Il gioco del silenzio

Più volte annunciato e dato per imminente (ricordate come l’estate scorsa seguimmo trepidanti la vicenda, da Melancholia a Pinocchio?), il famigerato regolamento sul reclutamento fa parte a tutt’oggi e dopo quasi diciott’anni, delle mondo delle fole e delle slides.

«È lì sul tavolo, è quasi pronto, no, è sul tavolo del MEF, ci stiamo lavorando, è praticamente ultimato», esso rappresenta per l’appunto un esempio più che mirabile di vaniloquio e d’inefficienza.

Potremmo, per favore, non parlarne più? Potremmo fare il gioco del silenzio? Facciamo che il primo che ne parla ne mostra la versione definitiva o va a lavare i piatti?

Mostrato per l’appunto per via slidica ai sindacati e ai Presidenti delle Conferenze (a proposito, Presidenti delle Conferenze, potreste dirci cosa rammemorate di quelle visioni?), quasi dal buco di una serratura, quello che vi proponiamo ora, noi che non abbiamo accesso a veline e pettegolezzi riservati, noi che non frequentiamo ammezzati e disimpegni romani, è forse la versione più dettagliata di quel fantomatico regolamento venturo, così come centellinato da fonti ufficiali.

 

 

Queste le indicazioni fornite dalla Ministra Fedeli nel corso dell’audizione del 26 aprile u.s. presso la VII Commissione del Senato della Repubblica.

«Nel corso dal 2016 il Ministero ha avviato la definizione dello schema di Regolamento previsto dalla Legge 508  in tema di reclutamento; esso sarà adottato con DPR, ma la proposta nel corso ultimi mesi è già stata illustrata ai presidenti delle conferenze delle istituzioni e ai sindacati. Anche a seguito di un confronto con il MEF e il Ministero per la semplificazione  e la Pubblica Amministrazione essa può essere consolidata in testo definitivo.

Linee guida:

  • continuare la gestione delle graduatorie a tempo determinato trasformandole in graduatorie a esaurimento per il reclutamento di docenti a tempo indeterminato;
  • il 50% delle assunzioni avverranno attingendo da graduatorie a esaurimento e il  il 50% da concorsi autonomi locali;
  • autonomia delle singole istituzione nelle procedure di reclutamento, con un regolamento di sede stilato nel rispetto di criteri stabiliti dal regolamento ministeriale;
  • previsione di commissioni di concorso locali miste, con componenti designati sia dalle istituzioni, sia dal Ministero.

 

L’obiettivo è di attivare canali di reclutamento che valorizzino le specificità delle singole istituzioni, dando a esse strumenti di autonomia responsabile nella programmazione del reclutamento e nella gestione delle dotazioni organiche,  a invarianza di spesa.

Punti qualificanti:

  1. introduzione di un piano di assunzioni triennale;
  2. possibilità di trasformazione di posti vacanti di personale docente in posti di personale tecnico amministrativo e viceversa;
  3. possibilità di conversione parziale di cattedre vacanti di specifici settori in settori diversi, per far fronte alle mutate esigenze della domanda di formazione e dell’ offerta formativa [?];
  4. individuazione di una nuova modalità di conteggio delle facoltà assunzionali annuali a tempo indeterminato, attualmente stabilita al 100% delle cessazioni dell’anno precedente , in base al budget di spesa derivante dai risparmi da cessazioni, cui aggiungere una quota percentuale del budget annualmente destinato ai contratti a TD (in questo caso per le supplenze annuali);
  5. utilizzo delle facoltà assunzionali inizialmente secondo due canali paralleli (50% dalle GAE per titoli e 50% dalle graduatorie nazionali e locali per titoli e esami), e a regime solo secondo graduatorie locali con concorsi per titoli e esami;
  6. la trasformazione della graduatoria 128, attualmente utilizzabile per assunzioni a tempo determinato, in GAE, risolvendo così il problema di 1200 docenti;
  7. obbligo futuro per ogni istituzione di dotarsi di un proprio regolamento per l’assunzione a tempo indeterminato, nel rispetto dell’architettura del nuovo regolamento, stabilita sulla base di criteri comuni e di sistema:
  • concorso per  titoli e esami per il reclutamento dall’ esterno;
  • concorso anche per  soli titoli per il trasferimento di personale già nei ruoli;
  • graduatorie locali o comuni a più sedi, con numero di vincitori uguale a quelo dei posti vacanti;
  • punteggio massimo di 100 punti e contestuale definizione del punteggio minimo da destinare ai titoli (50 punti), e di un punteggio minimo da destinare alla prova didattica (40 punti), con possibilità di definizione di come ripartire i 10 restanti tra titoli e prova.
  • valutazione dei titoli con possibilità di graduare diversamente entro intervalli stabiliti dal regolamento quanto attribuire alle diverse tipologie di titoli (es.: titoli di studio e culturali di alta qualificazione, attività di insegnamento precedenti, qualificate esperienze a livello nazionale e internazionale, possesso di  premi e riconoscimenti internazionali e nazionali, presenza in graduatorie nazionali e a esaurimento);
  • possibilità di graduare la prova didattica con contenuti maggiormente teorici o maggiormente pratici a seconda del settore artistico disciplinare;
  • commissioni di 3 componenti non appartenenti all’istituzione che bandisce la procedura, di cui uno designato dall’istituzione stessa, e due sorteggiati dal Ministero;

