CONSULTAZIONE SUL FUTURO DEI CONSERVATORI:ULTIME ORE!

6 domande da presentare al Ministro:
stasera alle 24 si chiude

Lo scorso 30 marzo si è tenuta alla VII Commissione del Senato un’audizione del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Stefania Giannini, sulla situazione dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). Si è parlato sempre più insistentemente del fatto che il disegno di “riordino” esposto dal Ministro preveda l’accorpamento dei Conservatori esistenti attorno a tredici Super-Istituti. 

Si sono poi svolte presso la stessa VII Commissione del Senato alcune audizioni a margine del Disegno di legge sulla statizzazione degli ex Istituti Pareggiati, audizioni che hanno coinvolto i Presidenti di quegli Istituti, l’ANCI, il Capo Dipartimento per la Formazione Superiore e la Ricerca dott.Mancini, CGIL-CISL-UIL e la Conferenza dei Direttori, che ha presentato un suo documento in cui si auspica la nascita di Conservatori Superiori in numero «simile o proporzionale a quello dei Conservatori superiori oggi esistenti nei paesi europei più simili al nostro (p.e. Spagna e Germania)».

Il riordino del nostro settore, la governance degli istituti ed il reclutamento: temi certamente complessi sui quali pensiamo sia tuttavia necessario consultarci. Per questo abbiamo deciso di inaugurare la sezione del sito “Partecipazione” con un breve questionario su questi tre argomenti. Presenteremo poi al Ministro i risultati di questa iniziativa, dai quali emerga l’opinione prevalente dei docenti su questi aspetti centrali per la vita dei nostri Conservatori.

Possono rispondere solo i docenti registrati. La partecipazione al questionario e i dati personali non saranno resi pubblici se non come risultato statistico, previa la loro trasformazione in forma anonima.

Questa l’anteprima delle 6 domande per il Ministro, cui è possibile rispondere entro le ore 24.00 di domenica 5 giugno.

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RIORDINO
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GOVERNANCE
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RECLUTAMENTO

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Audizioni: martedì 7 Unams, Presidenti e Gruppo 128 ABA

Martedì 7 giugno alle 14.00 presso l’Ufficio di Presidenza della VII Commissione del Senato si svolgeranno le audizioni sul DDL N. 322 e connessi (statizzazione ex istituti musicali pareggiati): rappresentanti della Conferenza delle Regioni, (ore 14.30) rappresentanti di Conferenza nazionale presidenti di conservatorio, UNAMS, Gruppo di discussione e proposta docenti 128 ABA.

“Luoghi fisici” e Conservatori: la proposta dei Direttori

Facciamo il punto sulle audizioni in Senato in margine al DDL 322 (Norme per la statalizzazione degli ex Istituti musicali pareggiati). La Commissione ha audito finora la Conferenza dei Direttori dei Conservatori di Musica, una rappresentanza dei Presidenti degli Istituti Musicali ex-pareggiati, l’A.N.C.I, il Capo Dipartimento per la Formazione Superiore e la Ricerca dott.Mancini, CGIL-CISL-UIL; la settimana prossima toccherà a UNAMS, Conferenza dei Presidenti, Conferenza delle Regioni, Gruppo di discussione e proposta docenti 128 ABA.

Sul tema centrale del riordino del sistema dell’Alta Formazione Musicale, alla luce dei documenti a oggi resi disponibili dal sito del Senato, ricapitoliamo le posizioni fin qui espresse di fronte ai membri della VII Commissione:

Conferenza dei Direttori:

«Mantenimento di tutte le sedi, intendendo i luoghi fisici ove oggi operano i Conservatori statali e non statali. […] In queste sedi si svolgeranno i corsi di studio e tutte le attività di produzione e di ricerca in base alla programmazione dell’istituzione (si veda punto 2) di cui ogni sede farà parte».

[Si chiede pertanto di salvaguardare i soli edifici, da utilizzare per le attività formative decise dalle nuove istituzioni di cui al punto seguente].

