Il presidente dell’Istituto «G.Braga» di Teramo Valente parla in un’intervista al quotidiano «Il Centro» dei problemi e delle prospettive dell’Istituto ex-pareggiato statizzato dodici mesi fa. Trecentocinquanta studenti, un corpo docente di ventotto insegnanti “completamente rinnovato” e la ricerca di una sede.
La protesta in musica del Conservatorio di Novara
Dal sito del Conservatorio «G.Cantelli» un articolo del Corriere di Novara del 18.02 u.s. che dà conto delle manifestazioni là organizzate nell’ambito della mobilitazione proclamata a partire dal giorno 13.
La protesta, la proposta.
La giornata nazionale dell’Alta Formazione proclamata dall’assemblea congiunta dalle Conferenze nazionali dei Presidenti, dei Direttori e dei Presidenti delle Consulte degli studenti dei Conservatori statali e non statali per il 13 febbraio u.s. e che si sta in realtà prolungando per tutto il mese, ha visto susseguirsi diverse iniziative in vari Conservatori italiani, che il sito della Conferenza dei Direttori ha raccolto in un quadro sinottico assai chiaro e ben fatto.
A oggi 25 febbraio, ma il quadro è chiaramente suscettibile di aggiornamenti, le iniziative di cui si dà conto sono circa 160; la tabella contiene però complessivamente 76×14= 1064 campi, la stragrande maggioranza dei quali sono dunque vuoti.
Gli Istituti che hanno organizzato almeno un evento sono 61 sui 76 totali; del tutto assenti i Conservatori di Benevento, Latina, Frosinone, Matera, Monopoli, Salerno e Vicenza, gli I.S.S.M di Gallarate, Nocera Terinese, Ravenna, le tre Istituzioni autorizzate a rilasciare titoli Afam ( la Scuola di Fiesole, la Civica di Milano e la Saint Louis di Roma), ma soprattutto i Conservatori di Roma e Napoli. Un altro Conservatorio di grandi dimensioni, quello di Milano, ha inserito come manifestazione per il giorno 13 una masterclass di liuto, e ha poi aggiunto all’elenco altre iniziative relative a sue rassegne interne già programmate, così come hanno fatto molti altri Istituti. Un altro, quello di Cagliari, ha inserito nello schema gli esami finali di arpa, canto, pianoforte e flauto.
Nel complesso, delle 76 Istituzioni considerate solo una quarantina hanno promosso concerti e altre manifestazioni realmente concepite per la mobilitazione proclamata, o hanno quantomeno accompagnato concerti già previsti con comunicati, volantini o interventi sul tema.
Risulta evidente a colpo d’occhio l’impegno dei Conservatori e Istituti siciliani, che ha poi portato alla manifestazione comune del 19 febbraio ad Agrigento, che sarà poi replicata il 27 a Palermo, mentre altre scuole, come ad esempio il Conservatorio di Como, hanno preferito puntare maggiormente su momenti di incontro e dibattito pubblico.
Sempreché non manchi nulla, dal prospetto parrebbe emergere un impegno assai modesto, per non dire inesistente, da parte di alcune delle Istituzioni più grandi, e soprattutto da parte di quelle ubicate nelle città più grandi. Un dato un po’singolare, per una protesta che nasce da una mozione approvata all’unanimità e senza astenuti dalle tre Conferenze sopracitate; un dato che suggerisce forse qualcosa circa una riorganizzazione geografica complessiva che da molte parti si dà ormai come ineluttabile.
Il Conservatorio e la città: il caso Alessandria
Non capita spesso che un’associazione di commercianti e artigiani si esprima circa il ruolo e la funzione di un Conservatorio di Musica all’interno del tessuto cittadino.
La presidente di Confesercenti di Alessandria Manuela Ulandi lo ha fatto: ha scritto e diramato questo comunicato, in cui tra l’altro dice:
«Questo, oltre ad essere un privilegio culturale e formativo, ha un’importante ricaduta sull’economia della nostra città. Parliamo di centinaia di persone tra docenti, studenti, i loro genitori, collaboratori amministrativi e ospiti che raggiungono Alessandria e la “vivono”, attraverso i servizi che essa offre. Tanti sono, poi, gli studenti stranieri che arrivano, soprattutto dall’est del mondo per studiare nella nostra Scuola di musica, che rappresenta un valore per la nostra collettività […] La musica e la sua storia sono la colonna portante dell’Italia che ci caratterizza nel mondo come patria del bel canto, con orchestre e cori ammirati ad applauditi ovunque. Chiediamo anche noi al Governo ed a tutte le Istituzioni di essere vicini ai Conservatori e alle loro esigenze e di inserirle tra le priorità nell’ordine del giorno dei prossimi lavori».
La lettera si aggiunge a quella indirizzata dal sindaco di Alessandria Maria Rita Rossa il 18 febbraio al Ministro Giannini e al Presidente del Consiglio per esprimere il suo sostegno alla mobilitazione dei Conservatori italiani.
Le tre priorità politiche del Ministro attorno al tema dell’Afam: un caso di autocitazione?
Il 30 novembre scorso è stato pubblicato l’Atto d’Indirizzo «concernente l’individuazione delle priorità politiche del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per il 2016». Trattasi di 20 punti, e gli ultimi 3 riguardano per l’appunto l’Afam (prot38_30_11_2015).
