L’éducation musicale, une mission à partager

Da molti anni si parla dei Conservatori francesi come esempio al quale ispirarci per la riorganizzazione della formazione musicale del nostro paese. Non voglio soffermarmi sul loro assetto didattico, organizzativo ed economico, nelle prossime settimane cercheremo di farlo con dati e documenti. In questa sede vorrei limitarmi a segnalare un breve testo che l’Association Conservatoires de France ha pubblicato all’interno di un documento intitolato “Manifesto per l’insegnamento artistico pubblico“. Una sorta di carta dei principi da condividere e difendere come insegnanti ed artisti.

Società e Conservatori nel XXI secolo

Al servizio dell’arte, della sua conservazione, della sua riproduzione, della sua diffusione, della sua creazione e del suo avvenire, l’insegnamento musicale – resistendo alla cultura di massa uniforme e alla sua logica di mercato – deve formulare delle offerte di pratiche e di arricchimento culturali in grado di rispondere alle aspettative di ogni individuo, quale che sia la sua situazione e la sua origine sociale. Tener conto dell’insieme delle culture deve essere considerata come una condizione centrale della missione e dell’esercizio delle strutture di insegnamento artistico.

In una società in profonda mutazione, marcata dall’ingiunzione all’individualismo e dalla sopravvalutazione della prestazione, […] l’educazione e l’insegnamento artistico impongono al contrario i tempi della scoperta e della maturazione indispensabili alla costruzione dell’individuo e del cittadino. Gli spazi pubblici permettono l’organizzazione del tempo dell’incontro, rivendicando pazienza e continuità. […] Luoghi di formazione, di pratica, di cultura e di arte.

Per chi fosse interessato a leggerlo integralmente (in francese) questo è il pdf e questo il link al loro sito.

 

HURRY UP PLEASE IT’S TIME. Invece stavolta non si chiude proprio: la sentenza del T.A.R. campano

Con un’importante sentenza del 24.02.2016 il T.A.R. Campania ha annullato la delibera del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio di musica San Pietro a Majella di Napoli del 23.06.2015 con la quale veniva chiusa una cattedra di Accompagnamento Pianistico  trasformandola in un posto del ruolo amministrativo (assistente di Biblioteca) e ha condannato le amministrazioni resistenti.

Osservano i giudici che «le conversioni dei posti in pianta organica sono proponibili solo in ipotesi di assoluta necessità e previa verifica della flessione della platea scolastica, verificando l’andamento delle iscrizioni per l’intero triennio, come sottolineato dalla nota ministeriale, per cui allo stato delle risultanze emerse non è stata ritenuta praticabile la conversione di un posto di docenza in un posto di assistente di biblioteca», e che «le pur apprezzabili esigenze di incremento degli orari di apertura al pubblico della biblioteca del Conservatorio […] non possono essere perseguite attraverso la soppressione di un posto di docente in pianta organica, in ragione della divisata necessità di adeguata istruttoria riferita alle esigenze specifiche della docenza».

Piccolo è bello, almeno all’estero. Il caso Oberschützen.

Mentre la Welt-Afamanschauung  ministeriale parrebbe voler condurre verso modelli francesi, mentre il fantasma di un decreto inter-ministeriale Miur-Mibact si aggira per l’Italia, mentre in molti sono pronti a scommettere una “rivisitazione” del sistema che premierà forse non tanto gli Istituti più grandi, quanto quelli ubicati nelle città più grandi, nel verde Burgenland, là dove inizia la pianura pannonica, il paese di Oberschützen, appena 2300 abitanti, ospita l’Institut 12 della Kunst Uni Graz, con una quarantina tra docenti e assistenti. E la possibilità di seguire anche percorsi di PhD/Dr.Art.

Ignoriamo se il luogo sia davvero così adatto allo studio o se non sia invece un possibile incubatore di ossessioni bernhardiane. Questa piccolissima realtà invita però a riflettere con maggiore attenzione. Soprattutto quando ci sentiamo dire che “all’estero si fa così”.

LABRETMUS. Laboratorio di Retorica Musicale. Musica e gesto – Conservatorio di Parma, dal 14 marzo al 18 aprile 2015

LABRETMUS. Laboratorio di Retorica Musicale.

