Mercoledì la Ministra e l’Afam

È stata anticipata a mercoledì 26 aprile, presumibilmente alle 14.00, al termine dei lavori d’aula, l’audizione della Ministra Valeria Fedeli di fronte alla settima Commissione del Senato della Repubblica. L’audizione verterà per l’appunto sulla riforma del settore dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), in relazione ai disegni di legge nn. 322 e connessi.

 

Accademie: anche Genova verso la statizzazione, aspettando il Politecnico

La firma dell’accordo  è prevista per la mattina di lunedì 24 aprile alle 10:30 presso il Palazzo dell’Accademia con la ministra dell’istruzione, università e ricerca Valeria Fedeli, il sindaco di Genova Marco Doria, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il presidente dell’ Accademia Ligustica Giuseppe Pericu. L’accordo di programma (che si concretizzerà nel triennio accademico 2017-2019) prevede l’impegno del ministero a corrispondere a favore dell’Accademia un importo annuale di 670mila euro, oltre al contributo ordinario annuale di 370mila euro, che permette di salvaguardare e sviluppare le attività didattiche e di alta formazione artistica, in particolare proseguendo nel recente percorso di integrazione con l’alta formazione in ambito musicale svolta dal Conservatorio Statale Niccolò Paganini.

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2017/04/20/ASlhQP4G-accademia_ligustica_istituto.shtml

http://www.genovatoday.it/eventi/cultura/accademia-statale.html

Cronoprogramma e amnesie: risponde la Commissione

La VII Commissione del Senato ha concluso oggi l’esame del Documento di economia e finanza 2017. Il relatore Conte ha illustrato uno schema di parere favorevole su cui hanno manifestato critiche tanto il sen. Bocchino che la sen. Montevecchi. Quest’ultima «condivide le considerazioni del senatore Bocchino, ritenendo doveroso, per rispetto al lavoro compiuto dalla Commissione sui disegni di legge nn. 322  e abbinati, che la prima osservazione [quella appunto sul DDL 322] diventi quanto meno una condizione. Paventa infatti il rischio che i temi fondamentali di competenza siano ancora una volta depotenziati, mentre invece la Commissione dovrebbe avere il coraggio di approvare pareri più incisivi altrimenti si riduce a ratificare le scelte del Governo. Ricorda peraltro che l’iter delle proposte normative sulla statizzazione degli ex istituti musicali pareggiati si sta trascinando ormai da anni con profonda sofferenza per il comparto. Sollecita dunque il relatore a trasformare tutte le osservazioni in condizioni, tanto più che su di esse non si può non essere d’accordo data la genericità degli argomenti trattati. Nel dichiarare il voto contrario del suo Gruppo sullo schema di parere del relatore, dà conto di uno schema di parere di tenore contrario, pubblicato in allegato al resoconto [«non si è ancora data risposta alla situazione dell’Alta formazione artistica e musicale (AFAM) che rischia di arenarsi anche in questo ultimo scampolo di legislatura: non si riesce a dar corso alla riforma che la legge n. 508 del 1999 doveva promuovere, per dare piena autonomia alle istituzioni AFAM, risolvere il problema della precarietà e delle fragilità contrattuali del personale sia docente sia ATA, equiparare a tutti gli effetti titoli e retribuzioni al sistema universitario. Inoltre non si è provveduto a sancire l’indispensabile processo di integrazione e armonizzazione dei diversi percorsi formativi nell’intera filiera musicale: dalle scuole medie a indirizzo musicale, ai licei musicali e coreutici fino all’alta formazione;[…] occorre accennare, infine, alle criticità emerse negli anni sull’operato dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (ANVUR), riguardo alla mancata trasparenza e sulle sospette alterazioni dei contenuti. Una stima della qualità della ricerca e delle capacità umane non può ridursi alla compilazione di tabelle numeriche, a maggior ragione se si pensa che tale genere di valutazione si traduce in uno strumento di indirizzo che influenza il sistema universitario, orientando l’impegno dei ricercatori e dei dipartimenti non più in funzione della crescita universitaria ma al fine di ottenere un punteggio più alto».