Inoltre:

  • personale ATA: l’assunzione a tempo indeterminato avverrà secondo le modalità riservate al personale della P.A., con selezione per titoli e esami, e almeno 2/3 del punteggio riservato alle prove;
  • possibilità di stabilizzare il personale ATA che ha maturato almeno 3 anni di servizio con contratti a tempo determinato».

 

 

 

I video dell’incontro di Milano

Questi gli interventi di Enza Blundo, Renato Meucci, Elena Ferrara, Cristina Frosini, Alberto Giraldi, Roberto Neulichedl, Lucia Di Cecca, Riccardo Ceni, Leonella Grasso Caprioli, Marco Zuccarini, Cinzia Piccini, Rossella Vendemia, Fabio Dell’Aversana, Francesco Bellotto, Marcoemilio Camera, Beatrice Campodonico, Emilio Piffaretti, Maria Elena Bovio e Alberto Odone nell’ambito dell’incontro Prospettive per l’Afam organizzato dalla Conferenza dei Docenti dei Conservatori di Musica presso il Conservatorio di Milano il 6 giugno scorso.

 

Incontro del 6 giugno a Milano. Prove tecniche di dialogo

Il 6 giugno 2017 si è svolta a Milano presso il Conservatorio di Musica G. Verdi la prima giornata nazionale della Conferenza dei Docenti dei Conservatori di Musica Italiani.

Le tematiche trattate sono state quelle relative alla riforma del comparto AFAM, che, pur avendo ormai compiuto 18 anni (legge 508 del 1999), non è ancora stata completata (mancano in particolare i regolamenti attuativi relativi al reclutamento, la stabilizzazione dei bienni, l’attuazione dei dottorati di ricerca, la statizzazione degli Istituti Superiori di Studi Musicali comunali e provinciali).

La Senatrice Rosetta Enza Blundo ha affermato la necessità di un impegno forte da parte del MIUR verso le istituzioni AFAM e ha sottolineato la necessità e l’urgenza della risoluzione del precariato (con particolare riferimento alla graduatoria nazionale 128 attualmente valida solo per i contratti a tempo determinato); il Presidente della Conferenza dei Direttori dei Conservatori Renato Meucci dal canto suo ha lamentato l’assenza di un dialogo costruttivo con il MIUR, e la mancanza di attenzione di quest’ultimo alle necessità del comparto.

Al centro del dibattito è stato inoltre il problema dei corsi preaccademici, per i quali alcuni dei relatori (Cristina Frosini, direttore del Conservatorio di Milano, Alberto Giraldi, direttore del Conservatorio di Frosinone) hanno rivendicato il ruolo fondamentale dei Conservatori messo in crisi dal recente regolamento attuativo della legge sulla buona scuola, il cui art. 15 (armonizzazione dei percorsi formativi della filiera artistico-musicale) limita il ruolo e la presenza di queste tipologie di corsi all’interno degli Istituti Superiori di Studi Musicali, lasciandoli in buona parte alle Scuole Medie a Indirizzo Musicale e ai Licei Musicali. I relatori e alcuni interventi dei presenti hanno sottolineato le problematiche ancora riscontrabili in questi ultimi e la loro disomogenea distribuzione sul territorio nazionale. La senatrice Ferrara ha invece ribadito la necessità di un ridimensionamento della presenza dei corsi preaccademici nelle istituzioni AFAM e sottolineato che prima dei 16 anni non si può parlare di corsi professionalizzanti. Roberto Neulichedl ha affermato che va evitata una visione parcellaria, in cui le competenze interpretative sono disgiunte dalle competenze musicali e culturali generali.

Altro tema sviluppato è stato quello dell’internazionalizzazione. Gli interventi di Lucia Di Cecca e Riccardo Ceni, direttore del Conservatorio di Parma, hanno sottolineato il ruolo che i processi di internazionalizzazione rivestono ormai all’interno dell’AFAM, fornendo nuove possibilità per la ricerca, la mobilità e le convenzioni tra istituzioni di paesi membri dell’UE. L’ampliamento dell’offerta dell’ERASMUS può in parte sopperire agli scarsi finanziamenti del MIUR nei confronti dell’AFAM.