Li si confronti con un documento vecchio di oltre un anno, risalente al 13 ottobre 2014, con cui si annunciava la nascita del Cantiere Afam. Vi si leggeva:
«Fra gli obiettivi del cantiere, la rivisitazione della governance delle Istituzioni dell’AFAM, la razionalizzazione della distribuzione dell’offerta formativa secondo precisi criteri e indicatori di accreditamento, l’avvio di percorsi formativi di III livello (dottorati), nuove regole di distribuzione del finanziamento ordinario con l’individuazione di quote premiali crescenti. Si parlerà anche di stato giuridico del personale e valorizzazione delle rispettive specificità, principi su cui sarà predisposto il nuovo regolamento sul reclutamento del sistema AFAM. Il cantiere si occuperà anche della valorizzazione e valutazione dei titoli artistici, della mobilità studentesca e dei processi di internazionalizzazione dell’offerta formativa».
Quali le misteriose differenze tra i due documenti?
Di lotta e di governo: risoluzione PD in Regione Emilia Romagna sulla situazione Afam
Nella regione che conta 5 Conservatori (Parma, Bologna, Piacenza, Ferrara, Cesena) e 4 I.S.S.M. (Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti, Modena e Carpi, Ravenna, Rimini) il consigliere regionale e Segretario del Partito Democratico dell’Emilia Romagna Paolo Calvano ha presentato nei giorni scorsi una risoluzione in cui si chiede, tra l’altro, «un tavolo regionale di consultazione con gli Istituti musicali del nostro territorio al fine di favorire l’interlocuzione tra il livello politico-istituzionale e le Conferenze dei presidenti, dei direttori e dei presidenti delle consulte degli studenti» e in cui si rivolge tutta l’attenzione «alla protesta vivace e appassionata di chi lo scorso 13 febbraio ha chiesto che la riforma avviata nel 1999 prosegua e dia pieno riconoscimento ai nostri Conservatori e a chi vi studia e insegna». Qui il testo del comunicato stampa.
Interrogazioni programmate nella stessa materia: quindici in quattro mesi, quasi un interrogatorio.
Ennesima interrogazione alla Camera dei Deputati, stavolta a opera di Maria Iacono, eletta nella circoscrizione Sicilia 1, sulla questione della statizzazione degli istituti pareggiati.
Per un elenco delle interrogazioni di questi mesi si rimanda a Quaerendo invenietis, nella sezione Notizie, costantemente aggiornato.
Dopo le richieste, ecco le domande: ennesima interrogazione per il Ministro.
Il deputato Angelo D’Agostino, del gruppo Scelta Civica per l’Italia, ha presentato il 25 febbraio u.s. un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al Ministro Giannini (4-12235), in cui chiede «quali iniziative il Ministro interrogato intenda adottare, anche in seno al Consiglio dei Ministri, per tutelare la formazione musicale nel nostro Paese alla luce della ferma presa di posizione assunta dalle Conferenze riunite dei presidenti, dei direttori e degli studenti dei conservatori statali e non statali».
Prosegue la mobilitazione dei Conservatori siciliani
Sabato 27 febbraio dalle 16.30 alle 19.00 si terrà presso la sala Scarlatti del Conservatorio di Palermo una maratona musicale che vedrà coinvolti i sei Conservatori e I.S.S.M. siciliani (Conservatorio “V. Bellini” di Palermo, Istituto Musicale “V. Bellini” di Caltanissetta, Istituto Superiore di Studi Musicali di Catania, Conservatorio “A. Corelli” di Messina, Conservatorio “A. Scontrino” di Trapani e Istituto Superiore di Studi Musicali “A. Toscanini” di Ribera).
L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle iniziative di protesta e sensibilizzazione lanciate a fine gennaio dall’assemblea congiunta dalle Conferenze nazionali dei Presidenti, dei Direttori e dei Presidenti delle Consulte degli studenti dei Conservatori statali e non statali.
Qui il programma dettagliato della manifestazione.
Nel cuore della protesta. Intervista al Direttore del Conservatorio di Padova.
Segnaliamo dal sito isoladelsapere.com un’interessante intervista al Direttore del Conservatorio di Padova, Leopoldo Armellini. Il testo integrale è disponibile qui.
«Il Ministero tiene nei nostri confronti un comportamento che è di colpevole sciatteria, incompetenza e disinteresse e lo fa nei confronti di un settore che, se paragonato al settore universitario è una pulce, ma che ha in realtà parametri superiori alle università stesse: noi abbiamo più del doppio di studenti stranieri rispetto al resto delle facoltà, siamo molto più attrattivi […]
Concretamente è un disastro. Un disastro totale. Non abbiamo interlocutori. Sono due anni che il Presidente della Conferenza dei Direttori di Conservatorio chiede un colloquio col Ministro ed il Ministro si nega. Sono tre anni che è decaduto il Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale, il cui compito sarebbe quello di dare un supporto tecnico competente nella stesura di leggi e regolamenti. Ditecelo che volete farci fuori! Ma non ce lo dicono perché evidentemente proprio non gli interessiamo […]
Il momento storico è molto oscuro. La domanda che dobbiamo farci è: la cultura può servire a qualcosa? Io penso di si. Credo che alla base della corruzione ci sia mancanza di cultura, che la base del malfunzionamento delle istituzioni è la mancanza di cultura, che la situazione economica attuale è dovuta a mancanza di cultura d’impresa e che la finanza internazionale si comporta in un certo modo sempre per mancanza di cultura.
L’esempio ottimale di impresa che ho in mente è quella di Adriano Olivetti che portava i concerti in fabbrica ed aveva una biblioteca all’interno dell’azienda. Se non gli avessero spezzato le gambe coloro che non avevano cultura oggi al posto di Bill Gates ci sarebbe un erede di Olivetti […]
Per concludere noi abbiamo dato un ultimatum al Ministero: entro la metà di Marzo devono darci le prime risposte e se questo non avviene noi continuiamo con le proteste. Siamo tutti uniti come Conservatori italiani ed è la prima volta nella storia».