La sen. Puglisi ha condiviso  la necessità di imprimere una svolta risoluta anche al comparto dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), come previsto nello schema di parere. Il relatore Conte (AP-CpE) ha riconosciuto che la soluzione della vicenda degli ex istituti musicali pareggiati sia ormai improcrastinabile e dunque si è dichiarato favorevole a trasformare la relativa osservazione n. 1 in una condizione. Ha pertanto riformulato lo schema di parere trasformando l’osservazione n. 1 in condizione:

La 7ª Commissione permanente, esaminato, per quanto di competenza, il Documento in titolo,

osservato che il Documento consta di tre sezioni: la sezione I, Programma di stabilità dell’Italia; la sezione II, Analisi e tendenze della finanza pubblica, corredata da una nota metodologica; la sezione III, Programma nazionale di riforma (PNR);

 considerato che nella sezione I:

–        nel capitolo III (Indebitamento netto e debito pubblico), si dà conto delle misure adottate per la prevenzione del rischio sismico, dell’instabilità geologica e della messa in sicurezza delle scuole, e si precisa che sono in corso di emanazione i decreti del Presidente del Consiglio volti a ripartire il Fondo di investimento pluriennale istituito con la legge di bilancio, di cui una quota (stimata in 0,5 miliardi di euro) sarà assegnata nel 2017 per la messa in sicurezza delle scuole e uffici pubblici e per prevenire il rischio sismico;

–        nel capitolo IV (sensitività e sostenibilità delle finanze pubbliche) si segnala che la proiezione della spesa per istruzione in rapporto al PIL ha un andamento gradualmente decrescente per circa un quindicennio, dato il calo demografico;

–        nel capitolo V si riepilogano le principali misure della manovra di finanza pubblica 2017 tra cui anche lo stanziamento di risorse per l’attuazione della legge n. 107 del 2015 (Buona scuola), pari a 2,25 miliardi nel 2017 e 0,3 miliardi nel 2018, per l’ampliamento dell’organico docente, pari a 0,7 miliardi nel 2017 e 0,2 miliardi nel 2018 al netto degli effetti fiscali e contributivi. Inoltre sono stati stanziati complessivamente 0,2 miliardi per il 2017 e 0,5 miliardi per ciascun anno del triennio 2018-2020 per il Fondo di finanziamento ordinario delle università, per il Fondo ordinario per gli enti di ricerca e per il diritto allo studio;

esaminata la sezione III, sulla strategia di riforma per l’ultima parte della legislatura, secondo cui:

–        si avvieranno le azioni secondo sei ambiti strategici (debito e finanza pubblica; tassazione, lotta all’evasione e revisione della spesa; lavoro, welfare e produttività; sistema del credito; competitività, sistema giudiziario e settore pubblico; investimenti, riequilibro territoriale e Mezzogiorno);

–        le azioni strategiche citate attengono anche all’area di policy “istruzione e competenze” e includono: il completamento della “buona scuola” con il monitoraggio dell’efficacia, entro il 2017; il Piano nazionale per la formazione dei docenti, nel periodo 2016-2019; il completamento del Piano nazionale Scuola digitale, nel periodo 2015-2018; il Piano nazionale per la scuola inclusiva, entro aprile 2017; il Programma nazionale per la ricerca (PNR) 2015-2020;

valutate le riforme già attuate e quelle da completare, tra cui:

–        nell’anno scolastico 2017-2018, l’avvio di una biblioteca digitale scientificamente documentata delle migliori attività didattiche e formative, in collaborazione con l’INDIRE, in modo che ogni docente avrà un portfolio digitale che raccoglierà esperienze professionali, qualifiche, certificazioni, ricerche e pubblicazioni;

–        l’iter per il rinnovo dei contratti nazionali per il personale scolastico e per lo svolgimento dei concorsi per dirigente scolastico e direttore dei servizi amministrativi;

–        il Piano per una scuola più aperta, inclusiva e innovativa basato sull’estensione dell’orario di apertura, sul potenziamento dell’alternanza, sugli investimenti in competenze, sulla scuola digitale e sulla formazione. Esso si declina in 10 azioni per complessivi 840 milioni di euro del PON scuola, quali: competenze di base, per 180 milioni; competenze di cittadinanza globale per 120 milioni di euro; cittadinanza europea per 80 milioni di euro; patrimonio culturale, artistico e paesaggistico, per 80 milioni di euro; cittadinanza e creatività digitale, per 80 milioni di euro; integrazione e accoglienza, per 50 milioni di euro; educazione all’imprenditorialità, per 50 milioni di euro; orientamento, per 40 milioni di euro; alternanza scuola-lavoro, per 140 milioni di euro, formazione per gli adulti, per 10 milioni di euro;

considerato altresì che nell’Appendice A alla sezione III è indicato il cronoprogramma del Governo e che con riferimento alle misure ancora da attuare negli ambiti di interesse, si segnalano:

–        la definizione, entro aprile 2017, del decreto ministeriale relativo alla carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro;

