4+1=4

Con l’intesa siglata oggi presso l’ARAN viene confermata definitivamente e senza la firma di CGU-CISAL, come da pre-accordo del 5 aprile scorso,  la riduzione dei Comparti di Contrattazione da 11 a 4 e l’assorbimento dell’Afam nel compartone Istruzione e Ricerca, il tutto in ossequio alla c.d. Legge Brunetta. Questi dunque i nuovi comparti:

Funzioni centrali (circa 247.000 occupati),

Funzioni locali (457.000),

Istruzione e ricerca (1.111.000, che comprendono gli attuali comparti Scuola, Accademie e Conservatori, personale non-docente delle Università, Enti pubblici di ricerca, Enti di cui all’art. 70 del d.lgs. n. 165/2001),

Sanità (531.000).

Più uno, però, che con poco oltre i 2000 dipendenti rimarrà a sé stante: la Presidenza del Consiglio dei Ministri (circa i privilegi contrattuali di quel comparto si ricorda l’articolo di Sergio Rizzo Eldorado Palazzo Chigi: i dipendenti sono il doppio di quelli di Downing Street sul «Corriere della Sera» del 19.05.2011, o quello più recente di Gian Antonio Stella sullo stesso quotidiano).

Qui il testo del CCNQ.

 

Almanacco del giorno dopo: 13 luglio 2015

 

Festeggiamo domani il primo anno di Legge 107.

Festeggiamo domani anche un anno da quando un comportamento omissivo del Governo e del Ministro dell’Istruzione (non avere provveduto a scrivere le nuove regole per la ricostituzione del CNAM) è diventato improvvisamente (e apparentemente), in virtù di un commino di quella legge, del tutto legittimo. Dopo la nomina della Commissione Ministeriale nell’ottobre 2015 siamo tutti ormai assuefatti all’idea che si faccia proprio così: che un corpo rimanga senza-organi non per ossequio a un sistema filosofico (modello francese?) ma per mera amputazione, e che al più quegli organi siano sostituiti da organetti, ben accordati alla necessità del manovratore di non essere disturbato.

Fin qui parrebbe che la Commissione Ministeriale si sia occupata essenzialmente di smaltire le centinaia di richieste di modifica o nuova attivazione dei corsi triennali, e va bene. Ma in realtà il Ministro nei suoi interventi allude di continuo a una “commissione di esperti Afam”  – si tratta della stessa Commissione Ministeriale? Chissà… – che la supporterebbe anche e soprattutto a proposito di temi ben più spinosi. Non da ultimo quello del reclutamento, che, come sappiamo (parola di Ministro!), verrà definito e risolto nei prossimi 19 giorni. Ricordiamo tutti come nel 2008 il Cnam espresse un parere assai negativo sullo Schema di regolamento recante le procedure, i tempi e le modalità per la programmazione, il riequilibrio e lo sviluppo del sistema dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, nonché per il reclutamento del personale docente e del personale amministrativo e tecnico dell’allora Ministro Mussi, chiedendone sostanzialmente il ritiro.

Ora, questo nuovo Regolamento da chi sarà esaminato e valutato? Dalla Commissione che ha contribuito a scriverlo?

 

Entro gennaio le deleghe

Il sottosegretario Faraone, nel presentare il resoconto sulle prove Invalsi, ha confermato che entro il mese di gennaio il governo metterà in atto le deleghe previste dalla Legge 107 (che del resto la stessa Legge 107 prevedeva venissero attuate entro 18 mesi).

Anzitutto si tratta di redigere un nuovo testo unico, che riunisca le disposizioni del D.L.vo 297/94 e di altri fonti normative in materia d’istruzione; si devono organizzare le leggi in materia d’istruzione per materie omogenee, sulla base del contenuto precettivo di ciascuna di esse; si deve integrare e modificare il dettato normativo per adeguarlo al quadro giuridico nazionale e dell’UE (una delega pressoché in bianco) e renderlo logico, coerente e sistematico; si devono infine indicare esplicitamente le leggi abrogate.

