, in certi casi anche in possibile collaborazione con altri ricercatori delle università e degli enti pubblici di ricerca.

 

Cattedre del merito: il Ministro parla

Le risposte del Ministro Giannini all’interrogazione 3-02560 dell’on. Francesco D’Uva (Movimento 5 stelle) durante il question-time del 19 ottobre.

Il tema sono le procedure di nomina delle commissioni relative alla chiamata diretta dei 500 “cattedratici del merito G.Natta” in deroga alle norme sul reclutamento universitario.

Video

Aspettative senza fine

Con un’interrogazione presentata il 14 ottobre scorso al Consiglio Regionale della Sardegna dodici consiglieri  PD chiedono, «nelle more dell’indizione delle procedure concorsuali [nei Conservatori di musica], la concessione di aspettative senza limiti di tempo ai docenti a tempo indeterminato del compatto scuola per l’insegnamento a tempo determinato nei Conservatori statali di musica, in deroga alle previsioni contrattuali di cui agli articoli 18 e 36 del contratto nazionale di lavoro.

Qui un articolo su «La Provincia del Sulcis- Iglesiente».

Verso la meta

La seduta odierna della settima Commissione Senato:

 

Il  PRESIDENTE comunica che – come concordato ieri – è stato inviato a tutti i soggetti già auditi il testo unificato adottato quale testo base dalla Commissione, con l’obiettivo di acquisire ulteriori contributi entro la giornata di martedì 18 ottobre. Come preannunciato, propone dunque di fissare a giovedì 20 ottobre, alle ore 12, il termine per la presentazione degli emendamenti riferiti al predetto testo unificato.

 

La senatrice MONTEVECCHI (M5S) domanda chiarimenti su come si intende procedere per un eventuale trasferimento in sede deliberante. Chiede altresì se sia possibile separare l’articolo 2, recante la delega sul riordino, dal resto del provvedimento, onde consentirne una trattazione più approfondita.

 

Il relatore MARTINI (PD) ricorda che dei quattro articoli di cui si compone il testo unificato, la delega è prevista solo all’articolo 2. Tiene a precisare di aver manifestato più volte la disponibilità a sostituire lo strumento della delega con norme dispositive, che però dovranno necessariamente rinviare a regolamenti governativi, dato l’elevato tecnicismo della materia. Non può in ogni caso a suo giudizio essere stralciato l’articolo 2, in quanto la statizzazione degli ex Istituti musicali pareggiati deve andare di pari passo con la razionalizzazione, in base ad accordi assunti con il Governo, altrimenti non vi è l’accordo del Ministero dell’economia e delle finanze a stanziare le risorse occorrenti. Ciò che può essere discusso riguarda quindi solo le modalità con cui attuare le misure previste dall’articolo 2.

Riepiloga infine i vantaggi e gli svantaggi del procedimento legislativo decentrato, sottolineando comunque che la delega legislativa è maggiormente circoscrivibile nei contenuti e nei tempi, mentre i regolamenti attribuiscono una più ampia discrezionalità al Governo, come del resto ha dimostrato a suo giudizio l’esperienza della legge n. 508 del 1999.

 

Il  PRESIDENTE osserva che potrebbero essere presentati emendamenti, nel termine poc’anzi proposto, al testo unificato del relatore, attraverso i quali valutare se sostituire il meccanismo della delega. A conclusione delle votazioni, acquisiti i prescritti pareri, può essere esaminata la possibilità di richiedere il trasferimento in sede deliberante, previa eliminazione delle norme di delega e una volta verificato l’accordo di tutti i Gruppi. Suggerisce pertanto di procedere in tale modo, salvo poi approfondire nel corso dell’iter la reale volontà dei Gruppi rispetto al testo in via di definizione.

 

Sull’ordine del lavori prende la parla il senatore BOCCHINO (Misto-SI-SEL), il quale domanda chiarimenti sui tempi anche per l’esame presso la Camera dei deputati, onde evitare di comprimere eccessivamente l’iter in prima lettura e poi allungare le tempistiche in seconda lettura. Nel ribadire di aver chiesto lo stralcio dell’articolo 2, rimarca che per il suo Gruppo risulta difficile valutare un eventuale trasferimento di sede in mancanza di tali informazioni.

Quanto ai vantaggi in termini di velocizzazione dell’iter connessi alla sede deliberante, ritiene che essi debbano essere bilanciati con la necessità di trattare in Assemblea alcuni temi rilevanti, tra cui proprio quello del riordino del comparto dell’Alta formazione artistica musicale e coreutica (AFAM). Sollecita dunque il relatore a chiarire tali questioni.