La Professoressa Maria Luisa Meneghetti, membro del direttivo ANVUR, ha invece affermato la necessità di una corretta valutazione delle istituzioni AFAM come mezzo per una loro completa integrazione nel sistema dell’alta formazione. Leonella Grasso Caprioli ha invece comunicato che nel 2020 l’Italia sarà la sede dell’Interministeriale del processo di Bologna, dove si porrà particolare attenzione ai temi della ricerca, della terza missione e dell’internazionalizzazione; sarà un’occasione importante anche per le istituzioni della formazione superiore artistico-musicale.

Nel pomeriggio altro tema scottante è stato la sorte degli Istituti Superiori di Studi Musicali non statali che versano in condizioni economiche difficili e aspettano da ormai 18 anni il processo di statizzazione previsto dalla legge 508 del 1999. Cinzia Piccini, direttore dell’ISSM di Pavia, ha evidenziato come l’emendamento su tali istituti incluso nella ‘manovrina’ (e ultimamente approvato da camera e senato) presenti degli elementi di ambiguità come l’affermazione che solo ‘una parte’ degli istituti sarà statizzata (senza indicare di quale parte si tratti). Tali dubbi sono stati condivisi dal deputato Raffaello Vignali in collegamento da Roma. Altri due temi toccati sono stati le modalità del reclutamento dei docenti (Marco Zuccarini, direttore del Conservatorio di Torino) e le docenze di ‘seconda fascia’ (Rossella Vendemia).

L’ultima sessione ha visto interventi più specifici sull’interazione tra fondazioni lirico-sinfoniche e istituzioni AFAM (Francesco Bellotto), sulla didattica (Beatrice Campodonico, Emilio Piffaretti, Maria Elena Bovio, Alberto Odone) e sul ruolo delle biblioteche musicali (Marcoemilio Camera).

Preme sottolineare che si è trattato del primo incontro nazionale sull’AFAM ad aver visto come protagonisti i docenti di queste istituzioni, e la prima occasione pubblica in cui si è assunto quale punto di vista privilegiato quello di coloro che quotidianamente sono realmente impegnati nella formazione superiore artistico-musicale del nostro paese.

La Conferenza dei Docenti dei Conservatori di Musica Italiani ringrazia nuovamente il Conservatorio di Milano e il suo direttore Cristina Frosini per l’ospitalità, i colleghi Daniela Macchione e Fabrizio Dorsi per il ruolo di moderatori e tutti i colleghi presenti all’incontro.

Auspichiamo, e ci impegneremo a stimolare, nuove iniziative in questa direzione affinché possa crearsi una vera comunità della docenza AFAM aperta al dialogo con studenti, politici, società civile e tutte le istituzioni della formazione, sia essa di base o superiore.

 

Prospettive per l’Afam: il 6 giugno a Milano

A poco più di un anno dalla nascita di questo sito, attraverso cui abbiamo cercato di informare e di stimolare una riflessione sulle trasformazioni (di volta in volta annunciate, ripensate, rimandate) del sistema di alta formazione musicale, pensiamo sia finalmente giunto il momento di incontrarci, soprattutto alla luce dei due principali provvedimenti tuttora  in itinere  che riguardano il nostro settore:

lo schema di decreto 382 recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, che interviene sulla “filiera artistico-musicale”, delegando il governo a decretare tra l’altro sui nuovi corsi propedeutici che sostituiranno solo in parte l’attuale formazione preaccademica svolta finora dai Conservatori, non più prevista con la nuova normativa;

il DDL 322, nato come soluzione al problema degli Istituti ex-pareggiati, divenuto presto uno strumento di possibile riordino di tutta la normativa, della governance e dell’assetto territoriale dell’Afam, apparso a un certo punto anche come soluzione al problema del precariato, e oggi, alla luce delle recenti dichiarazioni della Ministra, forse in parte da ridefinire ulteriormente.

L’appuntamento è per il 6 giugno dalle ore 10:00 alle ore 17:30 presso il Conservatorio «G. Verdi» di Milano, che ringraziamo per averci offerto la sua ospitalità e per aver condiviso la necessità di un incontro su questi temi.

Sarà l’occasione per confrontarci e immaginare possibili scenari per un futuro ormai prossimo e per formulare proposte che ci permettano di contribuire attivamente alla definizione di questa delicata fase di cambiamento delle nostre istituzioni. Per questo la tua presenza sarà davvero preziosa.

Nei prossimi giorni ti aggiorneremo sul programma dettagliato con gli orari della giornata.

Ti chiediamo intanto di segnalarci la tua intenzione di partecipazione utilizzando questo form.

Grazie della collaborazione, e arrivederci a Milano!

la redazione