La venticinquesima, ora. Sulla 128.

Il 4 maggio il deputato Nicola Ciracì (FI-Pdl) ha presentato l’interrogazione 4/13072 ,sul tema della questione del personale inserito nella graduatoria 128/2013, con la quale domanda al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca «se non intenda assumere adeguate iniziative urgenti al fine di porre finalmente rimedio a questa situazione, così da tutelare il personale iscritto nelle graduatorie nazionali ex lege n. 128 del 2013 di cui al decreto ministeriale n. 526 del 30 giugno 2014, e considerare tali docenti utili sia per incarichi a tempo determinato che indeterminato, con l’obiettivo di stilare un adeguato piano, con relative modalità e una tempistica certa, per l’assorbimento di dette graduatorie».

Si tratta della venticinquesima interrogazione parlamentare che abbia come tema l’Afam. Da ottobre, da quando cioè abbiamo cominciato a contarle.

I Presidenti in testa

Il Sottosegretario Angela D’Onghia, in risposta all’interrogazione 3-02648 del sen. Franco Conte (AP), oltre a soffermarsi sulla necessità di differenziare la formazione pre-accademica da quella accademica (qui il nostro ultimo articolo), interviene sul problema dell’autonomia e della governance dei Conservatori.

In particolare “rileva una serie di problematiche, a partire dalla diarchia fra presidenti e direttori” e per questo reputa opportuno “che il presidente degli istituti sia eletto dal corpo accademico con un mandato quinquennale e abbia la rappresentanza legale dell’ente, il compito di presiedere il consiglio di amministrazione e poteri disciplinari nei confronti del personale”.

Parole chiare che confermano quanto già detto dallo stesso Ministro sui nuovi poteri che saranno attribuiti al presidente: un presidente eletto! Ma eletto come? Come avviene oggi per il Direttore?

Riascoltando la registrazione dell’intervento del Ministro su questo tema sembrerebbe non trattarsi di una vera e propria elezione. Non vorremmo che ciò che viene annunciato come un processo elettivo, si limitasse alla semplice proposta di una terna di nomi da presentare al Ministro, così come avviene già oggi.

Queste le parole della Giannini su questo punto: “Una presidenza che possa essere eletta dal corpo accademico con un mandato unico di cinque anni, che sia anche una personalità esterna però sempre selezionata all’interno del sistema, dotata di un’esperienza comprovata e di un profilo professionale, requisiti richiesti per la presentazione al Ministro di una terna da cui poi il Ministro nomina”.

In questo quadro il direttore e il consiglio accademico che fine faranno?

La voce del Ministro al Senato quando interviene sul presidente (Audio – durata 2:00)

Giochi di parole: regime pubblicistico vs. status universitario

In Commissione Cultura del Senato si sta esaminando il DDL 2299 (Conversione in legge del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, recante disposizioni urgenti in materia di funzionalità del sistema scolastico e della ricerca). Abbiamo dato conto dell’Ordine del Giorno G/2299/8/7 proposto dai senatori Conte e Ferrara, in cui accanto alla richiesta di differenziare le figure di docenza impegnate in corsi di base (preaccademici) rispetto all’alta formazione si parlava di «allineare gradualmente le carriere e i salari a quelli dei docenti universitari, assimilandone lo stato giuridico».

Nella seduta del 4 maggio la sottosegretaria D’Onghia ha espresso parere favorevole all’ODG «purchè venga riformulato il secondo impegno al Governo citando esclusivamente il passaggio al regime di diritto pubblico».

Ed ecco quindi l’ODG riformulato e approvato dalla sottosegretaria:

Il Senato, in sede di esame del disegno di legge n. 2299, recante «Conversione in legge del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, recante disposizioni urgenti in materia di funzionalità del sistema scolastico e della ricerca»,

visti i contenuti della legge n. 508 del 1999 in merito al reclutamento del personale;

in considerazione del fatto che a distanza di 17 anni non sono stati adottati i provvedimenti attuativi previsti dalla suddetta legge;

avendo riscontrato la volontà di procedere ad un riordino di questo importante settore della formazione terziaria;

impegna il Governo:

a procedere alle fasi attuative previste della legge in premessa anche in relazione alla tipologia di reclutamento;
al passaggio al regime di diritto pubblico;
a valutare la possibilità di differenziare le figure di docenza impegnate in corsi di base (preaccademici) rispetto all’alta formazione nei settori musicale e coreutico.