«Creazione di nuove istituzioni (Conservatori superiori), aventi piena autonomia e organi di governo di tipo universitario, raggruppanti più di una delle sedi di cui al punto 1 e governate da organismi unici (direttore, C.d.A., consiglio accademico, ecc.). Per quanto riguarda il numero di queste istituzioni superiori si ritiene esso debba essere simile o proporzionale a quello dei Conservatori superiori oggi esistenti nei paesi europei più simili al nostro (p.e. Spagna e Germania)».

[Con questa proposta da un lato verrebbero chiusi tutti gli attuali Conservatori, intesi come istituzioni autonome con i propri organi di governo e i propri insegnanti, dall’altro si costituirebbero dei Conservatori superiori che gestirebbero le diverse sedi territoriali. Il riferimento alla Spagna e alla Germania ci induce a pensare che queste nuove istituzioni potranno essere  forse tra le 20 e le 30].

«Garantire alle future nuove istituzioni superiori (i Conservatori pienamente “riformati”) la filiera professionalizzante, dalle attività pre-AFAM non ordinamentali “propedeutiche”, attività previste dal Regolamento didattico DPR 212/2005, da legittimare e “regolarizzare” attraverso la delega prevista al comma 181, lettera g/5, della L. 107/2015, a tutti i corsi accademici specifici della missione del Conservatorio riformato (DPR 212/2005: diplomi accademici di I e II livello, specializzazione, perfezionamento, formazione alla ricerca)».

[La proposta non fa nessun riferimento agli attuali corsi pre-accademicilimitandosi ad immaginare una filiera professionalizzante che, prima della formazione accademica, preveda solo delle “attività propedeutiche” da “regolarizzare” (uno, due o tre anni?)]. 

«Si richiama l’attenzione sul fatto che l’ordinamento del Biennio deve essere correlato (cfr. art. 5, comma 4 del DPR 212/2005) con le intenzioni del Ministro riguardanti la programmazione e lo sviluppo del sistema, che si auspica vengano attuate dando ai Conservatori la possibilità di competere con le altre istituzioni europee di alta formazione musicale».

Qui di seguito i link ai due documenti della Conferenza dei Direttori:
PropostaDecreti mancanti

Federazione CISL Università:

Nessun cenno al riordino territoriale, richiesta di dare «definitivamente una dignità, culturale e giuridica, paritaria della docenza Afam a quella della docenza universitaria anche per evitare tutti i tentativi, che continuamente si mettono in campo anche da parte di alcune sigle sindacali o gruppi di interesse, di riversamento del sistema Afam in quello universitario».

ANCI:

«Dovrà essere assicurata una adeguata presenza territoriale delle istituzioni AFAM che garantisca razionalizzazione e funzionalità istituzionale, formativa ed economica ed alti livelli qualitativi […] Relativamente al riconoscimento di Conservatorio autonomo, o in subordine, la trasformazione in sezione staccata o l’accorpamento ad altro istituto, si deve tenere conto delle situazioni storicamente e culturalmente consolidate, che hanno portato a significativi risultati sul piano della qualità formativa degli allievi e rappresentano un forte legame identitario, sia pure con specificità diverse, con le Città, i territori e le Regioni di appartenenza, in rapporto anche alla distribuzione degli allievi sul territorio regionale […] Deve inoltre essere supportato il legame tra il percorso in ambito scolastico e il pre-accademico che non può essere scorporato completamente dal percorso accademico».

[L’A.N.C.I. esprime l’auspicio che gli Istituti storicamente più radicati nel territorio non perdano i legami identitari con città e regione di appartenenza].