Un aspetto questo che potrebbe avere qualche piccola ricaduta anche sull’Afam, poiché in quel Testo Unico permangono articoli o brandelli di articoli (come il 248 a proposito degli ex-accompagnatori al pianoforte) la cui vigenza è rivendicata da alcuni e da altri  contestata anche alla luce della successiva Legge 508 e delle successive tornate contrattuali dell’ormai ex Comparto Afam.

Tra le deleghe che potrebbero riguardare sia pure in modo indiretto anche l’Afam  (soprattutto alla luce delle ventilate ipotesi di “riassetto del sistema” e del tema della formazione pre-accademica), deleghe cui il Ministro Giannini ha fatto più volte cenno in maniera non molto chiara nei suoi recenti interventi in Senato a proposito di Afam, ricordiamo (art.1, comma 181, punto g):

PROMOZIONE E DIFFUSIONE DELLA CULTURA UMANISTICA, VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO E DELLA PRODUZIONE CULTURALE, MUSICALE, TEATRALE, COREUTICA E CINEMATOGRAFICA E SOSTEGNO ALLA CREATIVITA’ CONNESSA ALLA SFERA ESTETICA

La delega, ai fini di cui sopra, prevede di: potenziare la formazione nel settore delle arti nel curricolo delle scuole di ogni ordine e grado, compresa la prima infanzia, nonche’ realizzare un sistema formativo della professionalita’degli educatori e dei docenti in possesso di specifiche abilitazioni e di specifiche competenze artistico-musicali e didattico-metodologiche; potenziare l’offerta formativa extrascolastica negli ambiti artistico, musicale, coreutico e teatrale anche in funzione dell’educazione permanente; potenziare e riequilibrare la presenza di scuole secondarie di I grado ad indirizzo musicale, aggiornare l’offerta formativa anche ad altri settori artistici nella scuola secondaria di I grado e avviare poli, nel primo ciclo di istruzione, a orientamento artistico e performativo; rafforzare la presenza delle arti nel secondo ciclo di istruzione; potenziare i licei musicali, coreutici e artistici promuovendo progettualita’ e scambi con gli altri Paesi europei; armonizzare i percorsi formativi di tutta la filiera del settore artistico-musicale, con particolare attenzione al percorso pre-accademico dei giovani talenti musicali, anche ai fini dell’accesso all’alta formazione artistica, musicale e coreutica e all’universita’; incentivare le sinergie tra i linguaggi artistici e le nuove tecnologie valorizzando le esperienze di ricerca e innovazione; supportare scambi e collaborazioni artistico-musicali tra le diverse istituzioni formative sia italiane che straniere, finalizzati anche alla valorizzazione di giovani talenti; promuovere l’unitarietà degli obiettivi nell’attivita’ dei soggetti preposti alla promozione della cultura italiana all’estero.

Statizzazioni: prima le Accademie

Il Ministro Giannini ha annunciato nei giorni scorsi che ben prima della conclusione dell’iter del DDL di statizzazione degli Istituti Musicali ex-pareggiati, per cui vanno comunque trovati circa 38 milioni di risorse “fresche”, è già a buon punto il processo di statizzazione di almeno due delle cinque Accademie di Belle Arti “storiche”, quella di Genova e quella di Perugia (le uniche due che ne avrebbero fatto richiesta).

Questo perché il Governo ha ritenuto di seguire nei riguardi delle Accademie non statali una strada diversa rispetto a quella seguita per gli ex-pareggiati : dapprima, recependo un emendamento dei deputati Carocci, Giulietti, Sereni e Ascani, ha inserito in Legge di Stabilità (28.12.2015, n.208) un comma (il 358 dell’art.1) che incrementa di 4 milioni di euro a partire dal 2016 lo stanziamento (prima era 1 milione) a favore delle Accademie non statali, poi il 20 giugno scorso ha firmato un decreto che stabilisce la ripartizione di questi denari: 1.500.000 suddivisi tra le cinque Istituzioni in base a determinati criteri proporzionali, 2.5oo.000 invece vincolati «alla sottoscrizione di appositi accordi di programma con il Ministero e gli enti territoriali interessati finalizzati a individuare, nelle more dell’adozione dei regolamenti ai sensi dell’art. 2, comma 7, lett. d) e g) e comma 8, lett. e) della L. n. 508/1999, un percorso preordinato all’avvio di una graduale statizzazione delle Istituzioni».