 

Proseguono le audizioni: l’undici maggio la Conferenza dei Direttori

Nell’ambito dell’esame del DDL 322 (Statizzazione degli ex Istituti Pareggiati), proseguono presso l’Ufficio di Presidenza della Commissione Cultura del Senato della Repubblica le audizioni preannunciate  il 5 aprile scorso dal sen. Martini, relatore del medesimo DDL; le audizioni sono rivolte a  «rappresentanti dei conservatori e degli istituti pareggiati, dei sindacati, dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, focalizzando l’attenzione sulle ipotesi di riordino».

Mercoledì 11 sarà la volta dei rappresentanti della Conferenza dei Direttori e dell’A.N.C.I., i cui ultimi pareri inviati alla Commissione relativamente al DDL in oggetto risalgono rispettivamente al 15.10.2014 e al 30.09.2014.

I trienni ai Poli Regionali

Nella giornata del 3 maggio il Sottosegretario Angela D’Onghia ha risposto in Commissione Cultura del Senato all’interrogazione 3-02648 del sen. Franco Conte (AP) a proposito dell’imminente riassetto del sistema Afam.

Il sottosegretario ha dichiarato di giudicare «opportuno differenziare il momento della formazione pre-accademica da quello della formazione accademica vera e propria, prevedendo un sistema integrato che coinvolga le scuole primarie e secondarie, rapportandole al mondo degli Istituti musicali, anche attraverso la delega prevista nella legge n. 107 del 2015.» Quasi le stesse parole pronunciate dal Ministro Giannini lo scorso 30 marzo quando affermava di «prevedere un sistema pre-accademico a rete, e quindi fortemente integrato, tra la primaria, la secondaria e il mondo degli Istituti musicali, li chiamo così per non dargli una definizione anticipata – precisava il Ministro – che si occuperebbero esclusivamente o principalmente» di questo segmento. A quali realtà formative fanno riferimento il Ministro ed il sottosegretario con la definizione Istituti musicali? Forse gli Istituti Superiori di Studi musicali (una volta completato il processo di statizzazione) integrati con un discreto numero di Conservatori medio piccoli, privati dei corsi accademici?

E la formazione superiore? In linea con quanto detto dal Ministro sul modello francese (Conservatoires à rayonnement régional e Conservatoires nationaux supérieurs) anche il Sottosegretario conferma questa impostazione affermando che «ad un livello intermedio potrebbero collocarsi per il primo grado del percorso accademico poli regionali frutto di una omogenea distribuzione dell’offerta formativa triennale». Mentre «la formazione superiore dovrà essere, poi, rappresentata ad un livello territoriale più elevato (i tredici Super-istituti o accademie nazionali?) da corsi di laurea magistrale (bienni) e da dottorati di ricerca in materia artistica e musicale»

Qui il testo integrale del resoconto di seduta.

Le deleghe della Buona Scuola per riorganizzare l’Afam

Nel corso della manifestazione GID@AND 2016, organizzata presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma in occasione della giornata internazionale della danza, il sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dorina Bianchi (AP), ha dichiarato che «il governo punta al rilancio del settore con la riforma del comparto Afam e con una legge ad hoc per riorganizzare i contributi per gli spettacoli dal vivo». Ha poi aggiunto che «con una delle deleghe della legge sulla buona scuola riorganizzeremo il comparto Afam. È un’opportunità straordinaria per mettere il settore a passo coi tempi».

ISSM “P. Mascagni” – SUONI INAUDITI 2016 – VII Rassegna internazionale di musica contemporanea

Giovedì 28 aprile ha avuto inizio la VII Rassegna di musica contemporanea “Suoni Inauditi”, dell’ISSM “P. Mascagni” di Livorno, con la presentazione del libro “Dalle onde ai byte” di Francesco Maria Paradiso, ed. Rugginenti.
Da qui è possibile scaricare il programma completo. Come consuetudine anche quest’anno si avranno numerose prime esecuzioni assolute ed europee.