Rappresentanza dei Presidenti degli Istituti Musicali ex-pareggiati:

«Il percorso accademico articolato in triennio e biennio (da rendere ordinamentale) non può essere separato, come accade in ogni percorso di laurea universitaria. Ma nello spirito di una riorganizzazione può essere prevista per alcuni corsi accademici di secondo livello una distribuzione su base regionale o interregionale a seguito di accordi programmatici tra i Conservatori […]  Il percorso accademico deve essere completato con l’istituzionalizzazione del livello del dottorato di ricerca, che dovrebbe essere riservato a un numero ristretto di Conservatori, equamente distribuiti sul territorio». I Presidenti propongono poi dei «criteri non esaustivi per la valutazione delle scelte organizzative di tutti gli Istituti non statali e statali da ricomprendere nel processo di riorganizzazione».

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente documento di un gruppo di docenti di materie musicologiche:

All’attenzione della Commissione
addetta alle valutazioni tecniche relative
agli ordinamento didattici dei corsi AFAM
(istituita con decreto n. 2326 del 19/10/2015)

Alla Conferenza dei direttori,
nella persona del presidente, M° Paolo Troncon

 

Come è noto in molti Conservatori e ISSM sono in programma modifiche ai piani di studio dei Trienni che dovranno essere inviate al Ministero entro il 31 maggio 2016 o sono già state inviate all’inizio di questo a.a. 2015-2016. Ci giungono purtroppo molte segnalazioni da parte dei colleghi di materie musicologiche sul fatto che le modifiche in oggetto coinvolgono le loro materie nella direzione di una riduzione oraria, a volte consistente.

Fatta salva l’autonomia di ogni istituto nel gestire i propri piani di studio, dobbiamo segnalare che in molti casi tali modifiche sono state effettuate senza consultare i docenti della disciplina, senza quindi concordare e discutere tali iniziative al fine di giungere a un’intesa collegiale.

Nella revisione sono avanzati argomenti che dovrebbero essere stati superati da tempo: l’assunto secondo cui gli studenti hanno più ore di lezione di Storia della musica che di strumento è notoriamente mal posto, dato che una singola ora di strumento comporta 20 o più ore di lavoro a casa, mentre l’ora di Storia della musica (o materie affini) richiede un tempo nettamente inferiore e strettamente collocato alla prossimità degli esami.
Si ricorda che la diffusa lamentela sull’eccessiva presenza degli studenti in istituto, con la conseguente mancanza di tempo per lo studio a casa, non trova soluzione nella riduzione oraria delle materie cosiddette “teoriche” in quanto le ore sottratte a queste materie generalmente vengono redistribuite su altri corsi, quindi ciò non determina alcuna riduzione del tempo impegnato dagli studenti in sede. Maggiore efficacia in questo senso avrebbe una più razionale organizzazione dei piani orari generali.

Facendo riferimento al Documento di Perugia, 30 ottobre 2015, Gli insegnamenti musicologici nell’afam: problemi e riflessioni, firmato da 99 docenti di materie musicologiche di tutta Italia e sostenuto dall’assemblea dei soci della Società Italiana di Musicologia, ribadiamo la necessità di arginare la tendenza alla riduzione oraria delle materie musicologiche sia in considerazione di motivazioni culturali ed educative già espresse nel documento citato, sia nel rispetto degli intenti della Riforma L. 508 – 1999, che vanno nella direzione di un arricchimento culturale degli studenti, consono al livello universitario del corso di studi del Triennio.

Il gruppo estensore del documento di Perugia
(docenti di discipline musicologiche nelle istituzioni AFAM)

Bianca Maria Antolini
Antonio Caroccia
Candida Felici
Francesca Menchelli-Buttini
Maria Grazia Sità
Mariateresa Storino
Lara Sonia Uras
Marina Vaccarini

 

La proroga della proroga

Sono stati prorogati al 10 giugno i termini per la presentazione delle proposte di cui alle lettere A e B della nota prot. n. 9843 del 15 aprile 2016 (accreditamento corsi di diploma accademico di primo livello a. a. 2016-17).

