Uscire dal ghetto? Un libro di Eros Roselli

Sabato 14 maggio alle ore 17.30 presso La Stanza della Musica di Roma sarà presentato il libro di Eros Roselli Uscire dal ghetto?: dibattito sulla riforma dei Conservatori di musica, pubblicato da Armando; sarà presente Giorgio Sanguinetti, docente di Teoria e analisi musicale all’Università di Tor Vergata e vice presidente della Società Italiana di Musicologia.

Il volume sarà presentato poi giovedì 26 maggio ore 18, a Milano presso la libreria Magazzino Musica (http://magazzinomusica.it/index.php)  con Alessandro Melchiorre, direttore del Conservatorio “G. Verdi” di Milano, e Elena Ferrara, senatrice e componente della VII Commissione del Senato.

Riformatori di Musica

In un’interessante intervista rilasciata ieri alla «Tecnica della Scuola» il deputato Nicola Ciracì (Conservatori e Riformisti), promotore dell’intergruppo parlamentare TFA e presidente del Conservatorio di Lecce, nonché autore della recente interrogazione parlamentare 4-13072 in cui chiedeva di considerare i docenti inclusi nella graduatoria 128/2013 «utili sia per incarichi a tempo determinato che indeterminato», ha espresso alcune  opinioni e alcuni suoi auspici riguardo all’imminente “riordino” del settore Afam.

Ne emergono una visione ispirata al “modello francese” (cinque o sei Conservatori Nazionali), una riduzione di organico con ricorso a incentivi al pensionamento, una governance affidata solo a soggetti iscritti in un albo ministeriale.

Più nel dettaglio:

  • creazione di un sistema misto con fondi Miur, Mibact e privati che seguano, come dice il ministro, il modello francese;
  • completamento dell’autonomia, riduzione dell’organico con incentivi al pensionamento e reclutamento nuovi docenti con regole certe e uniche nazionali;
  • nuova governance degli istituti, che però non può seguire la logica corporativa del “rettore” eletto in casa, ma lo indichi tra soggetti con esperienza nella gestione della pubblica amministrazione iscritti in un apposito albo ministeriale;
  •  introduzione di istituti musicali comunali, o meglio di area vasta, per gli studenti tra i 6 e i 13 anni;
  • tre-cinque scuole speciali per “talenti” musicali in tutta Italia: dei college dove i ragazzi possano vivere senza dover viaggiare e perdere tempo, aperte a tutte le età, dai 6 ai 18 anni;
  • conclusione della fase del precariato, riconoscimento di un doppio canale ai tieffini [?] che di fatto hanno già superato un concorso;
  • nuovo reclutamento: dovrebbe avvenire con concorso per conservatorio nazionale. Ne basterebbero cinque o sei per l’intera nazione;
  • ritornare a premiare competenza e meritocrazia;
  • far sbarcare Conservatori e accademie a Pechino o Seul: d’altronde l’Afam è la vera bandiera del Made in Italy;

E se cominciassimo finalmente a chiamarli Riformatòri questi Conservatòri riformati a metà? Se la loro ragion d’essere fosse ormai appunto solo quella di essere riformati, di nutrire il ceto dei Riformatóri? Se questo perenne stadio di incompiutezza, di instabilità, se questi continui richiami al merito (di altri, di chi non c’è, naturalmente), all’eccellenza (quella oleosa, vinosa o patinata del made in Italy), avessero in realtà proprio il benemerito compito di rieducarci, di favorire un domani il nostro reinserimento sociale, il nostro pre-pensionamento?

Faraone a Pescara: musica e made in Italy

Il sottosegretario Davide Faraone nella sua recente visita al Conservatorio di Pescara ha parlato di una delega sulla Legge 107, la delega sul made in Italy, «di cui si parla poco perché fa poca polemica, che è quella su cui noi concentreremo più risorse perché ci serve potenziare tutti i settori per cui nel mondo ci riconoscono come punto di riferimento: la cultura, l’arte, la musica, la moda, la cucina»

Moto retrogrado

Il ministro Giannini nella sua ultima audizione davanti alla settima commissione del senato ha ribadito la necessità di trasformare l’articolazione delle istituzioni Afam, e in particolare dei conservatori, ritenendo necessario ridurre il numero delle istituzioni superiori (quelle presso le quali sono attivi Trienni e Bienni); sembra che i conservatori ai quali sarebbe affidata in un prossimo futuro la formazione superiore (attualmente tutti i conservatori e gli ex istituti musicali pareggiati appartengono a questa fascia) sarebbero 14.

Il numero non è casuale, poiché corrisponde al numero dei conservatori storici in Italia, quelli statalizzati  fino al 1942 (Milano, Napoli, Palermo, Parma, Roma, Firenze, Torino, Cagliari, Bolzano, Pesaro, Venezia, Bologna), cui si aggiunsero il conservatorio di Trieste nel 1953 e quello di Bari nel 1960.