Il giorno 4 maggio alle ore 18.00, nell’Auditorium dell’Istituto, la prima assoluta di Enim adscititios accidentalesque a Stellis fulgores adimit (versione 2016) del compositore Javier Torres Maldonado, brano elettroacustico ad otto canali. Nello stesso concerto la prima assoluta europea di Rituel Vert di Jorge Antunes, per flauto ed elettronica.

Il giorno 6 maggio, sempre alle ore 18.00, un concerto interamente dedicato alla musica elettroacustica spagnola, con prime assolute e italiane di opere di Carretero, Gómez, Campaña, Faraco, Flores, Godoy, Montes, Cañizares, Aguilera, Muñoz, spazializzazione a cura di Alberto Carretero. In concomitanza la Masterclass del M° Carretero del Conservatorio Superiore di Siviglia: MUSICA EX MACHINA: Incontro con Alberto Carretero sull’estetica, le tecniche compositive e l’analisi dei suoi lavori. Qui il link al programma completo e al calendario. Ingresso libero.

Tra le altre esecuzioni di musica elettroacustica i compositori selezionati per il Cambini Remix, un bando di richiesta di composizioni per l’impianto di diffusione multicanale stabilmente installato nel nostro Auditorium, con brani di Davide Wang, Alejandro Casales Navarrete, Alexander Martinz, anche questi in prima esecuzione assoluta.

Non solo musica elettroacustica, naturalmente, ma anche composizioni per strumenti, di nuovo con alcune prime assolute, con opere di Jolivet, Ligeti, Stockhausen, Maderna, Debussy, Bartalucci, Petrassi, Castelnuovo Tedesco, Arnold, Carter, Bartok, Berio, Saariaho, Piazzolla, Bombardelli, Company, Festa, Deraco, Aperghis, Reich, Sciarrino, Boulez, Ustwolskaja.

Un panorama quantomai variegato e di qualità, che vede l’Istituto, anche in tempi di pesanti difficoltà per quella che è in generale la situazione italiana, aperto ed attento al repertorio contemporaneo, e alla ricerca e produzione in questo settore. Cosa resa possibile dalla collaborazione di tutte le componenti, dai docenti agli studenti, dal personale amministrativo a quello tecnico, che qui intendiamo ringraziare.

In previsione la pubblicazione del secondo volume de L’Auditorium che canta, che raccoglierà saggi dei compositori elettroacustici coinvolti in questa e nelle rassegne passate, con scritti relativi alla composizione delle loro opere. Il primo volume è liberamente scaricabile da qui.

 

Fabio De Sanctis De Benedictis

La Ricerca del Ministro

Domani, lunedì 2 maggio alle ore 11, presso la Sala della Comunicazione del Miur, in Viale Trastevere 76/a, il Ministro Stefania Giannini presenterà il Programma Nazionale per la Ricerca.

Interverranno il Presidente del Cnr, Massimo Inguscio; il Presidente della Crui, Gaetano Manfredi; il Vice Presidente di Confindustria, Marco Gay.

L’evento potrà essere seguito in diretta streaming sul sito www.istruzione.it.

Chiamata alle (p)arti

Il 5 aprile u.s. il sen. Claudio Martini, relatore in Senato del DDL 1616 (Norme per la statalizzazione degli ex Istituti musicali pareggiati), DDL che il Ministro ha indicato come possibile strumento per la riorganizzazione geografica del sistema Afam, ha proposto di  «svolgere nuovamente un breve ciclo di mirate audizioni, che coinvolgano rappresentanti dei conservatori e degli istituti pareggiati, dei sindacati, dell’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, focalizzando l’attenzione sulle ipotesi di riordino».

Chi saranno questi “rappresentanti dei Conservatori? Il senatore li distingue  dalla rappresentanza sindacale; ma a chi allude? Quali i misteriosi ingredienti del cocktail di Martini?