–        la predisposizione, a marzo 2017, del decreto ministeriale istitutivo del Consiglio superiore del cinema e dell’audiovisivo (in attuazione della legge sul cinema, la n. 220 del 2016);

–        la definizione, entro aprile 2017, del decreto del Presidente del Consiglio sulle  modalità di gestione del Fondo per il cinema e l’audiovisivo (in attuazione della legge sul cinema, la n. 220 del 2016);

 

tenuto altresì conto dei target nazionali al 2020 rispetto agli obiettivi di Europa 2020;

 

esprime parere favorevole con la seguente condizione:

 

a.      si reputa indispensabile proseguire l’iter dei disegni di legge n. 322 e abbinati (statizzazione degli ex istituti musicali pareggiati), per i quali la 7a Commissione ha adottato un testo unificato, i cui contenuti andranno ora valutati anche alla luce del testo definitivo del decreto legislativo attuativo della legge n. 107 del 2015 in materia di cultura umanistica. In proposito, si sollecita nuovamente la previsione di un idoneo stanziamento che consenta la statizzazione dei predetti istituti, cui abbinare il riordino previsto nei suddetti disegni di legge;

 

nonché con le seguenti osservazioni:

 

1.       si sollecita l’attuazione, in tempi rapidi, delle misure in favore delle aree colpite dal terremoto, soprattutto per quanto concerne il ripristino della funzionalità delle scuole e la salvaguardia del patrimonio culturale;

 

2.       si reputa opportuno garantire tempi certi per l’impiego delle risorse destinate all’edilizia scolastica, nella prospettiva di riqualificare il patrimonio edilizio sotto il profilo della sicurezza e dell’agibilità;

 

3.       si ritiene necessario assicurare un adeguato sostegno al disegno di legge n. 2287-bis sullo spettacolo dal vivo, già collegato alla manovra di finanza pubblica 2016 derivante dallo stralcio dell’articolo 34 del disegno di legge n. 2287. In merito, la 7a Commissione intende realizzare una riforma complessiva dei settori dello spettacolo dal vivo, in virtù del lungo approfondimento svolto in fase istruttoria e, con particolare riferimento alla musica, della specifica risoluzione approvata (Doc. XXIV, n. 47).

 

CNAM, l’attesa di Alassio

Tra i tanti dubbi che attanagliano il mondo AFAM, nelle more dell’uscita del misterioso testo definitivo della delega 382, e mentre d’altra parte il Miur è molto attivo anche sui suoi canali social per pubblicizzare così il recente intervento

 

(http://www.istruzione.it/allegati/2017/La_Buona_Scuola_Approfondimenti.pdf)

una domanda si fa sicuramente inevitabile: avrà il governo tenuto conto di tutte le osservazioni (non del tutto identiche, peraltro, come abbiamo dato conto qui) di entrambi i rami del Parlamento?

Ad esempio, riguardo al comma 4 dell’art.15 sarà stata inserita la richiesta di parere del CNAM e della Conferenza dei direttori, non prevista nell’originario testo governativo? (I corsi propedeutici, sono organizzati dalle istituzioni di cui al comma 3, in autonomia e nei limiti delle risorse disponibili. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentiti il CNAM, l’ANCI e l’UPI per quanto di competenza, e la Conferenza dei Direttori di Conservatorio sono definiti […]).

E oggi, a ormai quattro anni e mezzo dalla scomparsa del Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale, che in base alla Legge 508 avrebbe in effetti competenze «sulla programmazione dell’offerta formativa nei settori artistico, musicale e coreutica» (art.3, comma 1) e sui «criteri generali per l’istituzione e l’attivazione dei corsi, ivi compresi quelli di cui all’articolo 4, comma 3, per gli ordinamenti didattici e per la programmazione degli accessi» (art.2, comma 7), che cosa dovremmo però intendere qui per CNAM? La Commissione-che-nelle-more coordinata dal dott. Chiappetta o il Circolo Nautico Al Mare di Alassio?

Il mistero delle deleghe scomparse

Con un comunicato del 10 aprile u.s. il segretario generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL, Francesco Sinopoli, ha definito «un fatto molto grave» la mancata comunicazione e pubblicizzazione dei testi approvati il 7 aprile dal Consiglio dei Ministri. Si lamenta che siano state mostrate solo bozze e solo di alcuni testi, senza peraltro consegnarle; si ritiene poi «indispensabile che si rendano pubblici i testi da parte del MIUR e che comunque si chiarisca che i testi approvati erano incompleti».  Ci si chiede da ultimo cosa abbia deliberato il Cdm e con quale legittimità.