Tali accordi saranno vincolati al rispetto di questi principi:

  • a) Assenza di situazioni debitorie o di criticità finanziarie delle Istituzioni proponenti da cui possano derivare  oneri a carico dello Stato ulteriori rispetto a quelli attualmente previsti.
  • b) Durata triennale e comunque condizionata all’approvazione dei citati regolamenti di cui alla L. n. 508/1999, con possibilità del Ministero di prevedere un impegno finanziario costante nel triennio, compatibilmente con le risorse effettivamente disponibili a valere sui relativi esercizi finanziari.
  • c) Impegno da parte delle Istituzioni a presentare una programmazione triennale della loro attività con individuati i costi e le fonti di finanziamento, con aggiornamento annuale di tale programmazione e conseguente monitoraggio dei risultati conseguiti.
  • d) Utilizzo delle risorse assegnate dal Ministero esclusivamente per le spese del personale  assunto secondo le  disposizioni  del contratto collettivo  nazionale  di  lavoro  del  comparto  dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica.
  • e) Impegno degli enti territoriali coinvolti ad assicurare con proprie risorse il funzionamento dell’Istituzione  anche successivamente all’eventuale statizzazione.
  • f) Eventuale coinvolgimento di Accademie e Conservatori statali in processi federativi o di fusione con l’Istituzione.

Il regolamento sul reclutamento sarebbe dovuto uscire entro il 31 luglio. Di che anno?

Parola di Ministro (verba manent): entro il 31 luglio sarà pubblicato il Regolamento sul reclutamento nelle Istituzioni Afam.

 

Come annunciato dal Ministro il 21 giugno nel corso del seguito della sua audizione in Senato, «è pronta una bozza che dobbiamo solo congedare nella scrittura definitiva, ma che è ampiamente condivisa. Vi si prevede un  conferimento di responsabilità e di autonomia programmatica alle diverse sedi. Non ci sarà dunque un’ ASN, o una procedura nazionale che, a detta della Commissione composta da esperti Afam e rappresentanti di vari enti, complicherebbe le cose».

Ricordiamo quanto scritto dal Ministro in risposta al quesito della senatrice Idem:

«Ritengo da sempre che il modello di reclutamento degli ISIA costituisca una interessante best practice per l’AFAM, nonostante alcune questioni rimaste aperte sulla contrattualistica. Di tale modello intendo comunque tener conto nella prevista riforma del reclutamento [ricordiamo che negli ISIA operano 9 docenti di ruolo e 227 a contratto…]»

 

 

Scuola (Afam?), ora spunta l’aptocrazia

Dopo aver contribuito alla raccolta di oltre 2.000.000 di firme per l’abrogazione dei contestati commi della Legge 107/2015 a proposito della chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi, alcuni sindacati ci ripensano. I referendum erano stati promossi dal Comitato Referendario Scuola Pubblica con l’appoggio di Flc-Cgil, Cobas, Gilda, Unicobas, Sgb e Cub, studenti (Uds, Link) e associazioni (Lip scuola, Retescuole), tra gli altri.

Il sito del comitato promotore www.referendumscuola.org spiega così il secondo quesito:

se vince il SI il dirigente scolastico non potrà più, a sua discrezione, scegliere e confermare o mandar via dopo tre anni i docenti. L’assegnazione dei docenti alle scuole avverrà con criteri oggettivi e senza il ricatto della scadenza, eliminando il rischio di gestione clientelare (in Italia…..poi) delle assegnazioni, e di limitazione della libertà d’insegnamento: il preside non potrà condizionare l’autonomia professionale dei docenti.