MUSICA E GESTO

14-17 marzo 2016

22 marzo 2016

18 aprile 2016

Impresa pause dallo studiolo di Isabella d'Este

Parma, Conservatorio di Musica “Arrigo Boito”

Ingresso libero

(Scarica il programma in pdf: LabRetMus 2016 Programma)

Lezioni, seminari e concerti a cura di:

Robert S. Hatten, Luigi Abbate, Francesco Baroni, Mario Baroni, Marco Capra, Riccardo Ceni, Pierre-Alain Clerc, Paolo Colombo, Deda Cristina Colonna, Gianvincenzo Cresta, Francesco Dilaghi, Emilia Fadini, Roberta Faroldi, Maurizio Giani, Roberto Gini, Mirella Greco, Gian Luca Lastraioli, Carlo Lo Presti, Riccardo Mascia, Gianluigi Mattietti, Severino Ortiz Rey, Andrea Padova, Claudia Rondelli

Con la partecipazione degli allievi

del Conservatorio di Musica Arrigo Boito di Parma

LogoSion

della Haute École de Musique de Lausanne-Sion-Fribourg, Site de Sion

Atti del seminario regionale “Licei Musicali e Coreutici: stato dell’arte, certificazione delle competenze, esami di stato, orientamento, reti” del 29 gennaio 2016 – BARI

Sul sito dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia sono disponibili gli atti del convegno in oggetto.

A.Tosolini_Seminario 29 genn. 2016 bari_Rete_LMC

MARINA LANAVE_PROPOSTA ACCORDO DI RETE REGIONE PUGLIA-LMC

modello_di_PEM_21_NOVEMBRE_2013

GIANNI FRANCIA _PPT Seminario LMC 29 genn.2016

Giulietta Breccia-L’ESAME_DI_STATO_2__nei_Licei_Musicali_e_Coreutici

Bisanzio, Italia. Come mi autorizzo un Biennio.

Il mancato rinnovo del Cnam a fine 2012 ha provocato un piccolo, insignificante problema: la mancata validazione dei percorsi attivati successivamente a quella data, e che dal Cnam avrebbero dovuto ricevere parere.

Come è noto a luglio 2015 il Governo ha surrogato le funzioni del Cnam attribuendole di fatto al MIUR. A ottobre 2015 il MIUR ha consentito ai Conservatori di chiedere modifiche o nuove attivazione relative esclusivamente ai percorsi triennali attraverso due circolari, la 17920 del 13 ottobre e la 1398 del 5 novembre. Nel contempo il 19 ottobre ha costituito una commissione preposta appunto all’esame delle modifiche e attivazioni richieste. Sul lavoro di questa misteriosa commissione non abbiamo notizie, ma il punto non è questo.

Come fare a rilasciare i relativi diplomi di laurea di II livello agli studenti che terminano i percorsi di corsi di Biennio non validati dal MIUR per assenza di Cnam?

I Conservatori di Milano e Brescia, che hanno tuttora attivi corsi di Biennio non validati,  hanno pensato il 2 marzo di ratificare una convenzione (disponibile sul sito tra le delibere del C.A.) appena prima della sessione invernale degli esami finali: ciascun Conservatorio “adotta” il percorso di studi che l’altro era riuscito a farsi approvare, gli studenti figurano iscritti nella sede che dispone di autorizzazione (?), ma si concede a quegli stessi studenti di seguire i corsi e di sostenere i relativi esami nell’altro Conservatorio, quello privo di autorizzazione, quello in cui hanno realmente studiato in questi anni. Questo per il futuro, ma per il passato/presente? Chi si laureasse ora come potrebbe risultare iscritto nell’altro Conservatorio?

Si può variamente giudicare il bizantinismo del dispositivo; certo è che tutta la vicenda del Cnam e delle inspiegabili inadempienze successive alla sua surroga da parte del MIUR non cessa ancora di produrre i suoi formidabili effetti. Promuovendo l’arte di arrangiarsi.

 

Approvato il decreto milleproroghe. E con esso l’equipollenza dei diplomi v.o. fino al 2017

Con la conversione definitiva del Decreto Legge 30.12.2015 n.210 (c.d. Milleproroghe) viene confermata, attraverso l’inserimento del comma 10-ter  dell’art.1, l’estensione dell’equipollenza prevista dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228 ai diplomi di vecchio ordinamento conseguiti fino a dicembre 2017.

Il deputato PD Franco Ribaudo, autore dell’emendamento accolto nella Legge di conversione ha dichiarato:

«Finalmente possiamo dire di averla spuntata, dopo anni di battaglie parlamentari; ricordo infatti che sono stati prodotti diversi atti: interrogazioni, risoluzioni ed emendamenti. Grazie al sostegno dei colleghi del Partito Democratico Censore, Culotta, Iacono, Speranza, Tentori e  Ventricelli che hanno sposato questa causa per eliminare ogni discriminazione di trattamento per gli studenti dei conservatori e delle accademie che hanno frequentato i corsi di vecchio ordinamento. E’ nostra intenzione eliminare ogni forma di disparità temporale, facendo salvo il corso di studi e non la data del conseguimento del diploma […] La proroga al 31 dicembre 2017 è senza dubbio un’importante atto di indirizzo per il Governo che entro il 2018 attuerà la riforma».

Qui il testo della conversione in legge.