Che le deleghe rischino di seguire lo stesso crudele destino della Bozza di Decreto sul Reclutamento Afam, nei mesi scorsi mostrata alle OO.SS. attraverso misteriosissime slides e altrettanto misteriosamente scomparsa?

Doppio titolo

Il Direttore del Conservatorio di Cesena Paolo Chiavacci e il Presidente dell’Istituto Musicale Sammarinese Alice Andreini, alla presenza del Segretario di Stato per l’Istruzione, la Cultura e lo Sport Marco Podeschi, hanno sottoscritto il 10 Aprile 2017 una convenzione per il rilascio di Diplomi Accademici di Primo Livello in Discipline Musicali.

La convenzione riguarda i corsi di Diploma Accademico di Primo Livello, ovvero la laurea triennale, in Discipline Musicali, con indirizzo interpretativo compositivo, relativo alle scuole di arpa, chitarra, clarinetto, flauto, pianoforte, saxofono, strumenti a percussione, tromba, trombone, violino e violoncello.

L’impegno che i due istituti si assumono con la stipula di questo accordo è quello di favorire lo scambio didattico ed artistico a beneficio di tutti gli studenti ed i docenti, nonché di realizzare un percorso di studi che consentirà agli iscritti di entrambi gli istituti di conseguire un doppio titolo che abbia valore di Diploma Accademico di Primo Livello per la Repubblica di San Marino, in quanto rilasciato dall’Istituto Musicale Sammarinese, e per la Repubblica Italiana, in quanto rilasciato dal Conservatorio “B. Maderna” di Cesena.
I doppi titoli, o double degrees, sono nati nell’ambito del cosiddetto “Processo di Bologna”, un movimento di riforme avviato nel 1999 quando i ministri dell’istruzione di 29 paesi europei sottoscrissero una dichiarazione congiunta per uno “Spazio Europeo dell’Istruzione Superiore”, e hanno conosciuto negli ultimi anni un vero e proprio boom, entrando in maniera massiccia nell’offerta formativa delle Università e dei Conservatori.

Il due alle due?

Potrebbe tenersi il prossimo 2 maggio alle ore 14 l’audizione della Ministra Fedeli presso la settima Commissione del Senato attorno alle “prospettive di riforma dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), alla luce dei decreti attuativi della legge n. 107 del 2015 e del loro impatto sui disegni di legge nn. 322 e connessi”.

L’audizione è stata chiesta con una lettera inviata alla Ministra dal presidente Marcucci, così come convenuto in Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi la scorsa settimana.

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=17&id=1011902

Cultura umanistica, precariato, statizzazioni, reclutamento. E tutto il resto

Sono state approvate dal Consiglio dei Ministri nella giornata di ieri 7 aprile otto delle nove deleghe previste dalla Legge 107/2015 (l’ultima, quella riguardante la revisione del Testo Unico della scuola, certo di qualche interesse soprattutto per i docenti di seconda fascia Afam, sarà oggetto, così il Miur, di “disegno di legge delega specifico e successivo”). Ricordiamo che Camera e Senato avevano prodotto due distinti pareri sull’atto del governo (vedi il nostro http://www.docenticonservatorio.org/cultura-umanistica-come-cambia-la-filiera-istruzione-musicale-dopo-commissione-senato/); vi informeremo sul testo definitivo approvato ieri non appena sarà reso pubblico e disponibile.

Qui di seguito il comunicato stampa del Miur:

Promozione e diffusione della Cultura umanistica,
arriva il Piano delle Arti

Musica e danza, teatro e cinema, pittura, scultura, grafica delle arti decorative e design, scrittura creativa entrano a pieno diritto nel Piano dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado. Le studentesse e gli studenti potranno così sviluppare creatività, senso critico, capacità di innovazione attraverso la cultura e la pratica diretta delle arti e la conoscenza diretta e il rilancio del patrimonio storico e artistico del nostro Paese.

Dopo il Piano Nazionale Scuola Digitale, arriva il Piano delle Arti, un programma di interventi con validità triennale che il Miur metterà in campo di concerto con il Mibact (Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo) e che conterrà una serie di misure per agevolare lo sviluppo dei temi della creatività nelle scuole. Il Piano viene finanziato con 2 milioni all’anno a partire dal 2017 e per la prima volta il 5% dei posti di potenziamentodell’offerta formativa sarà dedicato allo sviluppo dei temi della creatività. Ci saranno perciò risorse e personale.