Ora però in data 6 luglio un accordo Miur-sindacati (CGIL, CISL, UIL e SNALS) sembra segnare una improvvisa giravolta sindacale. Quella cosa orrenda contro cui erano state raccolte tutte quelle firme sarà risolta così (fonte: comunicato stampa sindacale congiunto):

  • trasparenza della procedura
  • oggettività dei requisiti considerati funzionali all’attuazione dell’offerta formativa
  • garanzia di requisiti definiti su una tabella titoli individuata a livello nazionale senza alcuna discrezionalità della procedura.

In sostanza, spiega Corrado Zunino su «la Repubblica», «l’insegnante di Lettere e Storia primo nelle graduatorie d’istituto nella sua classe di concorso non andrà più all’Ufficio scolastico regionale dove sceglierà la scuola libera che più gli aggrada. No, dal 18 luglio – e i sindacati, tra cento contorsioni, alla fine hanno detto “sì” – sarà la scuola, ogni singola scuola, a scegliere il prof, il maestro. Come? Chiederà, ispirandosi al proprio progetto formativo, che il docente risponda a quattro criteri – quattro – sui venti-trenta che il ministero definirà nei prossimi giorni.
Per esemplificare. Dal prossimo 18 luglio – questa nuova operazione dovrà farsi tra il 18 luglio e il 15 settembre 2016 – il dirigente di un istituto scolastico del centro di Roma potrà decidere che alla sua scuola serve un insegnante con alte certificazioni in inglese, che abbia esperienze di Clil (lezioni solo in lingua), preparazione informatica e almeno cinque anni trascorsi con ragazzi disagiati. Chi avrà queste quattro caratteristiche, sarà assunto. Se nessuno le possiederà tutte e quattro, si assumerà chi ne potrà vantare almeno tre. Se ci saranno due docenti con quattro caratteristiche entrerà, a questo punto sì, quello con maggiore punteggio».

Attendiamo dunque che il Miur definisca quei venti criteri  che renderanno la scelta da parte delle scuole “oggettiva” e inappellabile. Ci chiediamo che chances possa avere un pur preparatissimo professore di latino che non abbia tradotto lo Pseudo-Galeno latino, non abbia esperienze in Clil (lezioni solo in latino), non abbia tenuto conferenze il giovedì su De reditu suo e non abbia mai portato i ragazzi in gita a Leptis Magna.  Del resto, a quanto riportato da diversi organi di stampa, dal Miur si dice: «Non recluteremo sempre l’insegnante migliore per ogni istituto, ma sicuramente quello più adatto». Meglio somaro che in-adatto, dunque.

Chissà che questa soluzione, che vorrebbe individuare ancora una volta un “algoritmo di oggettività arbitraria” non riguardi presto, come molti auspicano, anche l’Afam, che il 13 luglio entrerà ufficialmente nel nuovo compartone con la sottoscrizione definitiva da parte dei sindacati del relativo CCNQ.

Conversioni

Sul sito afam.miur.it sono a disposizione alcune delle delibere dei singoli Conservatori riguardo alle modifiche di organico per il prossimo a.a. 2016/2017  a seguito della nota Miur del 20.06.2016 prot. n. 8127: dunque conversioni, indisponibilità, in-attivazioni. Si tratta di dati davvero assai incompleti, anche se il termine per la comunicazione di tali delibere al Miur e per la loro pubblicazione sul sito sarebbe  domani 8 luglio.

Da un primo esame dei pochi dati a disposizione sembra confermarsi la tendenza di questi ultimi anni, che vede un rapido aumento  delle discipline della musica elettronica , del jazz e della musica antica a danno degli strumenti d’orchestra e del pianoforte.