In merito alla proposta del Presidente, reputa preferibile assumere direttamente come testo base un articolato privo di norme di delega, altrimenti occorrerà valutare le eventuali proposte emendative del relatore con conseguente fissazione di un termine per i subemendamenti, qualora le prime fossero di ampia portata. Giudica pertanto opportuno prima stabilire come si intende procedere e poi fissare il termine per gli emendamenti.

 

Rispondendo anche ad un quesito della senatrice MONTEVECCHI (M5S) sull’avvio della sessione di bilancio, il PRESIDENTErammenta che il Senato sarà impegnato sui Documenti di bilancio in seconda lettura, all’incirca alla fine di novembre. Puntualizza comunque che il relatore ha finora compiuto una verifica informale fra i Capigruppo in merito al trasferimento in sede deliberante, che risulta essere un passaggio tutt’altro che scontato, ma rappresenta una possibilità procedurale, purchè non vi siano nel testo norme di delega, secondo il dettato costituzionale.

Ritiene peraltro che possano essere avviati contatti con gli omologhi Gruppi presenti nella VII Commissione della Camera, fermo restando che non è possibile avere garanzie circa l’iter in quel ramo del Parlamento. Invita pertanto tutti i senatori a valutare esclusivamente quale sia la strada procedurale più efficace per l’esame in prima lettura, esplicitando eventuali volontà di investire l’Assemblea, in quanto in tal caso non sarebbe praticabile l’ipotesi della sede deliberante. In questo ultimo caso, si potrà sollecitare la calendarizzazione del testo in Aula, una volta conclusa la fase referente, in modo da approvare il provvedimento in questo ramo del Parlamento prima dell’avvio della sessione di bilancio.

 

A tale ultimo riferimento si ricollega il relatore MARTINI (PD), ribadendo l’opportunità di concludere l’iter in Senato entro fine novembre, sia per il carattere emergenziale della situazione degli Istituti, sia per dare maggiore forza ad eventuali richieste di risorse aggiuntive da stanziare in legge di bilancio. Afferma peraltro che se tutte le forze politiche lavorassero in spirito collaborativo potrebbero essere sensibilizzati anche i Gruppi presenti presso l’altro ramo del Parlamento. Segnala del resto che tutti gli operatori del settore hanno sollecitato l’urgenza, che può essere assicurata anche attraverso il procedimento legislativo ordinario. Invita peraltro a tener conto del punto di vista degli interessati, i quali hanno registrato positivamente l’elaborazione di un progetto normativo sulla statizzazione, sul riordino, sulla stabilizzazione dei precari e su risorse certe.

 

La senatrice DI GIORGI (PD) reputa che la soluzione del relatore sia opportuna per dare un forte segnale, utile in termini politici per tutti i Gruppi, in considerazione dell’attenzione manifestata trasversalmente dagli schieramenti. Nel dichiararsi compiaciuta per i passi avanti compiuti in questa legislatura, giudica la scelta abbastanza obbligata, anche se potrebbero essere assunti contatti informali con l’altro ramo del Parlamento per velocizzare i tempi e lavorare congiuntamente sui contenuti. Dopo aver a sua volta accennato al procedimento legislativo decentrato, saluta con favore la disponibilità del Governo a investire risorse per il comparto e a sostenere l’iter dei provvedimenti in titolo.

 

Il senatore CONTE (AP (NCD-UDC)) concorda con la proposta del relatore, ricordando che la lunghezza dell’iter è stata motivata da ragioni di carattere economico. Concorda indi sull’esigenza di terminare l’esame in prima lettura entro l’inizio della sessione di bilancio, al fine di creare precondizioni favorevoli a ulteriori sostegni economici in favore di istituti tutt’ora sull’orlo del tracollo. Rileva infatti criticamente che detti organismi devono dare garanzie ai propri studenti e ai lavoratori. Dichiara infine la disponibilità del proprio Gruppo a procedere tanto in sede deliberante quanto con il procedimento ordinario, purchè vi sia una rapida calendarizzazione in Assemblea.

 

La Commissione conviene infine di fissare a giovedì 20 ottobre, alle ore 12, il termine per la presentazione degli emendamenti al testo unificato adottato quale testo base dalla Commissione (pubblicato in allegato al resoconto della seduta del 5 ottobre).

 

Il seguito dell’esame congiunto è rinviato.