Se ciò avvenisse il numero di posti disponibili per l’accesso ai corsi superiori sarebbe conseguentemente assai minore rispetto alla situazione odierna. Paradossalmente il numero di studenti dei conservatori ha continuato ad aumentare negli ultimi anni (48.830 nell’anno accademico 2014/15)  con una percentuale di studenti stranieri  superiore al 9%.

Sembra quindi utile mettere a confronto alcuni dati generali relativi ai primi anni Cinquanta con i dati odierni.

Nel 1942 la popolazione italiana era di circa 45 milioni di abitanti, cresciuti a 47 milioni nel censimento del 1951; sempre nel 1951 il 12,9% della popolazione era analfabeta, il 17,9% era alfabetizzato senza titoli di studio e il 59% aveva la licenza elementare; a possedere un diploma era il 3,3% della popolazione e solo l’1% era laureato.

Nel 2015 la popolazione italiana si aggira attorno ai 60 milioni; nel censimento del 2001 gli analfabeti erano l’1,5%, i diplomati il 25,9% e i laureati il 7,5% della popolazione (un numero sorprendentemente ancora molto basso!).

Dunque l’operazione “riordino” porterebbe indietro di 70 anni, ma con una situazione generale del tutto mutata.
Se poi si osservano le statistiche che mettono a confronto le diverse aree del paese si vede come nel 1951 la sperequazione tra nord e sud in termini di istruzione era gigantesca e che questa si è enormemente ridotta. Non potrebbe aver contribuito a ciò anche la capillare diffusione (benché non sempre omogenea) degli istituti di formazione musicale in tutto il territorio nazionale? L’accesso all’istruzione (anche all’istruzione superiore) in tutte le aree del paese non dovrebbe essere una priorità per qualsiasi paese democratico? Non dovremmo far sì che cresca il numero di laureati nel nostro paese (anche laureati in musica)?

Altre due interrogazioni sull’Afam

Senato 4/05673 del 19.04.2016 di Pamela Orrù (Partito Democratico) e altri 14 in cui «si chiede di sapere quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano assumere per portare a compimento l’iter di statizzazione degli istituti musicali ex pareggiati».

Camera 5/08610 del 09.05.2016 di Mauro Pili (Gruppo Misto), in cui invece si chiedono la stabilizzazione dei docenti precari e «iniziative per salvaguardare l’autonomia di Accademie e Conservatori di musica prevedendo un’articolazione territoriale condivisa con le regioni, e in particolar modo per garantire quelle autorevoli realtà che operano in regioni insulari e che hanno specialità statutarie costituzionalmente riconosciute».

 

Il 20 maggio sciopero FLC-CGIL e UIL-RUA

Lo sciopero, che riguarderà nella stessa giornata anche il personale della scuola, è stato indetto anche in vista del futuro rinnovo contrattuale del Compartone. Si legge nel comunicato delle due OO.SS.:

«L’AFAM, mortificata da una riforma che dopo 17 anni ancora non vede il traguardo, rivendica l’allineamento al sistema universitario: messa ad ordinamento dei bienni; acquisizione di autonomia e di un nuovo modello di governance; strutturazione e attivazione dei dottorati di ricerca in ambito artistico-musicale; assetto della docenza; stabilizzazione dei precari; emanazione dei regolamenti per il reclutamento, lo sviluppo e la programmazione del sistema artistico, musicale coreutico; statizzazione degli ex istituti musicali pareggiati».

Qui il comunicato completo.

Le risposte dei Presidenti degli ISSM ex-pareggiati

Lo scorso 4 maggio il Coordinamento dei Presidenti degli ISSM ex-pareggiati è stato ascoltato presso l’Ufficio di Presidenza della Commissione Cultura del Senato nell’ambito della discussione sul Ddl 322.

Questi i punti principali delle posizioni lì espresse:

  1. piena parità tra i Conservatori esistenti e gli Isituti ex-pareggiati, una volta statizzati;
  2. no allo scorporo totale della fascia pre-accademica;
  3. no allo scorporo tra Trienni e Bienni;
  4. dottorati assegnati a un numero ristretto di Conservatori;
  5. autonomia gestionale sul modello di quella attualmente in vigore negli ISSM non statali;
  6. abilitazione artistica nazionale e successiva chiamata  da parte degli Istituti;
  7. elenco di criteri  per la valutazione delle scelte organizzative di tutti gli Istituti non statali e statali da ricomprendere nel processo di riorganizzazione;

Che il modello francese non piaccia poi tanto?

Potete leggere qui il testo integrale del documento.

 

Convegno “La scuola media a indirizzo musicale nella filiera della formazione musicale”

Il 13 maggio si terrà presso il Conservatorio Luigi Canepa di Sassari un convegno dedicato alla scuola media a indirizzo musicale (SMIM) nella filiera della formazione musicale. Si parlerà inoltre della legge 508 e della formazione preaccademica nei Conservatori.  Interverranno Antonino Ligios, Greca Piras, Ciro Fiorentino, Stefano Melis, Gian Nicola Spanu, Davide Soddu, Franca Floris e inoltre la senatrice Elena Ferrara, membro della settima commissione (istruzione pubblica e beni musicali).
Qui di seguito la locandina