Queste le cattedre convertite:

Teoria, ritmica e percezione musicale 3, Pianoforte 6, Pratica e lettura pianistica 1, Violino 3, Clarinetto 2, Flauto 2, Contrabbasso 2, Lettura della partitura 1, Musicologia sistematica 1, Storia della musica 1, Storia della musica per didattica 1, Composizione 1

E queste le nuove cattedre (comprese quelle che verranno aperte in caso di eventuale trasferimento):

Pianoforte Jazz 1, Composizione musicale elettroacustica 1, Composizione per musica applicata alle immagini 1, Elettroacustica 2, Informatica musicale 2, Canto 2, Canto jazz 3, Composizione jazz 1, Batteria e percussioni jazz 3, Musica da Camera 2, Violino barocco 1, Oboe barocco e classico 1, Flauto dolce 1, Violoncello barocco 1, Teoria, ritmica e percezione musicale 1, Lettura della partitura 2, Elementi di composizione per didattica della musica 1, Tecniche di improvvisazione 1, Musicologia sistematica 1

Particolare il caso del Conservatorio di Bolzano, che in virtù dell’art.1, comma 6 del D.Legisl. 245/2006 «Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol in materia di accademia di belle arti, istituti superiori per le industrie artistiche, conservatori di musica e istituti musicali pareggiati in provincia di Bolzano» [Al fine di garantire lo svolgimento delle attività formative e l’indirizzo internazionale dell’offerta didattica e della produzione artistica le istituzioni di cui al comma 1 possono conferire contratti a tempo determinato a docenti e ricercatori che rivestono presso università o istituzioni di alta cultura in campo artistico e musicale straniere qualifiche analoghe a quelle considerate dall’ordinamento nazionale. La facoltà di nomina di cui al presente comma e’ esercitabile nella misura massima del trenta per cento (22 cattedre) della dotazione organica del corpo docenti (76 cattedre)] rende indisponibili a trasferimento, tra le altre, le cattedre di violino, violoncello, corno e pianoforte «considerato l’interesse del Conservatorio ad internazionalizzare l’offerta formativa».

Precariato e Corte Costituzionale: il video

In attesa della sentenza, è da oggi disponibile il video dell’udienza della Corte Costituzionale del 17 maggio scorso sul tema della reiterazione dei contratti a tempo determinato nella scuola:

Istruzione pubblica – Copertura delle cattedre e dei posti di insegnamento, che risultano effettivamente vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre, mediante il conferimento di supplenze annuali, in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale docente di ruolo – Conseguente successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato per il perseguimento, da parte dell’Amministrazione datore di lavoro, di uno scopo (il contenimento della spesa pubblica) non riconducibile ad una “finalità di politica sociale di uno Stato membro”, secondo l’accezione desumibile dalla giurisprudenza della Corte di giustizia;

Conseguente successione di contratti o rapporti di lavoro a tempo determinato, svincolata dall’indicazione di ragioni obiettive e/o dalla predeterminazione di una durata massima o di un numero certo di rinnovi, in contrasto con la clausola 5, punto 1), dell’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, alla quale ha dato attuazione la direttiva 1999/70/CE del 28 giugno 1999.

 

Un nuovo arrivo in Commissione

Una sostituzione tra i componenti della Commissione VII del Senato (Commissione Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport): il sen. Sandro Bondi è stato sostituito dal sen. Lucio Barani, presidente del gruppo Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (ALA).

 

Petizione per il diritto allo studio di tutti gli strumenti musicali nella Secondaria e negli Istituti AFAM

Sul sito change.org si può firmare una petizione che chiede al Ministro Giannini di «garantire a tutti i cittadini italiani la possibilità di studiare nelle strutture pubbliche assicurando l’esistenza e la riattivazione dei corsi di base presso tutte le Istituzioni AFAM e favorendo nel contempo l’attivazione di tutti i corsi degli strumenti dell’orchestra nelle scuole a indirizzo musicale»

La petizione è promossa da.

Gabriella Bosio, Conservatorio “G. Verdi”, Torino

Lucia Bova, Conservatorio “O. Respighi”, Latina

Maria Elena Bovio, Conservatorio “G. F. Ghedini”, Cuneo

Mafalda Baccaro, Scuola Media a indirizzo musicale, Bari

Isabella Mori, Conservatorio “S. Cecilia”, Roma

Cristiana Passerini, Conservatorio “A. Buzzolla”, Adria

Paloma Tironi, Conservatorio “L. Canepa”, Sassari

Elena Zaniboni, Corsi di perfezionamento Accademia Nazionale di Santa Cecilia