Altri accreditamenti

Tra il 16 e il 26 maggio la Commissione-che-nelle-more-sostituisce-il-Cnam ha approvato le modifiche e nuove attivazioni dei corsi triennali presso i Conservatori di Salerno, Potenza, Piacenza, Cuneo, Cagliari, Vibo Valentia, Torino, Salerno, Pescara, Matera, Genova, Cesena, Campobasso, Brescia, Bari, Adria e presso gli ISSM di Modena, Terni e Siena per il corrente a.a.

Mobilità(zione) a Taranto

Mentre al Governo l’iter per la statizzazione degli Istituti Superiori Musicali procede, seppure a rilento, la Provincia di Taranto, ente che a tutt’oggi ha competenze in merito all’Istituto Paisiello, non ha ancora adempiuto all’impegno sottoscritto con Miur e Regione Puglia (1 milione di euro) per gestire la fase transitoria in attesa della statizzazione. A 50 dipendenti dell’Istituto Musicale sono pertanto giunte le comunicazioni per la mobilità. Qui l’articolo del «Quotidiano di Puglia».

Si tratta di una vicenda che si trascina da molti mesi: nello scorso mese di settembre la Provincia aveva già revocato una procedura di mobilità avviata in precedenza.

La CISL sull’AFAM dopo l’audizione in Senato

E’ stata pubblicata oggi sul sito del Senato la memoria depositata dalla Federazione Nazionale CISL Università a seguito dell’audizione informale dei sindacati FLC CGIL, CISL Università e UIL RUA tenutasi martedì 24 maggio sul tema della Statizzazione degli ex istituti musicali pareggiati.  Qui il link al documento.

Un animale un po’ strano

L’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) ha presentato ieri 24 maggio presso l’Auditorium Antonianum di Roma il suo secondo Rapporto sullo stato del sistema universitario e della ricerca. La Ministra Giannini, di cui era stata annunciata la presenza, è stata invece sostituita dal prof. Marco Mancini, che ha dedicato diversi minuti del suo intervento al tema Afam, citando la questione degli Istituti ex-pareggiati, ricordando il notevolissimo prestigio internazionale  delle Istituzioni, e auspicando che la loro piena autonomia  porti finalmente a una forte richiesta di valutazione.

Il prof.Daniele Checchi, ordinario di economia politica presso l’Università degli Studi di Milano e componente del direttivo ANVUR, dopo aver definito l’Afam «un segmento che appartiene per norma legislativa alla formazione terziaria, ma che è un animale un po’ strano», un settore «grosso e interessante», «a scavalco tra istruzione secondaria e terziaria», ha osservato come esso presenti circa 2000 corsi di studio in più del sistema universitario e sia «un settore molto attrattivo» per gli studenti stranieri (circa il doppio di quelli «attirati» dall’Università), con una attrattività aumentata nel tempo (il quindicennio considerato dall’immancabile grafico nella slide).

Il problema che affligge questo «sistema competitivo sul mercato internazionale della formazione», ha rilevato il prof. Checchi, sta nel fatto che «i docenti di questo settore non passano attraverso un concorso nazionale, e che non c’è un inquadramento di queste figure; un fatto questo che rende poi difficile, in sede di accreditamento delle istituzioni, trovare degli standard che abbiano un minimo di comparabilità».

Del tutto assente nelle parole dell’esponente ANVUR qualsiasi valutazione sull’operato dei governi che hanno lasciato il sistema di Alta Formazione Musicale appunto «a scavalco», o che da 26 anni non bandiscono concorsi.

Rimane da domandarsi: se il sistema è stato ed è così «attrattivo» ancor prima della piena realizzazione della riforma del 1999, assai prima della  sua piena anvurizzazione, se «attira» stranieri in misura doppia rispetto all’Università, così come del resto riconosciuto pure nel recente intervento della Ministra Giannini in Senato, quali sono le ragioni per cui dovrebbe essere riassettato-riorganizzato-rivisitato-ridimensionato? Non sarebbe invece allora il caso di premiarlo?

 

 

Qui il video completo.