Le scuole dovranno recepire gli indirizzi del Piano nell’ambito della loro offerta formativa e potranno costituirsi in Poli a orientamento artistico-performativo (per il primo ciclo) e in Reti (scuole secondarie di secondo grado) per condividere risorse laboratoriali, spazi espositivi, strumenti professionali, esperienze e progettazioni comuni.

Ogni istituto potrà stabilire se articolare singoli progetti o specifici percorsi curricolari anche in verticale, in alternanza scuola-lavoro o con iniziative extrascolastiche, in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati e con soggetti del terzo settore che operano nel campo artistico e musicale.

Tra le novità del decreto, i percorsi a indirizzo musicale delle scuole secondarie di I grado (che rappresenteranno la naturale evoluzione delle scuole di I grado ad indirizzo musicale), una più omogenea diffusione dell’insegnamento dello strumento musicale anche attraverso le docenti e i docenti dell’organico dell’autonomia e l’armonizzazione dei percorsi formativi della filiera artistico-musicale. Promosse, inoltre, forme di collaborazione strutturata tra licei artistici, accademie di belle arti, istituti superiori per le industrie artistiche, università, enti locali e tra licei musicali e coreutici e gli istituti superiori di studi musicali e i territori.

Plurale è anche la governance di questo settore: oltre al Miur e al Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) le attività di indirizzo e coordinamento saranno gestite dall’Indire (Istituto nazionale documentazione, innovazione, ricerca educativa), le istituzioni Afam (Alta formazione musicale e coreutica), le Università, gli Its (Istituti tecnici superiori), gli Istituti del Mibact, gli istituti di cultura italiana all’estero, soggetti pubblici e privati.

Il patrimonio culturale e artistico italiano può diventare occasione di crescita per il Paese se le nuove generazioni sapranno coniugare tradizione e innovazione. Per questo motivo l’alternanza Scuola-Lavoro, prevista dalla legge 107/2015, potrà essere svolta presso soggetti pubblici e privati che si occupano della conservazione e produzione artistica.

Qui il video della conferenza stampa della Ministra Fedeli, e di seguito la breve sezione riservata alla delega sulla cultura umanistica:

In precedenza le OO.SS. avevano incontrato la Ministra Fedeli. Secondo quanto riportato da FLC CGIL l’Amministrazione ha convenuto che sul tema dei precari il provvedimento più immediato non può che essere il decreto integrativo del D. Lgs. 165/01 (che applichi cioè i processi di stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione con 36 mesi di servizio, previsti dall’articolo 20, anche ai docenti dell’AFAM). In ogni caso, così la FLC, qualunque sia lo strumento normativo utilizzato, è necessario che la stabilizzazione venga realizzata nel triennio 2018/2020 prima dell’entrata in vigore del regolamento sul reclutamento del personale previsto dalla Legge 508/99.

Riguardo al fantomatico decreto sul reclutamento, secondo quanto riportato dal sito UNAMS il Direttore Generale Livon «ha comunicato che il provvedimento sta andando nella stessa direzione del decreto Madia poiché anch’esso richiama la stabilizzazione del precariato; in pratica si tratta di strumenti giuridici che si muovono “in parallelo”; sul punto, inoltre, non dovrebbero esserci problemi né del MEF, né della Funzione Pubblica. Il confronto più delicato con detti Dicasteri è avvenuto sulle facoltà assunzionali e sulla relativa compatibilità finanziaria ma la Direzione Generale, per superare gli ostacoli di carattere finanziario eventualmente frapposti dal MEF, intende avanzare una proposta simile a quella del modello universitario del “costo equivalente medio” che consentirebbe di avere una certa flessibilità di spesa e potrebbe essere gradita anche al MEF in quanto già positivamente sperimentata nel settore universitario. Il Dott. Livon, infine, ha chiarito che nel regolamento sul reclutamento è stata, in ogni caso, prevista anche la trasformazione della graduatoria della legge 128 in una graduatoria utile per il ruolo».

Riguardo alle statizzazioni, ragione sociale primaria e originaria del DDL 322, il MIUR avrebbe preannunciato che proporrà di inserire risorse e relativi processi non più in quel DDL, ma in un decreto legge sugli enti locali che sarà esaminato a breve dal Consiglio dei Ministri.

Il 322 rimarrebbe, svuotato delle due questioni del precariato e delle statizzazioni, lo strumento principale per affrontare tutte le altre tematiche di carattere generale che riguardano il settore AFAM, e il suo iter riprenderebbe presumibilmente dopo Pasqua.